Scoprire la propria vocazione

Iniziamo con le interviste ai giovani raccolte attraverso internet. Il giovane allevatore del XXI secolo è anche chi usa il web, si connette, è presente su facebook, pubblica foto e… racconta la sua vita di appassionato di animali per condividerla qui con tutti noi. (Per chi volesse essere intervistato, chiedetemi il questionario). Pensavo di doverle riassumere, ma poi mi certi racconti che ho ricevuto in questi giorni sono così diretti, toccanti, appassionati che non posso far altro che riportarli tali e quali.

Mi chiamo Daniel Paratscha, sono nato il 21 settembre 1987, sono di La Villa un paese della Val Badia nel cuore delle Dolomiti in Alto Adige. La mia passione per gli animali c’é stata da sempre, giá da piccolissimo i miei genitori mi portavano sui pascoli a vedere le bestie e in giro per le montagne. Bestie non ne abbiamo avute prima, mio padre però é nato in una famiglia dove ne avevano, ma il maso di famiglia é andato in mano ad un altro suo fratello, lui però fino all’età di 25 anni ha fatto il pastore (anche nonno e bisnonno erano pastori) sia di vacche che di pecore, poi per vari motivi legati anche alla salute ha cercato un lavoro meno impegnativo ed é finito a fare il bidello. Verso la fine del 2008 é andato il pensione e nell’estate del 2009 é ritornato a fare il pastore sulla malga del Passo Gardena (che era a pochi km da casa ed era in pratica sulla strada, in caso di emergenza facile da raggiungere) ed é proprio quell’estate che comincia tutto per me… Dopo le medie avevo lavorato come imbianchino/pittore ed avevo anche fatto la scuola professionale, ma non andava tanto bene con i colleghi così a luglio abbandonai quel lavoro per cominciare qualcos’altro, ma non sapevo ancora cosa. Tanto per racimolare qualche soldino andai a lavorare nel negozio sportivo dove lavorava anche mio fratello. Non so se sia stato il destino a volerlo, ma ad agosto mio padre si ammalò e venne ricoverato per una settimana in ospedale così per quella settimana andammo io e mio fratello la mattina a far uscire le vacche dal recinto per la notte e la sera a riportarle dentro, ma non avevo ancora capito che sarebbe stata quella la via che avrei seguito…“.

Per l’inverno andai a lavorare nello stesso negozio come noleggiatore di sci e fu proprio quell’inverno, pensando a cos’avrei fatto l’estate, che decisi di provare a fare il pastore, la passione per montagna e animali c’erano e mi sembrò il lavoro giusto per me… Cercai tanto una malga, ma non trovai niente allora l’estate 2010 andai in malga insieme a mio padre, mi portai anche le mie 2 cagne con la speranza di riuscire a insegnar loro a lavorare con il bestiame.

L’addestramento non dava i risultati sperati, così il 22 luglio portai a casa un cuccioletto di border collie, il mio adorato ARES, che poi l’estate seguente sarebbe diventato il mio insostituibile aiutante quando si trattava di radunare e condurre bestiame… Finita l’estate cominciai di nuovo a cercare un alpeggio dove poter andare, l’inverno intanto tornai a noleggiare sci, poi tramite un mio amico che fa anche il pastore per una società agricola del Veneto che ha in affitto una decina di malghe in giro per le Dolomiti ho trovato lavoro sulla Malga Ritorto, alle pendici del versante sud del Monte Pelmo.

Così quell’inverno (2010/2011) lo passai anche a progettare l’estate seguente, è lì che decisi di comprare qualche capra per avere un po’ di latte, e pensando al latte mi venne l’idea di provare a fare formaggio. Non sapendo dove cercare per imparare a farlo mi fidai delle istruzioni date su qualche video trovato su youtube però non ne uscì una roba troppo commestibile. Verso maggio conobbi tramite mia madre una signora della parte bassa della valle che fa formaggio e mi insegnò quel poco che ora so sulla caseificazione. Almeno ora il mio formaggio é commestibile, e per ora alla gente a cui l’ho fatto provare é piaciuto!


