Io qui sono il padrone

Troppo spesso si generalizza e certe cose, per essere davvero comprese, devono essere vissute così, casualmente, senza andarle a cercare di proposito. Allora potrebbe essere più facile comprendere il perchè di certe affermazioni, di certi comportamenti. Di cosa parliamo oggi? Di cani, marginalmente di lupi e di “padroni” della montagna. Dicevamo l’altro giorno che ci sono accesi dibattiti su di un tema abbastanza inutile, cioè di chi sia effettivamente la montagna. Perchè non ci poniamo uguali dubbi sulla città? C’è bisogno di avere un “proprietario” per tutto? Non basterebbe usufruire con rispetto di tutto ciò che non è palesemente interdetto (da un cartello, una recinzione, un muro)?

Se si criticava l’atteggiamento del turista verso i montanari, quasta volta mi è capitato di imbattermi in un “montanaro doc” che a sua volta può giustificare l’atteggiamento di certi turisti nei confronti di chi abita la montagna… Ed anche spiega parte del nervosismo e frustrazione che i pastori possono avere, indirettamente, nei confronti del lupo. Andiamo con ordine e cerchiamo di spiegare. Il nostro montanaro autoctono, abbastanza giovane, in abbigliamento da trekking, ha compiuto di proposito una deviazione verso l’alpeggio dove i pastori stavano, in compagnia di amici in visita, preparandosi a partire alla volta del gregge. Dopo brevi convenevoli, è subito venuto al punto. Ci teneva a far sapere che, se nei paraggi ci fosse stato un gregge, questo non aveva la sua simpatia. Lì vicino pascolavano dei bovini… E lui ha esternato il suo fastidio nei confronti “…di quelle leggi che hanno fatto adesso che consentono alle greggi di passare tutto dove vogliono!” (sic).

Ma il suo odio andava soprattutto agli accompagnatori del gregge, ai famigerati “cani bianchi” di cui la gran parte dei pastori si è ormai dotata per difendersi dal lupo. A suo dire proprio da quelle parti in passato aveva avuto incontri ravvicinati con i cani: “…che mi sono venuti incontro per aggredirmi!“. (Ma non l’hanno fatto). Lui quello non lo tollerava, perchè è originario di quelle parti e quindi è lui lì il padrone! Lui lì deve potersi muovere a piacimento e non dover compiere deviazioni perchè c’è un cane a difesa di un gregge. “Se mi ricapita, io al cane gli sparo!” (sic)

Dopo un timido tentativo per intavolare una qualche forma di dialogo costruttivo e dopo essersi resi conto che apparteneva alla categoria di quelli che la ragione ce l’hanno a priori, ciascuno ha preso la sua strada. Il montanaro è tornato sui suoi passi per imboccare il sentiero, i pastori sono partiti alla volta del gregge, macinando pensieri. Come se ,con gioia, avessero accettato il fatto di dover prendere 2, 3 o più cani per difendere il gregge dal lupo. Come se ci si divertisse  a portare su il cibo anche per loro a spalle quando il recinto è magari ad un’ora di cammino dalla baita. “…e poi tanto non mi vengano a dire, più che i lupi sono quei cani a mangiare le bestie, e anche i selvatici, perchè i pastori non gli danno da mangiare!“, ci aveva spiegato colui che tutto sapeva.

Intendiamoci, in dieci anni di assidua frequentazione di alpeggi e greggi, ho avuto anch’io una spiacevole esperienza con un cane da guardiania che ha presentato atteggiamenti aggressivi nei miei confronti senza che ve ne fosse ragione. Quel cane so che è stato successivamente allontanato perchè ingestibile. Diversamente, con un giusto atteggiamento “da manuale” non ho mai avuto problemi, nemmeno con quelli che, in zona, vengono ritenuti i cani più aggressivi tra tutti quelli presenti negli alpeggi delle vallate circostanti.

