Sul significato di transumanza

Dal dizionario Hoepli: transumanza [tran-su-màn-za] s.f. AGR Trasferimento, migrazione periodica e temporanea di greggi da un luogo a un altro, generalm. dal monte al piano e viceversa, secondo le stagioni, in cerca di pascolo. Per la sua etimologia Wikipedia invece ci dice: “La parola transumanza deriva dal verbo transumare, ossia: attraversare, transitare sul suolo. Il verbo è costituito dall’accostamento del prefisso latino «trans» che vuol dire: al di là, attraverso, e dalla parola latina «humus» che vuol dire suolo, terreno.

Nel pascolo vagante la transumanza non è solo quella da e verso i monti, ci sono le transumanze quotidiane da un pascolo all’altro, più o meno lunghe. Talvolta avvengono all’interno del territorio di uno stesso Comune, e allora pascolo vagante non è, perchè non occorrono fogli, timbri, permessi, ma quando si attraversano davvero territori differenti, siamo pienamente in tema con il titolo di questo blog. La transumanza è un momento particolare. Per chi si sposta quotidianamente, questo momento ha un significato forse un po’ diverso in termini di organizzazione, ma comunque necessità di una certa “preparazione”. Più si allunga il cammino, più c’è da “studiare” il percorso, valutando i punti critici: dove ci può essere pericolo per gli animali, dove per campi e prati circostanti, dove invece tocca passare in mezzo alla “civiltà”.

Quando c’è da attraversare una via trafficata, se c’è qualcuno in più a darti una mano ti fa innanzitutto sentire più tranquillo, oltre ad essere un po’ più in regola con la legge. Anche se la legge (codice della strada) direbbe comunque di spezzettare il gregge a gruppi di 50 animali, ognuno con il suo accompagnatore… Lasciamo stare e speriamo sempre che il buonsenso abbia la meglio.

Scegli la strada, quella migliore, quella più tranquilla, quella dove hai qualche punto per sostare durante il cammino e “riempire” le pecore affinchè non siano troppo attratte da erba tenera e campi di cereali lungo la via. Quello che non puoi scegliere è il tempo e così guardi con occhio dubbioso il cielo che si fa scuro, le montagne che si confondono all’orizzonte.

E così ti tocca accettare il violento temporale che si scatena poco dopo. Pioggia, tuoni assordanti, fulmini che squarciano il cielo ed addirittura la grandine. Vento freddo che ti sferza, strani contrasti di luci e colori. Ma non tutto il male vien per nuocere: gli animali camminano a testa bassa sotto l’acqua e non danno problemi nel loro contenimento sulla via. Con una bella giornata i cani avrebbero faticato di più a “parare” prati e campi.

Poco per volta il temporale si era spostato altrove, i tuoni ormai erano più lontani, ma l’aria si era fatta fredda. Il cammino era quasi concluso, se avesse smesso del tutto di piovere sarebbe poi stato più semplice tirare le reti per il recinto. Ormai era sera. ancora una volta la giornata si avviava a concludersi con l’oscurità e gli ultimi lavori si dovevano affrontare alla luce delle pile. L’importante era togliersi dalle strade prima che fosse notte!

L’indomani invece era una tipica giornata di primavera: sole, cielo azzurro, le montagne bianche di neve all’orizzonte, aria frizzante. Ancora una perlustrazione mattutina per verificare quel paio di punti critici del percorso e poi ci si era messi in cammino sulla collina, tra ville e glicini in fiore. La città era là sotto, bisognava prima sfiorarla, poi attraversarla.

Qualche striscia di incolto tra prati e campi, giusto qualche istante per ricompattare la fila. Non bisognava esitare troppo, perchè il cammino era ancora lungo e molti, molti chilometri attendevano uomini ed animali: strade secondarie, ma anche strade trafficate da percorrere approfittando del giorno festivo.

