Accompagnando la transumanza

Dopo le riflessioni dell’altro giorno, adesso parliamo davvero della Festa della Transumanza. Dato che il mio viaggio di ritorno era piuttosto lungo ed impegnativo, ho partecipato solo alla prima tappa, quella che dalla sede dell’azienda De Marco ha portato ad Amatrice. Mi sarebbe piaciuto molto raggiungere i pascoli in quota, ma ahimè…

La partenza è avvenuta nella mattinata, quando ormai faceva già molto caldo. Ma tutto richiede il suo tempo, c’era da mungere, c’era da finire di organizzare il tutto, intanto si accoglievano i turisti con torte e bevande… Così la “tabella di marcia” non è stata rispettata, ma d’altra parte già al mattino presto la giornata si presentava torrida. Per richiamare il gregge, un secchio di “pietanza”. Non ci sono capre, solo pecore, e non sempre la loro conduzione è così semplice, forse anche per la confusione degli accompagnatori.

Ci si mette in cammino tra nuvole di polvere, scortati da un gruppo di cavalieri ed alcuni muli. Non c’erano dubbi sulla siccità che affligge queste terre, ma la polvere non fa che confermarlo. Mi dicono che lo scorso anno l’evento si era tenuto in una giornata piovosa, così chi partecipa come accompagnatore si trova a vivere davvero il mestiere della pastorizia!

Nonostante il caldo torrido, gli accompagnatori sono numerosi. C’è un gruppo del CAI e molti altri, per lo più gente dei dintorni, ma per la domenica sono attesi dei pullman e chissà quante altre persone. La transumanza è un evento, viverla direttamente può essere un diversivo, una gita particolare, un momento da trascorrere in compagnia… senza dimenticare che, per i pastori, si tratta soprattutto di un giorno molto impegnativo.

Buona parte del tragitto all’inizio si snoda lungo strade asfaltate più o meno trafficate. I turisti camminano davanti e dietro al gregge, anche se ogni tanto qualcuno si attarda a scattare delle foto.

Fa sempre più caldo, si costeggiano prati in cui il fieno è già stato tagliato, campi di cereali ormai maturi. Fa caldo, ma è un caldo secco, fortunatamente non afoso.

Di sicuro però uomini ed animali sono provati dalla transumanza. Per fortuna che si effettuerà una sosta al lago, dove il gregge potrà abbeverarsi e sostare all’ombra. Mi assicurano che questo è il periodo normale per mettersi in cammino verso le montagne, anche perchè la quota non è elevatissima e salire prima significherebbe terminare precocemente il foraggio a disposizione.

I mezzi motorizzati dell’azienda ci sorpassano, portano a destinazione il materiale ed anche del fieno per sfamare il gregge. Con questa siccità (“secca”, la chiamano da queste parti), non c’è la possibilità di trovare prati da pascolare.

Il gregge si incanala per una strada secondaria che scende al lago, presto per tutti ci sarà una pausa ristoratrice. Qualcuno dice che sarebbe meglio aspettare la sera per ripartire, ma ci sono orari da rispettare, buona parte del “pubblico” attende lungo la via centrale di Amatrice per il tardo pomeriggio.

Nonostante il caldo, nel ristorante vengono serviti piatti sostanziosi ed i musicisti allietano i commensali con musiche e canti tradizionali. Una vecchia foto sulla parete testimonia come la pastorizia sia sempre stata presente, qui…

Nel pomeriggio, dopo un tratto di asfalto, si seguirà poi un vero percorso della transumanza, cioè un tratturo. Esistono ancora tratti di queste antiche vie lastricate che un tempo venivano percorse da migliaia e migliaia di pecore. Lo stesso centro di Amatrice si è sviluppato non a caso lungo queste antiche vie di comunicazione, quando “pecunia” derivava davvero da pecus

Nonostante la scarsissima acqua, le pecore esitano ad attraversare il misero ruscello. Poco per volta però vengono indirizzate verso l’altra sponda ed anche questo ostacolo è superato. In lontananza tuona rumorosamente, ma gli esperti dicono che il temporale lì non arriverà…

Gli animali vengono ricompattati in una vasta radura, i cavalieri si dispongono tutti in coda al gregge, poi si prendono le ultime decisioni in vista del raggiungimento del centro abitato.

