Una proposta ai giovani

I post fin qui pubblicati dedicati ai giovani hanno riscosso grande successo ed apprezzamento (anche attraverso le tante e-mail e messaggi che mi avete mandato privatamente o su facebook). Come sapete, tutto nasce dalle interviste che sto realizzando per il mio prossimo libro. Adesso ho quasi terminato di sistemare il materiale raccolto “in campo”, quindi a breve inizierà la scrittura vera e propria del libro. Però avrei un’idea… I ragazzi che fanno gli allevatori o che comunque hanno la passione per gli animali sono tanti. Sarebbe bello, ma ahimè impossibile, intervistarli tutti. Lancio però una proposta: a chi lo volesse, posso inviare un questionario, un elenco di domande via e-mail o via facebook e poi pubblicherò le vostre storie qui, poco per volta. Magari qualcosa mi servirà anche per il libro, mentre lo sto ancora scrivendo. Ovviamente il tutto corredato da foto (se sono su facebook, posso prenderle io direttamente dai profili, come per tutte le foto di questo post).

Foto Felice Griseri

C’è già stato chi ha risposto alle mie domande e presto pubblicherò la sua storia, vedrete… Però mi appassionano quei tanti abum denominati “animali miei”, o “la mia passione”, che sottintendono storie da raccontare, da far conoscere, da condividere con orgoglio.

Foto Anna Calzino

Sono tanti, troppi quelli che pensano che l’allevamento tradizionale sia un mestiere di e per vecchi. (Cito tra l’altro un interessante articolo su questi temi pubblicato su Dislivelli qui). Affermano che l’allevatore sia colui che sfrutta gli animali per ricavarne un reddito. Non pretendo di convincere tutti, anche perchè ci sono allevatori di tutt’altro genere rispetto alle storie che di solito vengono narrate qui, ma vorrei comunque rendere pubblica la passione ed i sacrifici affrontati da tutti voi, ragazzi e ragazze di tutt’Italia che avete scelto di essere allevatori o che dividete la vostra vita tra un lavoro principale e quei pochi animali in stalla che assorbono tutto il vostro tempo libero.

Foto Marco Pastorello

Allora, ci state? Siete d’accordo a darmi una mano? Il libro sarà il libro, ma qui potrà esserci un libro infinito dedicato a tutti voi… Ah, ovviamente vale anche l’intervista fatta ad altri. Cioè se avete un amico, un nipote, un conoscente che secondo voi ha una storia da raccontare ed avete voglia/tempo di trasformarvi in inviati per il blog… Ben venga!

Foto Mattia Prunas

Non preoccupatevi per come sarà scritto il testo, ci penso poi io a sistemare il tutto. Allora aspetto le vostre e-mail (mail @ marziamontagna.it senza spazi, ovviamente) o messaggi su facebook.

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  1. stai facendo una cosa meravigliosa bisogna aiutali come cerco di fare con i miei nipoti e tanti ragazzini volenterosi poi avrai visto le foto se mi mandi il questionario mi piacerebbe leggerlo per me è tardi ma i nipoti spero che continuano a interessarsi e quest’estate salire sull’alpeggio con me ciao a presto

  2. non vedo l’ora di vederlo pubblicato così lo potrò compiulare 😉
    ciao e buon cammino, anche se adesso siete tutti fermi nella neve voi pastori vaganti

  3. Qualche anno fa avevo lanciato una proposta. Speravo partisse in Trentino qualcosa del genere. Poi la ragazza che aveva lanciato la cosa con le capre ha avuto qualche problema (anche animali rubati, purtroppo). Ora credo che grazie alla rete di Marzia e dei ragazzi aspiranti allevatori (anche per sola passione) la proposta possa essere lanciata in Piemonte. E’ importante lanciare il messaggio che allevare animali come pecore, capre, mucche non è solo business ma anche un modo di vivere, un modo di procurarsi in autonomia del cibo, di utilizzare risorse sprecate (pensate ai prati tagliati con il tosaerba con un foraggio mancato che va in discarica o al massimo a compost). Ci sono anche risorse di tempo. Gente che riempirebbe la vita dando una mano a tenere animali. Da soli a volte è difficile (si va al lavoro, ci sono impegni famigliari) ma in un piccolo circolo è più facile. Ci si scambia il tempo, i prodotti. L’animale è sempre stato un grande veicolo di socializzazione. Anche quello utile.

    documento dal secondo Incontro Ruralpino (2007)

    IL CIRCUITO DEI PICCOLI ALLEVATORI SOLIDALI

    Nel campo dell’allevamento animale la tendenza alla specializzazione e professionalizzazione esasperata comporta ricadute sociali negative ma anche la deprivazione di un rapporto con la referenza animale causa la segregazione fisica e sociale degli animali che hanno vissuto per millenni in simbiosi con l’uomo in strutture non accessibili; una situazione ben diversa dal passato quando mucche e capre transitavano quotidianamente per le vie dei paesi e alla sera ci si riuniva nelle stalle.

    La spersonalizzazione e reificazione dell’animale (macchina di latte e di bistecche mentre cani e gatti sono ridotti a pet-giocattolo o pet-umanizzato) non ha conseguenze negative solo in termini di benessere, ma anche in termini del venir meno di quel “supporto educativo” che il contatto con l’animale garantiva nella vita rurale del passato. Vanno pertanto incoraggiate quelle forme di allevamento amatoriale basate su “circoli dei mini allevatori solidali” in grado di assicurare una costante cura degli animali stessi da parte dei partecipanti ,siano essi allevatori o solo sostenitori, in caso di impegni del detentore degli animali che gli impediscano temporaneamente (impegni famigliari e di lavoro, vacanze) di accudirli.

    Nell’ambito dei “circoli” viene assicurato lo scambio generazionale tra vecchi allevatori – detentori di saperi che rischiano di scomparire con la trasformazione dell’allevamento in attività fortemente specialistica e improntata alle prescrizioni dei saperi esperti – e le nuove generazioni. I “circoli” collaborano con le scuole e le case di riposo/centri diurni per anziani al fine di facilitare l’avvicinamento dei ragazzi e il riavvicinamento degli anziani agli animali domestici di interesse agricolo. Nell’ambito dei circoli si scambiano al di fuori di relazioni monetarie tempo di lavoro e prodotti e si favorisce il ritorno ad una cultura di autoproduzione (bello avere una distributrice automatica del latte crudo a pochi centinaia di metri da casa, meglio ancora mungere la propria capra e consumare il suo latte o scambiarlo con le patate del vicino).

    • stanno arrivando numerose risposte ai miei “questionari”. la proposta lanciata quasi per scherzo sta ottenendo un successo che quasi non immaginavo. è di buon auspicio per il futuro, ma è chiaro che servano leggi che consentano ai giovani di partire senza finire soffocati dalla burocrazia. e poi il loro lavoro, così come quello di tutti gli allevatori, deve VALERE qualcosa. non vivere di contributi, ma di ciò che si fa!!

  4. ci sto 🙂 sono una di quei giovani (24 anni) che ha un lavoro principale (in un’azienda agricola esterna) e qualche animalo in fattoria a conduzione familiare 😀 insomma, animali a tutto tondo 😀 praticamente niente ferie (se non un weekend se però possono dare una mano i genitori e i fratelli) e tanta tanta merda da spalare XD ma è una vita che sceglierei 1000 volte anzichè restare chiusa in un ufficio di città 😀

    aspetto il questionario (su FB mi trovi come “gogo lingones”, basta che mi invii un messaggio privato spiegandomi il perchè della richiesta di amicizia). ovviamente foto a disposizione (con la clausola di mettere la provenienza :D)

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