Non offendetevi, ma…

Periodicamente (in media almeno una volta la settimana) ricevo lettere da persone che vogliono iniziare a fare i pastori. Forse, con l’aria che tira, nei prossimi mesi aumenteranno. Credo che il 95% di quelli che mi scrivono si offendono per il modo con cui rispondo loro. Io lo dico subito che, arrivati alla fine della mia lettera, saranno arrabbiati con me…

Non offendetevi, io preferisco essere franca, sincera, diretta, come è mia abitudine. E’ inutile che getti benzina sul fuoco del vostro entusiasmo. E’ vero che pastorizia è (ANCHE) romanticismo, bellezza, poesia, spazi infiniti, vita all’aria aperta, soddisfazioni. E’ verissimo che pastorizia è passione. Ma è fatica, freddo, sporco, caldo, nessun orario, fango, polvere, vita, morte, sangue, merda, lupi, intolleranza, responsabilità nei confronti degli animali, costi alti, redditi bassi, burocrazia, vincoli, divieti… Troppo dura? Bhè, fare il pastore non è una passeggiata. Una volta che hai un gregge, lo devi gestire e non puoi giocarci. Non puoi chiudere il recinto e dimenticarti delle pecore per un giorno, una settimana.

E se c’è la crisi globale, non pensate che la pastorizia ne sia indenne, anzi! O mi dite che volete ritirarvi sui monti, recuperare case e terre, vivere in quasi totale autosussistenza… allora posso pensare che abbiate sufficiente motivazione per farcela e magari troverete la vostra giusta dimensione. Oppure i dite di voler andare ad imparare da qualcuno. O ancora che volete metter su un piccolo allevamento stanziale, magari di capre. Ma a chi mi chiede come fare per trovare un socio per iniziare a fare il pastore investendo i risparmi, la liquidazione, l’eredità ricevuta… Scusatemi amici, scusatemi se vi deludo dopo avervi fatti sognare qui sul blog. Scusatemi se cerco di distruggere i vostri sogni. Preferisco mostrarvi la cruda realtà.

Fatica ad andare avanti chi ce l’ha nel sangue, chi stringe i denti per passione… Quante volte vi ho parlato della concorrenza tra pastori? Figuratevi poi in questa stagione di magri pascoli, siccità, forse la neve in arrivo. Se qualcuno di voi che leggete vuole smentire le mie parole ed offrirsi per entrare in società con chi vuole cambiare vita ed iniziare nel campo della pastorizia, fatevi avanti e vi metterò in contatto. Così come chi ha bisogno di aiutanti (inesperti, ma volenterosi). Qui le “offerte” ogni tanto arrivano ed io non so mai come aiutarli, se non indirizzandoli ai siti appositi.

Non offendetevi, amici. Fare il pastore non è mettersi davanti ad un gregge e poi via. Soprattutto fare il pastore vagante! Trovarsi un’area di pascolo, conoscere le bestie, trovare un mercato per i propri prodotti, ma soprattutto trovare il giusto modo per condurre e sfamare gli animali quotidianamente. Io sono in questo mondo ormai da anni, sempre più al di dentro, ed ho già provato un po’ tutte le sue componenti, compresa quella del “cercare l’erba”. Andare a parlare con i proprietari per avere i permessi di transitare, pascolare, fermarsi. L’ho vissuto con i pastori, l’ho provato in alcuni casi in prima persona. Vi assicuro che è un’esperienza su cui potrei scrivere un libro e può mettere a dura prova i nervi anche della persona più entusiasta ed appassionata. Non sono tra i sostenitori del “pastori si nasce e non si diventa” (anche perchè io sono ben lungi dall’esserlo nata, ma anche dall’esserlo diventata, anche se mi sto applicando…), però, come tutti i mestieri, anche questo non si improvvisa.