E’ vero che esistono situazioni particolari, cani mal gestiti dai detentori e cani non adatti perchè inseriti nel gregge in maniera non corretta, ma altrimenti con il cane da guardiania può famigliarizzare anche il turista… Prima ti abbaio, poi ti studio, ti annuso, ti giro intorno ed alla fine ti scodinzolo pure, magari mi lascio anche accarezzare. Dicono però che questi cani non devono essere trattati con eccessiva famigliarità, per evitare che abbandonino il gregge per seguire i turisti, appunto. Ed anche non bisogna dar loro del cibo, sempre per lo stesso motivo. Io però non li ho mai respinti, ho sempre concesso una carezza (e anche qualcosa in più) a quelli nel mio gregge, osservando poi sia un atteggiamento di allarme e difesa nei confronti degli elementi di disturbo esterno (dal predatore al passante), sia un successivo momento di distensione quando l’estraneo viene presentato come “amico”.

Visto che questo blog è letto anche da molti pastori/amici di pastori, ecc…, mi farebbe piacere che qualche esperto commentasse raccontandoci cosa bisogna fare davvero per avere un buon cane da guardiania. C’è anche una componente di indole nella loro aggressività o dipende solo da come sono stati allevati? E’ vero che se vengono nutriti con carne fresca aumenta il loro grado di aggressività? Insomma, è un argomento sempre più dibattuto soprattutto in ambito extra-pastorale, come testimonia anche il messaggio lasciato sulla mia bacheca Facebook da un amico del CAI: “Sono stato leggermente e simpaticamente azzannato da un bel cagnone bianco di un pastore di pecore francese, zona col Serene, verso la Mortice, Ubaye. La cosa non mi turba più di tanto e non sono nemmeno andato a protestare con il pastore che si è affacciato dal suo gias ma poi si è fatto i fatti e il lavoro suo, lo capisco. Una sola domanda… come comportarsi? Non valgono le istruzioni sui cartelli: allontanarsi dal gregge e fermarsi, lo abbiamo fatto, eravamo del resto su un sentiro ben segnalato. Io addirittura tengo un comportamento amichevolissimo coi cani ma il simpaticone si è avvicinato, noi fermissimi… e mi ha assaggiato a sorpresa un polpaccio! A questo punto punto lo abbiamo minacciato coi bastoncini per tenerlo a distanza ma non ci ha lasciato stare finché non siamo usciti dalla sua zona. Eravamo in discesa e al ritorno, non potevamo non passare da li… Istruzioni per l’uso? Magari la cosa interessa a molti escursionisti, io consiglio di agitare il bastoncino, pare che funzioni! Ci sono altre strategie?

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  1. Per quel che riguarda i cani da guardiania non son abbastanza informata,quando è successo di imbattermi con questi cani ho semplicemente usato il buon senso,come si dovrebbe fare con qualsiasi razza,dal maremmano al volpino..
    Per il montanaro doc..l’unica spiegazione è che a una certa altezza l’ossigenazione del sangue cambia,avrà fuso quelle quattro cellule del cervello che aveva ancora..
    Saccenti e ignoranti..la specie peggiore..

  2. Ho molta paura dei cani che incontro nelle escursioni, soprattutto quando sono più di uno. Spero sempre che ci siano anche i padroni, quando il sentiero passa proprio in mezzo alle malghe, perché so che con loro vengono tenuti a bada.

    Una volta un cane a tentato di mordermi alle caviglie. Ma era di un cacciatore.

