Animali da compagnia e da reddito, diritti e doveri

C’è la crisi. Ce lo dicono e ripetono ogni giorno, ma ce ne accorgiamo proprio sulla nostra pelle, nelle nostre tasche, guardando l’estratto conto, le fatture, la busta paga (chi ancora ce l’ha). Però mi sembra anche che ci sia sempre più uno scollamento tra teorie e realtà. Io auspicavo che l’effetto della crisi servisse pure a favorire quello che molti definiscono “decrescita”, cioè un modo di vivere e lavorare più consono ai ritmi ed i tempi della natura, alla cooperazione tra individui, ad una riscoperta di valori e sensazioni dimenticate nella fretta dell’andare avanti (verso cosa??). Invece evidentemente o non c’è ancora abbastanza crisi, o si è perso il senso della logica (o, più in generale, il buonsenso).

In attesa di sapere gli sviluppi del “caso ciclostrada”, non c’è comunque da annoiarsi e, per gli allevatori che chiedono solo di poter fare il loro mestiere (sempre più tartassato e svalutato nelle produzioni), abbondano le problematiche da affrontare, anche apparentemente “assurde”. Val Chisone, Perosa Argentina. Avete presente? “Paesone” di fondovalle circondato da prati e pascoli, grazie a qualche azienda agricola che ancora resiste in valle. Bene, questa è l’ordinanza emessa dal Sindaco. “Per assicurare l’ordine e la pulizia di un paese sono necessari la volontà e l’impegno dell’Amministrazione e degli operatori comunali, ma è assolutamente indispensabile la piena colla-borazione dei cittadini.
Per questo ci si rivolge ai possessori e agli amici degli animali, per chieder loro di avere per le persone lo stesso rispetto (e magari qualcosa in più) che usano nei confronti delle bestie che accudiscono con tanto amore.
Le vie, le strade, le piazze, i marciapiedi, le aiuole, i giardinetti, i parchi non sono spazi destinati alla defecazione. E nel deprecabile caso in cui lo diventino, ad opera di vacche, cavalli e simili, occorre al più presto provvedere ad una accurata ripulitura degli spazi imbrattati, o, ad opera di cani, raccogliere prontamente gli escrementi con apposito sacchetto (come previsto dalla legge e dal regolamento comunale), smaltibile nei contenitori dell’umido e non nei cestini per piccoli rifiuti. 
Essendo facile constatare che, nel nostro comune, è diventata pratica diffusa questo uso improprio di spazi pubblici, imbrattandoli in modo del tutto intollerabile, si avvisa che la polizia municipale non solo applicherà la prevista ammenda (euro 80) a chi non raccoglie gli escrementi, ma provvederà ad accertare che, in ogni caso, il possessore di cani abbia con sé i suddetti sacchetti biodegradabili (pena l’ammenda di euro 50 per chi non ne dispone). 

Si ringrazia per la collaborazione. 
Perosa Argentina, 23 gennaio 2012 Il Sindaco Prof. Renzo Furlan

Voi che ne dite? Io sono allibita. Non ce la faccio a comparare il passaggio di una transumanza a Perosa con il cane di taglia più o meno grossa portato a spasso con tanto di guinzaglio dal padrone, che si ferma a defecare sul marciapiedi o nell’aiuola. Nella civilissima Svizzera ricordo strani fiocchetti colorati a decorare i guinzagli degli amici dell’uomo. Quando il cane si fermava per le sue necessità corporali, il padrone ne slegava uno, lo usava per raccogliere l’escremento e lo gettava nell’apposito bidone preposto all’uso. E non solo in città, anche in aperta campagna, anche sul bordo di una strada sterrata tra i prati. Insomma, il cane ha diritto di fare la passeggiata, il padrone ha il dovere di non creare con questo disagi ad alcuno.

Già, perchè è facile vedere l’effetto cane in un prato durante e dopo il pascolamento degli animali. Come mai ci sono ciuffi di appetitosa erba verde che vengono scartati e lasciati indietro? A ciascuno corrisponde un escremento di cane. Così gli allevatori non amano chi porta il proprio cane a spasso e lo lascia correre libero nei prati, “terra di nessuno” per il possessore di cane. Ricordo una disputa accesa tra un signore che stava tagliando fieno ed un amico degli animali che sosteneva che il suo cane dovesse sfogare il suo istinto in natura. Il cane correva nell’erba che avrebbe poi dovuto essere tagliata, faceva la pipì in un angolo, la cacca tra l’erba. “E le mie vacche devono poi mangiare la m… del suo cane? Lui è un animale e non ha colpe, ma lei è un incivile!“.

Se le pecore evitano di brucare l’erba imbrattata dai cani, purtroppo invece non sono in grado di accorgersi se l’erba lungo le sponde delle strade è stata trattata con prodotti chimici. E’ infatti iniziato l’incubo diserbanti/disseccanti per chiunque debba movimentare animali lungo le strade, pecore o vacche che siano. Adesso piove, l’erba cresce, si metteranno in movimento gli operai della Provincia (che l’anno scorso fecero ingiallire i bordi stradali da Pinerolo fino a Sestriere, tanto per fare un esempio), già si sono attivati piccoli e grandi agricoltori che spargono in abbondanza questi prodotti tra i campi seminati, i vigneti, ma addirittura tra le stoppie e pure davanti al cancello di casa. Tutta salute, signori miei! E poi si lamentano della crisi e dei costi… E poi si stupiscono quando tizio e caio muoiono di tumore anche se hanno sempre vissuto in campagna e non in città. Articoli su questi prodotti e sulla loro pericolosità (ma anche inutilità) abbondano. Vi consiglio ad esempio questo del prof. Altieri dell’Istituto Agrario di Todi. Vi rimando poi ad altri post dello scorso anno pubblicati su questo blog.

Proprio l’altro giorno, durante la transumanza, era stato necessario affrontare prima tutto il percorso per vedere dove fosse stato necessario fare attenzione particolare perchè erano stati usati questi prodotti. Qua e là era evidente per l’erba ormai ingiallita, altrove te ne accorgevi solo guardando attentamente, perchè alcune piante iniziavano ad arricciarsi in modo innaturale. In questo frutteto di kiwi non vedevi nulla, ma per fortuna il proprietario incontrato poco prima ci aveva avvisati del pericolo. Proprio ieri un pastore mi diceva che, lo scorso anno, dopo aver fiancheggiato un tratto di strada appena diserbato (ed averlo scoperto dopo) aveva avuto una quindicina di aborti ed una decina di pecore che avevano iniziato a deperire, per poi morire dopo alcuni mesi. “Avevano il fegato spappolato, il veterinario ha detto che è colpa dei veleni. E noi non sappiamo nemmeno a chi dire grazie!“.

Non lo so, più che chiedere agli allevatori di pulire le strade dopo le transumanze, i Sindaci non possono vietare ai cittadini di usare diserbanti lungo strade e stradine? E la Provincia, anche quest’anno abbonderà con i disseccanti, per risparmiare in manodopera?

Annunci

  1. In provincia di Reggio Emilia, si sono dati già dati da fare su tutte le strade provinciali, per non parlare di privati ed aziende agricole. Sembra l’ultima moda…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...