Piccole grandi soddisfazioni

Per chi segue da anni questo blog dovrebbe essere più facile capire quello che vi sto per raccontare. Ormai dovreste sapere come questo mondo, quello dell’allevamento tradizionale ed in particolare del pascolo vagante si basi fortemente sul sentimento. La parola passione ricorre costantemente, come motore che porta avanti anche nei momenti più difficili.

Se questo per voi è chiaro, allora capirete anche perchè abbia un grande significato personale avere il gregge “a casa”. Uscire a piedi e raggiungere le pecore, dare una mano quotidianamente, per un paio d’ore o per l’intera giornata, a seconda delle necessità. Poter sempre di più, in futuro, occuparmi di pastorizia concretamente e non solo in modo teorico…

E’ stata una prova costruita faticosamente. In queste giornate di fine inverno, un giorno torride, un giorno con previsioni di neve, il gregge in poche ore mangia il lavoro di giorni. C’è chi manda avanti il gregge e capirà chi è il padrone del prato solo se questo si presenta a reclamare e c’è chi prende accordi pezzo per pezzo, striscia per striscia, angolo per angolo. E non è affatto facile, perchè non sempre il proprietario è nella casa a fianco. A volte è dall’altra parte del paese, addirittura non abita nemmeno qui. Magari trovi il proprietario, ma non è lui il conduttore, e allora ti metti in cerca di chi l’erba la taglia per fare pulizia, oppure ne ricava fieno d’estate per i bovini. O ancora un prato è frazionato tra parenti in lite tra di loro, uno dice di sì, l’altro per ripicca allora non vuole…

Spesso però sono vecchi prati all’abbandono, che sarebbero insufficienti per un grande gregge, ma possono andar bene per uno di medie dimensioni. Dopo aver vinto l’iniziale diffidenza delle persone (devo dire anche grazie alla conoscenza diretta con la sottoscritta o con la mia famiglia, in quella lunga opera di porta a porta durata per settimane), quale soddisfazione però nel sentire gli anziani che, quasi commossi, guardano il gregge e ricordano quando anche loro andavano al pascolo… “…e qui era un giardino, dai fiori che c’erano la primavera! Adesso? Solo più runze… E il bosco che ci viene fino in casa! Ma i giovani non hanno più voglia di lavorare, vanno a spasso, la domenica! Che bello vedere voi, che bello veder tutto pulito!

Specialmente tra le frazioni, tra le case e le vecchie cascine, il gregge ovunque è accolto con gioia, foto, gente che esce ad accoglierlo. Sto scoprendo anche angoli del “mio” territorio che non conoscevo ed ho parlato con più gente del mio paese in questo mese che non in anni! Ogni tanto c’è persino chi arriva con la bottiglia del suo vino, per fartelo assaggiare e scambiare due chiacchiere con i pastori. “Passate poi ancora? Così almeno mi risparmio di passare la trincia questa primavera…“.

Le cose non sono altrettanto semplici in pianura: lì c’è poco spazio, i prati sono stati concimati, oppure il proprietario non ne concede il pascolamento alle pecore. Non ci si spinge poi verso il territorio di altri pastori, perchè non si tollererebbe che qualcuno invadesse i “tuoi” pascoli, quindi perchè fare la stessa cosa? Così almeno dovrebbero fare tutti e ci sarebbero molti meno problemi… Se uno vuole una nuova zona di pascolo, deve conquistarsela guadagnando la fiducia dei proprietari negli spazi lasciati vuoti da altri. Perchè a ben guardare c’è posto per tutti!

E così il gregge si accontenta di quello che resta, a volte è anche solo un campo sportivo abbandonato. L’importante però è riuscire a guadagnarsi quella zona di pascolo che può servire per progettare il futuro. In certi appezzamenti servirà un attento lavoro di “recupero”: passare più volte, far dormire il gregge, sperando che cresca erba migliore per gli anni a venire. Oggi però ci si accontenta del sorriso della gente e degli occhi sgranati dei bambini…

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  1. Marzia..devi creare la categoria:Soddisfazione..
    Bella questa pagina,conosco bene le dinamiche del cercare erba,chi è contento,chi no,chi vive di pregiudizi,chi “prenota” per il prossimo anno..ma quando la maggior parte aspetta il tuo arrivo,il cuore si gonfia di soddisfazione,di orgoglio per questa vita fatta di poche cose ma vere!!
    Quanto è bello ascoltare i racconti degli anziani,quanto è bello rispondere alle mille domande che fan i bambini,fargli toccare un agnellino e vedere i loro occhi pieni di gioia..
    Che soddisfazione…

    • già, proprio così. comunque parallelamente alla soddisfazione c’è quella punta di dolore quando vedi che è più facile trovare l’erba dove non è mai passato nessun pastore piuttosto che dove ci sono stati altri in un passato più o meno recente… ma ne parlerò, in futuro

  2. Bello Marzia: soddisfazione ed un sogno che si realizza! mi sembrava di riconoscere alcuni luoghi…motivo in piu’ per venirvi a trovare
    Un sorriso scalda i cuori.
    Un abbraccio

    Serpillo1

  3. Ieri è successo anche a me!!! Essendo temporaneamente con un braccio legato al collo, sono uscito per boschi e pioppeti con 7 pecore e 5 agnelli; Incontro un conoscente che mi dice: guarda come mangiano la prima erba tenera, più in là c’e un mio pioppeto che ho discato quest’autunno e l’erba è già cresciuta, portale anche nel mio pezzo. Se riesci a mangiare l’erba almeno non si ferma quello che c’era qui durante la nevicata, con 14 asini al seguito, che ha pelato tutte le gaggie nei dintorni (comprese quelle del sottoscritto). Se lavorate bene e non procurate danni alle proprietà sono pochi gli intolleranti. Basta tener presente che non è un diritto pulire i prati o boschi altrui ma una tradizione ….. ed accettare che non tutti sono tradizionalisti. Dopo le pioggie …. buona erba a tutti , Ciao, Bruno.

    • auguri per il tuo braccio!
      quello che dici ahimè è verissimo, purtroppo le mele marce ci sono ovunque 😦 finché non si capirà che il rispetto genera rispetto, si continuerà con queste storie

      • Se il rispetto non genera rispetto, una scorrettezza ad una persona che ti ha rispettato non si fa mai con un sorriso (magari esteriore ma non interiore), questo secondo me che sono abituato a pensare che le persone non sono nate cattive. Ciao e grazie per gli auguri.

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