  3. Cara Marzia,
    purtroppo vi sono cani e cani e non tutti sono bravi ad allevarli.
    Potrà sembrare strano ma un cane allevato da un pastore esperto, uno di quelli che pratica tale arte da diverse generazioni, un cane mordace non lo ha di certo.
    Non lo ha perchè un tempo i pascoli erano popolati da centinaia di persone e se lo fossero stati sarebbe stato impossibile lavorare in armonia.
    I cani difendevano dai predatori ma manifestavano una certa diffidenza verso gli estranei ma non li attaccavano limitandosi ad avertirli di stare al largo.
    Vi erano pure i cani che mordevano ma quelli erano tenuti di guardia alle masserie e non potevano arrecare danni se non ai ladri che tentavano di rubare gli agnelli dalle stalle.
    Oggi questi particolari chi alleva non li capisce e usa quello e quell’altro cane.
    Ma ahime non lo capiscono nemmeno i tanti esperti dotati di laurea e di una buona forza politica e che grazie alla loro “bravura” riescono ad avere anche grosse sovvenzioni pubbliche.
    Peccato che non sono abili anche nel riconoscere il cane giusto scambiando un cane plurititolato per un eccellente esemplare da lavoro oppure, in un eccesso di integralismo al contrario, ritenendo che se un cane lo metti con le pecore poi darà sempre degli ottimi figli.
    Se fosse così semplice allevare non sarebbe un’arte e non si sarebbero i problemi da te menzionati.
    Purtroppo così non è perchè per capire questi cani è richiesta una certa perizia ed un intuito che non tutti possiedono.
    Io è una vita che lo dico:
    il miglior cane non è quello che morde di più ma quello che riesce a fare il suo lavoro senza ricorrere ai denti.
    Sono principi semplici ma che molti sembrano ignorare salvo poi vedere episodi spiacevoli come quelli che si leggono sempre più spesso di attacchi a turisti o semplici persone del luogo.

  4. Posso smentire nella maniera più assoluta la leggenda della carne che aumenta l’aggressività. Il mio pastore maremmano-abruzzese mangia solo carne e ossa crude ed è il cane più buono del mondo, convive pacificamente con gatti e capre e viene regolarmente con me a camminare in montagna libero perchè non ha alcun problema rispetto ad altri cani (compresi i cani dei pastori) o altri escursionisti. Sulla questione può essere utile un’occhiata al sito http://www.barf.it
    Sull’aggressività dei maremmani: un buon cane da lavoro dovrebbe essere molto tranquillo (per non spaventare il gregge) in situazioni ordinarie, e al contrario molto deciso quando avverte una minaccia. Far crescere un cane equilibrato non è cosa facile, ma su questo ci sono gli esperti del centro di allevamento del pastore maremmano-abruzzese della Regione Piemonte.

    Luc

    • a me l’aveva detto un esperto del centro italia, che ha a che fare per lavoro con i cani da guardiania. io ho chiesto apposta per saperne di più! 🙂
      però comunque è anche vero che quei pastori che fanno mangiare ai loro cani gli agnelli nati morti o cose del genere, poi hanno maggiori problemi di gestione degli animali
      sul fatto che non sia facile… pienamente d’accordo!

  5. Io quando vado sui monti con i miei cani li lascio raramente liberi, un po’ perché non sono abituato alla fauna montana (e rincorrerebbero qualsiasi animale che intravedono), e un po’ perché, per lo stesso motivo, sono spaventati da pecore, capre, mucche, cavalli. Non so il perché. Inoltre, soprattutto la border, è diffidente nei confronti delle persone, non morde ma abbaia per scacciare via gli “intrusi”. Non mi faccio problemi nel caso dovessero incontrare altri cani, solo con i loro simili i miei sanno come comportarsi, ovvero tagliare la corda se capiscono di non essere affatto graditi. Fai un lavoro meraviglioso, che invidio da cittadina nativa.

    • fai bene a non lasciarli liberi. nei parchi ci sono delle leggi che lo vietano (per tutela dei selvatici) e dove ci sono animali al pascolo, anche involontariamente, possono correre dei pericoli loro ed essere pericolosi per gli animali stessi. lo so che sembra “crudele” tenerli al guinzaglio all’aria aperta in montagna, ma come per tante altre cose è questione di rispetto

      • l’unica stagione dell’anno durante la quale mi sento “abbastanza tranquilla” a lasciarli liberi è l’inverno. Non so se conosci come zona Novezza (Ferrara di Monte Baldo): lì una volta c’era l’impianto sciistico, in inverno infrasettimana è deserta. Solo lì mi azzardo a farli correre nella neve.