Oltre alle 2 cagne avevo anche una cavalla e fu in pratica grazie a lei che cambiai stalla perchè dove la tenevo non mi trovavo tanto bene. A marzo mi trasferii nella stalla dove sono attualmente in affitto perchè di mio purtroppo non ho niente. Per non lasciarla sola mi presi un asinello x farle compagnia, ad aprile arrivò la prima capra, una Camosciata delle Alpi di 5 o 6 mesi, poco dopo presi 2 agnelle e 1 agnello più che altro per cominciare ad addestrare il mio cane in modo che sapesse almeno lavorare un minimo per l’estate, verso fine maggio poi arrivarono ancora altre 3 capre da latte (una Camosciata, una Saanen, una Bionda dell’Adamello) e un capretto che sarebbe diventato il futuro becco del mio piccolissimo gregge… 
Con la fine di maggio cominciò la stagione in malga, che però non é stata proprio bella come speravo, perchè la ditta per cui facevo il pastore mise con me su in alpeggio un altro ragazzo di qualche anno più vecchio di me il quale si portò anche con lui la sua morosa e la figlia di lei. Non sono mai riuscito a legare con queste persone e ancora meno con i loro cani, 1 dei quali seppur conoscendomi mi aggredì verso metà estate, e da lì il mio sogno di stare in malga si trasformò in un incubo…. Morì anche una delle mie agnelle e una vacca da latte che avevamo in guardia… Ma lasciamo da parte le cose negative, che ci sono pastori che hanno problemi ben peggiori dei miei!

In autunno ero contento di finire lì e ritornai a casa, fino alla prima neve restai sui pascoli della malga dove ero stato l’anno precedente assieme a mio padre e lì mi sono ancora comprato 2 agnelle e 3 caprette (da madre di razza Pinzgauer e padre sconosciuto). Arrivata la prima neve mi é toccato scendere al mio paese e mettere tutto in stalla visto che non sapevo più dove poter pascolare. Per questa primavera comunque cercherò di trovare qualche prato per pascolare in modo da poter uscire presto dalla stalla.. Ma qui la pastorizia, almeno secondo me é morta, troppo turismo e nessuno s’interessa a valorizzare le vecchie usanze e tradizioni…“.


Di questo mestiere mi piace tutto, sopratutto andare al pascolo, per quel poco che mi é possibile visto ne nessuno ti lascia pascolare niente, almeno in estate si sale in alpeggio e lì nessuno ti dice che non puoi pascolare i prati in basso vengono tutti sfalciati dai contadini ma per la gran parte hanno tutti bovini a stabulazione permanente. La soddisfazione più grande non sapevo ancora cosa fosse finché non sono nati i primi 2 capretti, vederli nascere e crescere bene e anche vedere il resto delle bestie belle piene per me è la cosa più bella. Non mi piace il fatto di non poter farlo tutto l’anno questo mestiere, l’inverno lavorando al noleggio sci non riesco a star dietro bene alle mie bestie, ma almeno così riesco a guadagnare qualcosa in più, per fortuna mio padre mi da una mano la sera ci va lui in stalla perchè io lavoro sempre fino a tardi la sera.


Per il futuro il primo progetto e di comprare un po’ di terreno magari già con una stalla e una casetta esistenti per avere qualcosa di mio, un minimo per cominciare… Se poi riuscissi vorrei allargare per bene il gregge e avviare una piccola azienda e trasformare i prodotti ricavati da capre e pecore, formaggi e feltro sarebbero i miei obiettivi principali. Magari l’estate affittare un alpeggio dove poter vendere formaggio di malga. Vista la mia passione per i cani da pastore, e comunque avendo le pecore, anche diventare addestratore sarebbe un opzione, una soluzione per guadagnare qualcosa in più durante le stagioni in cui non si va in alpeggio o non si va al pascolo.

Grazie Daniel per la tua testimonianza. Prima di tutto auguri per il futuro. Non mi sono intromessa nel suo racconto perchè mi sembrava giusto ascoltare così, direttamente, le tue parole, come se ci fossimo incontrati sui pascoli in montagna e tu avessi iniziato a parlare… Tutte le foto sono di Daniel e le ho prese dalla sua pagina Facebook. Ci sarebbero tante riflessioni da fare legate a quanto racconta Daniel, ma ciò che mi ha più colpita è il discorso del turismo che porta via gli spazi al pascolo: ciò contrasta con l’idea generale che abbiamo un po’ tutti dell’Alto Adige. Altre testimonianze in merito?

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  1. complimenti Daniel, continua e non demordere…
    non sono delle tue parti, ma conosco un’azienda zootecnica che alleva capre e trasforma il latte in tanti tipi di formaggi a ziano, in val di fiemme, ed conosco anche un ragazzo a pera di fassa che voleva prendere una malga in affitto sopra casa sua, ma cercava un malgaro per condurla….
    ti lascio la mia mail se ti interessa scrivimi..
    nicola

  2. anch’io ho comprato delle capre un’anno fa, adesso ne sto comprando delle altre. Mi vorrei allargare, mi dispiace che siamo troppo lontani se ti avrei detto vieni a lavorare da me buona fortuna

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