Tra una nuvola e l’altra

Avevo i miei dubbi di riuscire a vedere la Fiera di Bobbio Pellice (quella della Pouià, della salita verso l’alpeggio), dal momento che le previsioni meteo erano pessime. In effetti continuavo a nutrire dei dubbi imboccando la valle, ma poi degli squarci di sereno mi avevano fatto tornare l’ottimismo.

A parte le bancarelle della fiera, poco prima di arrivare allo spazio dedicato agli animali incontro lo stand dell’amico Silvio ‘d le cioche, quest’anno finalmente collocato in una posizione ottimale che garantisce la formazione di gruppetti di appassionati ed animate discussioni. Come potrò sdebitarmi per l’ennesimo omaggio a me riservato? Questa volta la campana porta inciso il titolo del prossimo libro… Risuonerà nella transumanza dei prossimi giorni!!!

L’arrivo delle mandrie degli allevatori locali così avviene con qualche raggio di sole. L’aria è ancora tiepida e questo momento fondamentale della festa non viene rovinato. Il pubblico c’è, ma forse qualcuno si è fatto spaventare dalle previsioni, altri invece sono andati a Bolzano per il raduno degli alpini… Almeno questo è quello che si dice in giro. I rappresentanti del mondo dei margari e pastori locali sembrano però non mancare, anche dalle vallate vicine oltre che dai comuni della valle.

Ogni mandria è annunciata dall’allegro scampanio dei rudun. Sono quelli delle grandi occasioni, quelli che verranno solo temporaneamente riposti, per poi essere ripresi in mano a breve, in occasione della transumanza. Per qualcuno manca poco, altri attenderanno più a lungo, ma comunque dappertutto in valle si vedono fili tirati, gruppi più o meno numerosi di vacche e manze al pascolo, piccole greggi qua e là. Saranno proprio i pastori ad incamminarsi per primi su per i pascoli in quota…

Queste sono feste molto sentite e la passione cresce con gli anni: sicuramente inizia anche presto, molto presto!!! Chi riesce già a camminare, non mancherà di farlo davanti, accanto o in fondo alla fila. Per gli altri c’è mamma che ci pensa, in attesa del giorno in cui anche per loro ci sarà una cana delle dimensioni adeguate ed un ruolo nella sorveglianza degli animali.

C’è chi attraversa il paese e chi scende dalle frazioni, a seconda della collocazione della cascina. Sabina e Giovannino conducono alla fiera un gran numero di animali, anche per loro un gran concerto di rudun. Una volta sistemati tra i fili, si potrà iniziare a salutare amici e conoscenti. Ormai la promessa è di rivedersi in alpeggio, se non ci saranno altre occasioni prima…

Come al solito, la tradizione è rispettata e l’ultimo ad arrivare è Pier Claudio, incalzato da un cielo sempre più nero. Chi arriva dal fondovalle annuncia che la pioggia ha già iniziato a cadere. Per lo meno qui si è riusciti a far arrivare gli animali senza che si scatenasse il diluvio… L’aria però sta cambiando e qualche goccia inizia a cadere.

Gli animali adesso sono tutti al pascolo, ciascuno nel pezzo destinato ad ogni singolo allevatore. La strada è affollata dalle persone che si incontrano, chiacchierano, commentano i vari fatti locali: c’è chi ha venduto le pecore, chi cambia montagna, chi purtroppo se n’è andato, ma anche bambini che nasceranno presto. Chissà, forse per la fiera della Calà, quando invece la stagione si andrà a chiudere, potrò essere presente anche con la presentazione del nuovo libro…

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  1. …eppure, questo stile di vita, mi ha rubato il cuore… forse anche perchè in comune, oltre al cane al piede, abbiamo il cielo come tetto… tra pastori e viandanti c’è tanto in comune…
    Buona transumanza. Ormai non è poi così lontana.
    bb

  2. Mi stavo chiedendo se le varie «desmontegade» che proliferano ogni anno qui in trentino sono davvero feste tradizionali o piuttosto invenzioni turistiche. Me lo sono chiesto dopo averne vista una, in realtà una finta desmontegada, una sceneggiata dove gli animali e i pastori erano portati coi camion poco fuori dal paese per poi poter inscenare «il ritorno dall’alpeggio» a beneficio dei turisti. Insomma tradizione vera o fasulla? Ciao e complimenti per il blog, mario.

    • mi sa che ci sarà una base di tradizione (uomini ed animali comunque ad un certo punto devono scendere) e poi la costruzione intorno, come quella che dici tu (che tristezza!!).
      ti assicuro che quello che vedi qui è tutto genuino!!! 🙂

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