      • Il mio cane viene in montagna con me libero semplicemente perchè lo so gestire. Naturalmente rispetto il lavoro dei pastori, così come mi aspetto che loro rispettino la mia libertà di andare in montagna. Ieri ero in val varaita, tre cani da conduzione mi sono corsi incontro ringhiando, il mio cane ha mandato i giusti segnali di pacificazione nonostante avrebbe potuto mangiarseli, io sono rimasto tranquillo e non è successo niente. Poco più avanti c’erano invece i maremmani da guardiania (tutta un’altra storia), per fortuna erano a una cinquantina di metri della mia traccia (in caso contrario mi sarei spostato io per mantenere quella distanza), i cani si sono studiati e alla fine stavano quasi per fare amicizia. Non è detto che le cose mi andranno sempre così bene in futuro, come sempre è necessario usare e richiedere buon senso (se posso spostarmi mi sposto io, se c’è un passaggio obbligato tu tieni a bada i tuoi cani che io tengo a bada il mio), il guinzaglio ce l’ho sempre a portata di mano ma non lo uso praticamente mai, non ci penso nemmeno a legare il mio cane nelle mie salite che durano parecchie ore, nella maggior parte dei casi non incontro anima viva per tutta la giornata e gli incontri con i pastori si limitano a pochissimi tratti in quel breve periodo dell’anno in cui le bestie sono in alpeggio. In generale, come dice Petrella, il maremmano abruzzese è un cane che se può evitare lo scontro lo evita. Certo non va provocato. E purtroppo molti cani di città che vivono costantemente al guinzaglio sono dei provocatori nati.

  6. luc hai ragione, dovrebbero comportarsi tutti come te. e poi evidentemente un padrone “equilibrato” fa sì che anche il cane abbia giudizio… 😀
    una domanda, cosa fai nei parchi? eviti o lì il tuo cane lo leghi? purtroppo gente priva di buonsenso ha volte ha “attaccato briga” (peggio loro dei loro cani! 😉 ) perchè c’era un cartello che chiedeva di tenere il cane al guinzaglio per la presenza di animali al pascolo e, stimolata sullo stesso argomento, mi ha risposto che nei parchi non ci mette piede perchè c’è il divieto… scelta loro…

  7. Nei parchi dipende. Nel Gran Paradiso le regole sono molto chiare, i controlli serrati e le multe salate, i cani non possono entrare NEMMENO al guinzaglio (sto parlando del cuore del parco, non dei sentieri di fondovalle che non mi interessano). Sono anni che mi piacerebbe fare una certa cima in val Soana ed esito perchè so che non potrò andarci con il mio cane. Ai margini del parco (per esempio nel vallone di Ribordone) e fuori stagione vado tranquillamente con il cane libero perchè so che al di là delle regole il mio cane non disturba più di tanto gli animali selvatici. Lo stesso vale per altri parchi (per esempio Monte Avic o Alpi Marittime). In generale ci sono le regole formali e c’è il buon senso: io ho fatto di tutto (scelta della razza ed educazione) per avere un cane che non disturba gli animali al pascolo, non corre dietro agli animali selvatici e non si azzuffa inutilmente con gli altri cani. E cerco di comportarmi con rispetto, fin troppo: quindi ieri ero in valle di Ala, ho incrociato un gregge con maremmano al seguito, ho fatto un giro largo uscendo dal sentiero e poi al ritorno il pastore mi ha detto che non aveva nemmeno capito perchè mi fossi spostato, il suo maremmano è giovane e ha fatto amicizia con il mio e mi ha spiegato che lì non ha avuto ancora alcun problema con il lupo, ma stanno cominciando ad attrezzarsi. Più sopra ho incrociato un giovane stambecco: dieci metri di inseguimento svogliato e fine. Con le pecore il mio cane è sempre vicino a me. Chiaro che se uno ha un husky che sparisce per chilometri dietro a qualunque cosa si muova, o ha un molosso che parte all’attacco appena vede un altro cane, allora le cose sono diverse. Non voglio farne una questione di razza, io per esempio adoro husky e malamute, ma non ho preso un cane di quel tipo perchè so che in montagna in determinate situazioni avrebbero potuto darmi certi problemi.

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