A volte piove

Caldo, fa caldo in montagna, figurarsi in pianura! In pianura ci sono oggi e rimpiango di essermi lamentata quando sembrava caldo in montagna…

Al mattino le pecore faticano ad incamminarsi perchè fa troppo caldo, il sole picchia, a quelle quote non c’è l’ombra nemmeno di un larice. Il cielo era blu, limpido, terso, non una nuvola o un accenno di nebbia.

Il caldo era evidente a mano a mano che le ore passavano e, verso le cime delle montagne, persino quassù l’aria si faceva meno limpida. Il sole era insopportabile, bruciava, stordiva. Ci fosse almeno stato un po’ d’aria…

Il massimo che si era riusciti ad ottenere, verso sera, era stata questa strana velatura. A fine settembre, ma soprattutto con altre temperature, una cosa del genere poteva far pensare alla neve in arrivo, ma questa volta sicuramente non era il caso. Scendendo verso le baite, sentivi il calore che aumentava, ma per fortuna la sera tardi comunque rinfrescava un po’.

Il giorno dopo finalmente qualche nuvola, ma chissà se queste avrebbero portato la tanto attesa pioggia? Ce n’era un disperato bisogno, anche qui dove, meno che altrove, si sentono gli effetti della siccità.

Qualche goccia e poi un fortissimo colpo di tuono. Torna provvidenziale l’enorme masso “a balma” che il pastore aveva già adocchiato tempo fa. E’ perfetto per queste occasioni. Intorno pioggia torrenziale, qualche chicco di grandine, il ruscello che subito si ingrossa ed i tuoni che rimbombano contro la montagna. Non sta solo “bagnando la polvere”, piove davvero. Al riparo, si gioisce dell’insperato evento, mentre verso il fondovalle si alternano una luce cupa ed un accenno di arcobaleno.

Anche l’indomani, ad una mattinata limpida e calda, rapidamente aveva fatto seguito una giornata di nuvole passeggere. Forse anche quella sera ci sarebbe stato un temporale? Lo zaino questa volta era appesantito dalla giacca impermeabile, ma l’ombrello era rimasto giù.

Le capre quel giorno erano salite su, oltre la bastionata di rocce, trovando passaggi degni di un rocciatore per poi pascolare in vasti pascoli verdeggianti ad oltre 2.600 metri di quota. A volte anche a loro capita di essere sorprese dal maltempo, ma questa volta avevano capito per tempo cosa stava per succedere ed erano ridiscese, poi il pastore aveva mandato i cani a girarle lì verso il basso, nel pianoro.

Di nuovo sotto la balma, di nuovo tuoni, acqua, grandine e l’aria che si fa fredda. Sembrava di veder tornare verdi i versanti nel giro di pochi minuti! Una vera benedizione, questi temporali pomeridiani.

Anche le capre avevano ormai localizzato la balma e cercavano di sloggiare i loro occupanti, pastori o cani che fossero. Il cucciolo non si lasciava intimidire, ma d’altra parte c’era spazio per tutti. Poco per volta la pioggia era cessata, ma il cielo era rimasto cupo. Il tempo di raggiungere le baite ed un altro scroscio di mezz’ora aveva investito la valle, interrompendo anche la mungitura delle vacche nell’alpeggio confinante. La pioggia è sempre un po’ un fastidio, ma in questo caso si prende volentieri, dopo averla tanto invocata!

…pare comunque di raccontar favole, adesso che sono qui a 34°C, a pochi chilometri di distanza, dove non piove da settimane, mesi e sta seccando tutto…

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