Vorrei capire

Perdonatemi, credo di essere un po’ dura di comprendonio. Certe cose non le capisco, mi sembrano assurde e profondamente ingiuste, ma forse qualcuno tra i tanti che qui leggono mi sa dare delle risposte.

Da dove iniziare? Io direi di fare qualche considerazione sugli alpeggi. Per fortuna negli ultimi anni sono stati fatti tanti interventi per la sistemazione delle strutture in alpe: ristrutturazione degli edifici, predisposizione di locali per la caseificazione, strade per raggiungere le baite, centraline idroelettriche, ma… non dappertutto. Ci sono alpeggi, sia pubblici, sia privati, in cui per parte o per tutta la stagione tocca vivere in condizioni indegne. Non è che perchè si è pastore o margaro si possa accettare di passare mesi tra spifferi, topi, acqua che cola dal tetto e senza potersi fare un bagno. Anche se l’hanno fatto per secoli, per generazioni, per la sostenibilità (in tutti i sensi) di questo mestiere ritengo che sia imprescindibile garantire non soltanto il benessere animale, ma anche quello umano.

Perchè un Comune può affittare una montagna dove o non ci sono strutture o quelle presenti sono poco più di un ammasso di pietre dove ci si arrangia in tutti i sensi? Poi si pretende che gli animali siano seguiti… Ci si lamenta se vi sono mandrie incustodite, solo con i fili tirati e nessun guardiano, e si dice al pastore: “Per difenderti dal lupo devi essere meno scansafatiche e stare lì con le tue bestie costantemente, non lasciarle libere di vagare a piacimento.” Chi di voi passerebbe anche solo una settimana in questa baita? I sacchi appesi sono per mettere in salvo i viveri dai topi.

Mi domando… Ma se io voglio costruire una casa, ristrutturare un vecchio edificio, devo seguire una trafila non da poco, sia in termini economici, sia burocratici, ecc. Leggete ad esempio qui i requisiti urbanistici per l’abitabilità. Valgono per la prima casa, valgono per la casa in montagna usata solo per le vacanze. Ma non valgono per un alpeggio, luogo di abitazione e lavoro dove magari si risiede anche 3-4 mesi all’anno? Presumo che, se uno volesse essere fiscale, avendo un aiutante alle proprie dipendenze, non sarebbe ammissibile alloggiarlo in una struttura non idonea. Può un Comune affittare un alpeggio con baita dove non c’è il bagno, non c’è la luce, non c’è un tetto che ripari completamente dalla pioggia, non c’è un posto dove accendere il fuoco?

Ho già affrontato questo argomento altre volte, per dire che non è che l’allevatore in montagna voglia vivere qui… a volte gli tocca! Poi c’è anche chi “sta bene così”, o magari ha strutture e le tiene male, ma se sono pubbliche io a questi impedirei di rinnovare il contratto. Basta con la logica dei contributi, premiamo chi lavora come si deve!!!

Parliamo allora proprio di contributi e dello schema che la Regione Piemonte ha predisposto per l’affitto delle malghe di proprietà pubblica? Ecco qui… Ci sono tanti punti interessanti, ma mi sa che i Comuni non lo stanno seguendo per indire i bandi di affitto degli alpeggi.

Vorrei proprio che qualcuno mi spiegasse quando finirà la storia dei famigerati tori in alpeggio… Quelle aziende di ingrassatori di pianura che hanno affittato alpeggi a prezzi spropositati per prendere i contributi di pascolo. Qui potete leggere qualcosa sul “premio all’erba” ed altri contributi. Ho tutta una serie di interrogativi… Perchè ci sono aziende che continuano a prendere i contributi senza mandare le bestie in montagna (ed un povero disgraziato che non ce la fa più a salire in un alpeggio senza strutture, senza strade, senza prospettive di vita civile, non solo gli tolgono i contributi, ma deve pure restituire quelli già percepiti)? Mi sta anche bene che sia così, se non rispetti l’impegno preso, devi pagare, ma che ci sia una reale giustizia valida per tutti. C’è chi sale con le vacche, ma non prende nulla perchè la montagna in realtà è affittata da altri.

