Un libro che mi emoziona

 Sto leggendo “Rubare l’erba” di Marco Aime (Casa Editrice Ponte alle Grazie, qui il link per ordinarlo). Se siete appassionati di pastorizia, questo libretto sottile, leggero, tascabile non potete non averlo.

Dico che lo sto leggendo perchè l’ho aperto, l’ho letto di un fiato, poi sono tornata indietro, lo sto soffermandomi sui dettagli.

Mi emoziona, perchè è come se fossi anch’io lì con Marco Aime (antropologo, che ha seguito le sue radici per tornare a fare ricerche anche a Roaschia, paese di origine dei suoi nonni) ad ascoltare le parole di Toni e Margherita, anziani pastori di Roaschia, appunto. Antropologia, ma non abbiate paura, non è un testo pesante e di difficile lettura. Il libro scorre con le ruote del carro dei pastori di Roaschia dietro al loro gregge, fin giù in Lomellina, a “rubare l’erba” per le pecore.

Dire Roaschia vuol dire pastori, il Ruas-cin è IL pastore, riconosciuto ovunque nelle valli alpine piemontesi e non solo. Mi ha emozionato particolarmente leggere l’episodio dell’incontro tra Marco ed un pastore in Val Pellice, nel Vallone degli Invincibili (pag.85-86-87): ho immaginato di vedere Marco ed il suo amico che chiacchieravano con il pastore che saliva lassù a Barma d’Aut, scomparso recentemente.

Partivano. La gente di queste parti è sempre partita.” Emigrazione, pastorizia, la storia della gente di montagna del secolo scorso. Troverete tanto in questo libro all’apparenza semplice, ma che sarà in grado di suscitare a chi la pastorizia la conosce molte emozioni. Chi invece è un curioso, un semplice appassionato, potrà attraverso le parole dell’Autore approfondire un aspetto della nostra storia non così antica, che mostrerà come i pastori fanno parte del nostro territorio, delle radici di un po’ tutti noi.

Dovresti andare un po’ con i pastori, così impareresti come si sta al mondo!“. Così il papà del piccolo Marco minacciava il figlio che faceva i capricci a tavola.    Leggetelo, vi farà viaggiare nel passato e vi aiuterà a comprendere meglio il presente della pastorizia nomade del XXI secolo.

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      • ciao Marzia come ti o gia detto sono un pastore a tempo pieno io sono nato a giugno del 49 e a settembre dello stesso anno fu la mia prima transumanza e ancora vado su e giu .Io vorrei conoscere le vostre usanze mi piacerebbe parlarne a voce perche io con questa roba elettronica non sono molto addomesticato ti saluto

  1. Ho letto anche io il libro,non ne abbiamo più parlato..e ricordandomi che l’avevi “divorato”,ho contato fino a dieci tutte le volte che la lettura “volava”,proprio per godermi i vari passaggi con calma.Bello,leggero e anche reale..conoscendo la vita che ha fatto sta gente,sembrava di sentire i rumori,gli odori,le emozioni..che vita che han fatto..riesco a vedere il bello ma anche la grande fatica fatta dagli uomini e dalle donne,grandi donne del passato..

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