Il corteo sarà preceduto dalla musica, ma poco sopra attendono anche i carri trainati dagli animali, altri musicisti ed i gruppi folkloristici in costume. Certo, questo è spettacolo che va oltre la transumanza, ma se si organizza l’evento turistico, bisogna dare qualcosa di più che non il breve passaggio per le vie del paese.

Come ho già avuto modo di dire, occorre distinguere tra transumanza-spettacolo e transumanza-lavoro quotidiano. Sarebbe bello che tutti gli spettatori della transumanza avessero partecipato al convegno la sera prima, per assistere allo spettacolo consci dei problemi che la pastorizia sta vivendo. Però questa transumanza-festa rispettava quello che secondo me è il punto fondamentale: nasce dall’interno, sono le aziende agricole ad essere state promotrici ed organizzatrici. Inoltre la transumanza già avveniva e non si è costruito niente se non tutto il contorno.

Ecco finalmente il gregge nella via centrale di Amatrice. Qui le pecore non hanno più possibilità di compiere deviazioni, così camminano compatte, mentre sempre più gente le accoglie scattando foto e girando video.

I bambini sono entusiasti, la gente indica, sorride, molti penseranno ad un passato abbastanza recente in cui la pastorizia era un mestiere quotidiano e non un evento straordinario.

In fondo il passaggio è breve, questione di pochi minuti, ma sono istanti emozionanti, vivi, festosi. Nonostante per un pastore non sia facile prendere parte ad eventi simili (figuriamoci poi anche essere parte integrante e fondamentale dell’organizzazione), alla fine camminare con il tuo gregge in mezzo alle case, ai negozi, tra la gente che ti saluta è una soddisfazione. Io spero possa anche essere un’ulteriore garanzia di futuro per questo mestiere.

Davanti alle pecore la gente in costume. Giovani e meno giovani a mostrare il legame con le tradizioni, con le radici. Alcuni elementi di vita pastorale affiorano anche qua e là tra i costumi tipici.

Ecco anche il carro trainato dalle possenti vacche maremmane dalle lunghe corna. Questo ormai è veramente un elemento del passato, come testimoniavano i trattori visti nel cortile della cascina!

Il gregge è prossimo alla meta, un vasto spiazzo in periferia di Amatrice. La fatica però non è finita, anche se questa è una festa, dopo l’arrivo c’è da pensare all’alimentazione del gregge, a dissetarlo, a mungere… Infatti ci sarà poi anche una dimostrazione di caseificazione e tutti potranno gustare la ricotta la mattina dopo, prima di ripartire.

I monti sono apparentemente ancora lontani, verranno raggiunti l’indomani, mentre invece io starò riaffrontando la mia transumanza verso casa. Chissà quando, un giorno, avrò tempo e modo di visitare anche queste realtà, quei pascoli non alpini?

In Amatrice, passato il gregge, resta visitabile la mostra fotografica di Dragos Lumpan dedicata all’Ultima Transumanza tra Romania, Italia, Galles, Grecia, Turchia, Albania. Foto emozionanti, foto che parlano la stessa lingua, quella dei pastori nomadi. Prometto a breve di farvi sapere come ordinare il libro fotografico.

Il mattino dopo c’è ancora tempo per un breve saluto al gregge, ma soprattutto a tutti i pastori e gli amici incontrati in questi giorni. Fa già caldo, forse ancora più del giorno prima, e così uno dei cani da guardiania pensa bene di cercare refrigerio… Chissà com’è andata la seconda parte di transumanza? Se qualcuno dei partecipanti leggesse queste righe e volesse inviarci qualche foto…

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  1. L’ha ribloggato su Storie di pascolo vagantee ha commentato:

    Lo so, avrei altre storie da raccontarvi, cose più recenti… ma oggi penso sia giusto riproporre questo post del giugno 2012, quando ero stata ad Amatrice per la Festa della Transumanza.
    Un pensiero a tutte le persone colpite dal terremoto e a tutti quelli che sono sul posto per portare soccorso e aiuto.

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