Piccole capre, grande passione

Forse l’intervista che ho fatto a David (1984) sarà l’ultima tra quelle che utilizzerò per il mio libro. O forse avrò occasione di incontrare ancora qualcuno, ma nel frattempo adesso nel tempo libero mi sto dedicando alla scrittura. Mi verrebbe da definirlo un “piccolo” allevatore, e tra poco capirete perchè. Però mi è sembrato particolarmente significativo inserire anche la sua storia per mostrare l’ennesima sfaccettatura del mondo dei giovani che hanno la passione per gli animali. Lui l’avevo incontrato per la prima volta a Carema, suo paese di residenza, in occasione della Battaglia delle Capre, dove però partecipava alla Mostra con le sue capre nane.

Oggi mi riceve in quella che poco per volta diventerà la sua casa, dove è già sistemata la stalla per gli animali, mentre molte ristrutturazioni sono ancora necessarie per l’abitazione ad uno umano. E’ un posto particolare, questo, stretto tra le ripide pareti rocciose di quella strettoia naturale che divide il Piemonte dalla Val d’Aosta. Una stradina quasi impensabile che corre tra l’autostrada, il fiume, prati concimati, massi erratici ed antichi vigneti dalle caratteristiche forme di coltivazione. “Quando ho trovato questo posto, ho detto: <<E’ il mio!>>. Ho portato qui il cavallo ed ho deciso di prendere le capre nane per fargli compagnia. E’ iniziato così, quasi per caso, però mi è sempre piaciuto avere animali. Mio nonno paterno qualche animale ce l’ha sempre avuto, mio papà aveva qualche Reina, qui c’è la passione per le battaglie. Quando finiva la scuola, mio nonno mi prendeva sempre un paio di capre e le portavamo su con noi nella casetta in montagna dove stavamo d’estate. Poi però a fine stagione dovevamo darle via. Quando poi ho potuto scegliere io, facevo prima superiore e le ho prese per tenermele. Avevo fatto una piccola stalla in garage...”. Anche quelle capre però sono poi state vendute, ma evidentemente la passione c’era e non diminuiva.

Alle capre nane mi sono appassionato poco per volta. Ho preso dei maschi che dessero caprette piccole, mi è presa questa passione e ho continuato. E’ un hobby, perché lavoro a tempo pieno in un vivaio. Per adesso questo lavoro me lo tengo, visto come vanno le cose. Altrimenti avrei un sogno: magari tra dieci anni avere una specie di fattoria didattica. Tante volte mi è capitato di vedere in montagna i bambini che non sanno niente. Vedono una mucca nera e dicono che è un toro. Mi fa rabbia e dispiacere insieme, mi dà fastidio, ma più che altro mi dispiace, perché io da bambino avevo la curiosità di vedere e conoscere tutto quello che riguardava gli animali. A chi non ha animali in casa bisognerebbe dare la possibilità di imparare.” Questo è un tema particolarmente caro a David, che infatti mi spedirà un’e-mail successivamente all’intervista, per spiegare ancora meglio queste tematiche sulle quali “sfinisce” sempre gli amici, raccontando loro come vorrebbe realizzare la sua fattoria didattica.

Lo scorso anno David ha acquistato anche delle capre “grandi”: “Avevo già due Valdostane, ma le Fiurinà mi piacevano e allora ho deciso di prenderne alcune. Le ho trovate tramite amici conosciuti su Facebook, poi le ultime le ho avute tramite una ragazza delle Valli di Lanzo. Ho fatto scambio con due nane, perché lei non aveva più posto per tenerle, ma voleva comunque avere qualcosa.” Queste d’estate vengono mandate in alpeggio, mentre le “piccole” restano in fondovalle con David: “Così la sera ho qualcosa da fare! Buona parte del mio tempo libero è assorbito dagli animali: prima e dopo il lavoro, a volte vengo qui anche in pausa pranzo, poi nel fine settimana. A parte la casa, c’è sempre qualcosa da fare: sistemare qualcosa in stalla, mettere a posto la staccionata. A volte invece sto lì un’ora solo a guardarle, per il piacere di farlo.

Un impegno come quello di un piccolo allevatore, anche se la tipologia di animali posseduti fa sì che da una parte venga “emarginato” da chi alleva animali da reddito, ma dall’altra attira verso questa realtà appassionati d’altro tipo. “La metà dei miei amici sono totalmente fuori dal mondo degli animali, ma riesco sempre a coinvolgerli, magari chiedendo di accompagnarmi a vedere una capra o cose così. Gli altri invece hanno bestie, però dagli allevatori le capre nane sono snobbate alla grande. Darà meno lavoro perché non le mungi, ma per il resto devi tenerle bene, averne cura, tenerle pulite, seguire i controlli sanitari. Io ci tengo ad essere in regola!

Per qualcuno però le caprette in miniatura (per le quali occorrono campane della dimensione adeguata!) sono animali da compagnia non dissimili da cani e gatti, così a David arrivano domande da più parti: “Ho parecchie richieste per venderle, ma prima voglio sapere dove vanno a finire. Tanta gente <<solo per quelle>> non le vuole in regola. Io però le ho tutte bollate con l’orecchino e quindi le vendo solo a chi ha un codice di stalla. Una voleva prenderla per tenerla sulla terrazza a casa a Torino! Fanno tenerezza, così la gente non si rende conto delle esigenze che hanno. Ne ho vendute a Belluno, ad Ancona, tutto grazie al blog che ho creato. Anche quello è nato per scherzo: faccio tante foto e non mi sembrava giusto tenerle solo sul computer. Prima l’ho fatto più per gli amici, ma adesso il blog ha un suo seguito, c’è un mondo di appassionati anche sulle capre nane. D’estate mi chiamano in tanti, anche solo per venirle a vedere.” E così sul blog David racconta la storia del suo allevamento, gli incroci, le nascite, presenta le foto delle capre e dei becchi, narra le giornate particolari, come quella della transumanza.

Con gli animali ho guadagnato punti con i nonni, perché ero la pecora nera perché avevo gli orecchini, i tatuaggi, mi coloravo i capelli. C’è gente che dice: <<Non pensavo che uno come te avesse gli animali!>> quando viene a sapere che ho le capre. Il mio fratellino si fa portare giù e lui vivrebbe in stalla con le capre! Mio papà aiuta per il fieno, mio nonno è super appassionato di animali, va in stalla anche da mio cugino, che ha le mucche, faccio il fieno con lui. Adesso che le ho portate qui patirà un po’, non avendole più vicino a casa. Prima a Carema andava a vederle, diceva che andava su per altre faccende, ma secondo me spesso andava apposta.

  1. mi pacerebbe lavorare nelle grosse transumanze o allevamenti di mungitura o pacolo vagante io sono antonio ,il mio numero dicellulare e3495950162 ,io sono sardo contatarmi il piu presto, oanche lavoro agricolo con trattori ,e cettera.

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