Un pranzo veloce mentre il gregge pascolava, poi di nuovo in cammino. Il sole si stava facendo più caldo e non si capiva se le nuvole che avevano iniziato ad addensarsi avrebbero portato altri temporali. Fino a quel momento stava andando tutto bene…

La cittadina era deserta, tutti stavano terminando il pranzo festivo con famiglie e amici, qualcuno in casa propria, altri altrove, in campagna. I pastori ed i loro amici invece quel giorno affrontavano una fatica aggiuntiva, pur di non dover compiere lo stesso percorso in un normale giorno feriale, durante il quale sarebbe stato impossibile  o quasi effettuare così questa transumanza.

Il caldo iniziava a farsi sentire, sull’asfalto. Addirittura si dubitava di arrivare a destinazione, con così tanta strada da percorrere e temperature che si alzavano. Se almeno ci fossero state vie secondarie da seguire… Invece questo era il tratto più difficile e non si poteva nemmeno ripercorrere il cammino invernale attraverso quelle che allora erano stoppie ed incolti.

Passare per strade secondarie voleva anche dire allungare il cammino anche di qualche chilometro, ma almeno si evitava il centro del paese. Non tutti amano lo “spettacolo” della transumanza… E poi qui un’aiuola, là una fioriera. Le ore passavano, l’incognita permaneva: si sarebbe raggiunta la meta? Dove e come passare il torrente, visto che si vociferava di cartelli di divieto?

Per fortuna nel tratto più lungo di strada “principale”, il sole si era fatto meno insistente. Lì non c’erano alternative per il gregge, ma per fortuna numerose vie portavano all’altra strada parallela più in giù nella pianura, quindi i più pratici tra gli automobilisti svoltavano appena possibile per non dover seguire tutto il cammino del gregge. Solo in un paio di occasioni era possibile fare una breve sosta per far defluire il traffico.

Almeno per quel giorno non c’era l’incubo del treno. Una telefonata in stazione il giorno prima aveva confermato che, nei giorni festivi, era operativo solo il servizio sostitutivo con autobus. Un pensiero ed una preoccupazione in meno! E non è cosa da poco, perchè altrimenti bisognava calcolare con precisione i tempi e… riuscire a rispettarli (impresa ardua, con un gregge).

Poi finalmente era finito il tratto più critico, si era passati sul famoso ponte e, una volta al di là del torrente, era come essere già arrivati, pur mancando alcuni chilometri. La luce della sera filtrava tra i nuvoloni e illuminava dolcemente la transumanza. C’era addirittura la speranza di arrivare prima di sera! Ormai si cominciava a tirare un sospiro di sollievo, la maggior parte degli ostacoli e delle incertezze erano alle spalle.

Passato il paese, c’era quel centinaio di metri sulla strada principale e poi si sarebbe svoltato nei boschi. Per fortuna il traffico non era ancora aumentato di molto, nessuno avrebbe avuto di che lamentarsi per la transumanza. Niente pioggia all’orizzonte (quella sarebbe arrivata nei giorni successivi), nessuna pecora che avesse partorito lungo la via, solo qualche agnello era stato caricato nell’auto al seguito perchè troppo affaticato.

E poi pascoli a volontà. Per un paio di giorni non ci sarebbe stato da muoversi, così anche gli animali potevano riprendersi dalla lunga transumanza. Sono giornate belle da vedere e da ricordare, ma stancanti fisicamente e psicologicamente per tutto ciò che implicano. Solo quando le pecore sono sazie e chiuse nel recinto per la notte puoi davvero dire che tutto è andato bene. Dopo inizierai a pensare all’altra transumanza, quella “vera” verso i monti… Ma c’è ancora tempo e tante incertezze davanti

Annunci

  1. Che belle foto… quella con le pecore e le montagne sulle sfondo è davvero evocativa…

    Ma con tutto ‘sto cammino c’è da osservare che questi pastori sono proprio dei rivoluzionari !

    Perché non si è ancora pensato di fare la transumanza in macchina? Immagina che bello… Tutti alla guida di un’auto, pecore comprese… Una bella striscia di asfalto dalla pianura ai monti…Sarebbe la giusta evoluzione della specie.. No?

    🙂

  2. …intendevo dire una pecora per ogni auto ovviamente… non di più…. Potrebbe anche essere uno stimolo per favorire l’industria dell’automobile… 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...