Paesaggio da fiaba, ma…

E’ innegabile il fascino di certi paesaggi. La neve che copre, rimodella il paesaggio. Talvolta lo ingentilisce pure, nascondendo le brutture che l’uomo ha disseminato qua e là. Altrimenti aggiunge bellezza a vecchi edifici, case in pietra, chiesette sui cocuzzoli. Bello da vedere, ma dovresti poterti chiudere in casa in attesa che tutto finisca.

Anche vedere il gregge che si sposta in questi paesaggi ha una bellezza senza tempo. Camminarci insieme con i piedi che si raffreddano, l’umidità che a lungo andare filtra tra le giacche e le maglie invece ti riporta alla dura realtà. Le mani si screpolano, certi lavori con i guanti non li puoi fare. Ha nevicato un po’ dappertutto, in Piemonte. Come minimo una ventina di centimetri, a volte anche ben di più, quindi tutti i pastori in questi giorni devono fare i conti con l’inverno, la neve e la necessità di “fermare” le pecore. Come vi ho già spiegato altre volte in passato, ciò significa interrompere la stagione di pascolo vagante per qualche tempo, finchè la neve non scioglierà e si tornerà a vedere l’erba. Nel frattempo, bisogna alimentare il gregge in altro modo: fieno, mais, unifeed a seconda delle possibilità e delle attrezzature a disposizione.

Bisogna trovare il posto giusto per fermarle, comodo da raggiungere, con acqua a disposizione (ma cosa succederà nei momenti di grande gelo che sono annunciati per i prossimi giorni?), terreno “sano” per quando inizierà il disgelo. E poi provvedere al foraggio, una spesa che può essere anche spropositata se chi ha fieno da vendere approfitta dello stato di difficoltà del pastore. I più attrezzati, quelli che hanno una cascina come base, invece possono aver stoccato del foraggio nella bella stagione ed adesso inizieranno ad intaccare le scorte. La neve comunque costerà cara per tutti.

Magari subito, in attesa di raggiungere il posto giusto o avere le attrezzature per distribuire il foraggio senza sprecarne troppo, per un giorno si sparge il fieno a terra, sulla neve. Poi l’indomani invece si vedrà di lavorare diversamente… Comunque sono giorni duri, sia per chi è all’aperto, sia per chi ha gli animali in stalla: la neve complica tutti gli spostamenti, i movimenti, anche solo il raggiungimento delle strutture. Già ieri vedevo cortili di cascine ingombri di mucchi di neve, pozzanghere, fango. Dopo sarà ghiaccio e dopo ancora tanto, tanto fango. Ma la neve ha la sua utilità, sarà scorta d’acqua per l’estate, sarà mantello protettivo per le colture quando arriverà il grande freddo nei prossimi giorni. Non a caso si è sempre detto: “Sotto la neve, pane.” Il grano infatti è lì sotto, al sicuro… Comunque adesso nevica di nuovo. Sarà un’altra lunga e difficile giornata.

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  1. Suggestivo e romantico..ma che fatica..
    Le mie bestiole son in stalla e disagio ne abbiamo anche noi “stanziali”,sta neve ci andava ma problemi ne dà a tutti!
    La tua descrizione..freddo,umido,bagnato,pensieri etc etc..capisco bene,leggendo mi sembrava di “sentire”il racconto,di essere quasi lì con voi.
    Un saluto a tutti i pastori vaganti,forza e coraggio che anche sto periodo passa e potrete godervi dinuovo un pò di tranquillità!

  2. Anche noi qui in cantiere abbiamo sgomberato il possibile, e per il resto si vedrà, con un occhio alle piante stracariche di neve èenzolanti sulle strade. Per una volta gl impedimenti naturali sono più efficaci di tanti recinti, reti e cancelli
    Gp

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