Ma nel modello di bando della Regione non si diceva che il subaffitto è vietato? Eppure quanti casi di subaffitto ci sono? Li so solo io grazie ai pettegolezzi di Radiopecora o…? No lo so, qualcuno mi risponda. Dagli uffici competenti, dalle Associazioni di categoria. Chi gliele compila le domande, a questi speculatori?Oppure mi rispondano altri poveri cristi che si trovano nelle condizioni di chi dà tutto sé stesso e riceve solo mazzate. Ma togliamoli, questi contributi! L’ho già detto più volte, si premi il meritevole, si valorizzi il prodotto, si aiuti con interventi concreti (strutture, attrezzature…), ma cambiamo sistema, perchè io (e non solo io) questo non lo capisco. O meglio, mi sembra di capire che è il furbo a venir premiato e chi è troppo onesto alla fin fine ci rimette e vede persino gli altri che gli ridono in faccia.

Perdonatemi lo sfogo, ma sono davvero stufa. E lo sono ancora di più nel mio duplice ruolo a cavallo tra il mondo di chi la pastorizia e l’alpeggio lo vivono e praticano sulla propria pelle e chi dall’altra parte teorizza o cerca di mettere in piedi progetti che dovrebbero contribuire ad aiutare e valorizzare questi settori.

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  1. Ciao Marzia…davvero capisco il tuo essere stufa….non esiste una situazione del genere….ma mi chiedevo a te risulta che le stesse regole valgano in Valle d’Aosta o stai parlando di regione PIemonte…quali assidua frequentatrice di montagne valdostane a me non risulta questa situazione…almeno agli occhi….c’è sempre un minimo di decenza e dignità nell’alloggio del pastore…un forte abbraccio!
    Barbara

    • in poche righe posso dire che i furbi ci sono più di quello che si crede,nelle malghe dove ci sono bovini i contributi sono alti ,pochi controlli e speculano su un bene comune,ricatti ,sono complici di un suicidio collettivo,i VERI PASTORI sono una minaccia a tutti questi intrallazzi ,perchè la montagna la vivono veramente i PASTORI…è ora di dire basta!!!!
      e passi lunghi e ben distesi!!!!!!!!!!!!!!!!1

  2. Dopo due anni leggo questa pagina…ed è tutto come prima! Mi fa però piacere trovare scritte queste cose, qualcuno che le dice apertamente senza tanti giri di parole ci vuole, qualcuno che apra gli occhi anche e soprattutto a chi non è del mestiere. Dalla mia esperienza in malga (con vacche, capre, maiali, pecore, cavalli e asini) ho capito che sì, il mondo delle malghe è per certi versi proprio una bella schifezza, accentuata dalle problematiche sorte l’anno scorso con la faccenda delle foto aeree (solo in Veneto o anche da voi?), però il dialogo con le persone può a volte fare la differenza. Come diceva Barbara agli occhi non sempre si percepisce la difficoltà e le problematiche dietro una malga, così come un turista di passaggio non può cogliere i giri d’affari e le ingiustizie che ci sono dietro gli affitti. A volte però qualcosa può migliorare facendo sana informazione: non parlo ovviamente del parlar male, questo sarebbe scorretto e si ritorcerebbe contro. Parlo del far capire la cultura dietro un’attività così particolare, qualche base di gestione del pascolo, tipologia di animali…
    Il motivo per cui “quelli dei tori” o “quelli della bassa” riescono sempre ad averla vinta? Semplice: il vil denaro! Che mette a tacere tutto e tutti…é davanti agli occhi dei più, ma il singolo soggetto difficilmente si mette a questionare con la pubblica amministrazione. E anche se lo fa, beh, difficile ottenere qualcosa.

    • anche qui, anche qui… la storia delle foto aeree è la stessa ovunque.
      servirà poco, ma un articolo in merito a firma mia esce sul numero di dicembre di montagne360°, rivista dei soci CAI. se non altro è informazione

  3. Finalmente qualcuno che rende noto che la pastorizia, quella vera, trova difficoltà in questo povero corrotto paese. finalmente si scopre che il problema dei pastori non è solo quello della presenza dei lupi.

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