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  1. Sono d’accordo con quello che hai scritto, tutti vogliono cambiare la loro vita e prevare a fare i naturalisti ma quando cominciano a lavorare una volta con il brutto tempo, con il vento a come da noi con la neve e la tormenta cambiano subito idea e cominciano a credere a quello che diciamo prima di cominciare la loro prova.
    Noi abbiamo spesso giovani e meno giovani che vogliono fare una prova convinti di poter resistere a tutto ma dopo 2 giorni cambiano idea, auguri!!!!!!!!!!!!!!

  2. Sono pienamente d’ accordo anche se non sono pastore di professione.
    Io vengo da famiglia contadina, ho qualche bestia per passione, ma pur avendo tanta passione, terreni e quant’ altro mi rendo conto che non e’ possibile per me vivere solo di questo partendo da zero.
    Qui da noi sull’appennino e’ pieno di gente che scappa dalla città per fare la “fattoria”, arrivano dalla Lombardia, dall’ Emilia con i soldi, comprano qualche poderino, poi cominciano a litigare per i confini, a fare comitati contro tutto quello che li circonda,a denunciare chi ha il gallo che canta o il cane che abbaia, a non pagare quelli che fanno lavorare, distruggono equilibri millenari.
    La montagna muore ma preferisco vederla morire spopolata che agonizzante popolata da questi soggetti.

  3. fai bene a dirle com’è, e dura per noi diciamo abituati ma tra la crisi che non ti comprano niente,e quel poco che vendi è sottopagato,io dopo tutta una vita che lavoro,se va avanti così piangendo dovro vendere non ne posso più di solo pagare pagare ,aspettare aiuti che non arrivano mai!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Penso che quel che dici sia vero.
    A fine stagione mi è capitato l’incontro con un pastore che ha portato le sue pecore a mangiare nei campi che ho seminato a erba.
    Dopo che gli riferito di spostarsi ha fatto il finto tonto e con calma si è spostato di poco.
    L’erba che ho faticosamente seminato a mano mi piacerebbe raccoglierla per le mie poche pecore. Che dici?
    I pastori che fanno i “furbi” cosi mi danno proprio uggia.
    Spero sia solo un caso isolato

    • a fine stagione, dici. bhè, se è in autunno e se non metti al pascolo le pecore, una “pulizia” del prato è anche positiva. ma se è un prato “nuovo”, cioè appena seminato, il pastore dovrebbe rispettare.
      come dicevo, soprattutto tra “colleghi”, l’atteggiamento dovrebbe essere diverso. non è un caso isolato, ma non è nemmeno che tutti i pastori siano così

  5. Noi pensiamo che quello che tu rispondi a chi ad un certo punto vuole improvvisarsi pastore,allevatore ,margaro o altro,magari con tanta buona volonta’
    e’ quello che tutti noi allevatori facciamo da molti anni quotidianamente ,molto probabilmente,se si arrabbiano, non hanno mai pensato che chi alleva animali
    davanti a tutto deve mettere loro poi vengono tutte le altre cose .Non e’ per piangersi addosso ma e’ la cruda realta’ delle cose ,molte volte non si riesce ad organizzare la giornata nemmeneo dalla mattina alla sera.
    Lino&Rosalba

  6. Beh,sinceramente me l’immaginavo,il popolo Italiano è cosi si lascia trasportare facilmente.Se dici fascismo diventarono tutti fascisti,poi socialisti e comunisti.Se dici ambiente tutti ambientalisti.Accipicchia!!!Non si può pronunciare niente.Salve a tutti!

  7. Dici bene marzia. Ormai tutti sono esperti di tutto, pontificano e sanno di qualsiasi cosa. Poi, davanti alla prima prova pratica, si perdono d’animo, si arrabbiano e diventano arroganti e cattivi, messi davanti alla loro ignoranza e incapacità di giudizio. Modestia modestia, consapevolezza dei propri limiti, umiltà e voglia di imparare…

  8. Ciao. Dipende se la scelta è dettata dalla fuga da qualcosa o per amore verso qualcosa.
    Sono due movimenti totalmente differenti e senza amore non si va da nessuna parte.

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