La pastorizia dei giorni di festa

Allevare animali è un mestiere che non prevede festività. Gli animali mangiano ogni giorno della settimana, ogni giorno dell’anno, e quando prendiamo in conto l’idea di allevarli, dobbiamo esserne consapevoli. Agli animali domestici possiamo forse lasciare una ciotola piena ed andarcene per un giorno o due altrove, ma in una stalla o ancora di più al pascolo le cose funzionano diversamente.

Così, che sia Natale, che sia un altro giorno, il pastore vagante è lì con le sue pecore. Forse anche il “sentire” le festività è un qualcosa di diverso. Non parlo di significato religioso (che appartiene alla sfera personale), ma proprio il senso di “giorno di festa” forse non esiste nemmeno. Un giorno festivo è quello in cui si incontra meno traffico sulle strade, quello in cui è più probabile che venga qualche amico o parente a farti visita.

Ma questo non è un qualcosa che “pesa” al pastore. Fa parte del mestiere, è così. Lo vede come un peso chi è al di fuori, chi non capisce quanto sia fatto di amore e di passione questo lavoro. Sembrerà forse inconcepibile, ma ricevere un invito a pranzo per il giorno di Natale può anche essere quasi un fastidio.

Piovesse, nevicasse, allora entrare in una casa calda e mandar giù qualcosa di bollente potrebbe essere un sollievo, un piacere. Ma in giornate dal sole tiepido, quando vedi gli agnelli coricati nell’erba a godersi l’aria mite, davvero faresti a meno di quell’invito. C’è chi lo rifiuta, deve stare per forza a sorvegliare gli animali, e chi invece tira reti, le rinforza con picchetti aggiuntivi, e poi si allontana per qualche ora.

Così si ritorna dal gregge quando ormai il sole è tramontato e ci sono ancora tanti lavori da fare. Si è stati bene, si è stati in compagnia, ma poi quella sera si finirà più tardi, si rientrerà a casa ancora più stanchi. Io personalmente faccio parte della categoria dei pastori “selvatici”. Non che non ami la compagnia, ma sto tanto bene all’aria aperta e gli amici preferisco vederli alla spicciolata, piuttosto che in grandi riunioni affollate!

Santo Stefano non è diverso dal Natale, ovviamente. La solita routine, le solite incombenze. E continua il bel tempo, il cielo limpido, l’aria tersa e le temperature non troppo basse, nelle ore centrali della giornata.

E’ da così tanto tempo che non piove che il gregge alza polvere mentre si sposta lungo una strada confinante con un campo arato. I pastori esistono anche nella realtà e non solo nel Presepio… Infatti nei giorni di festa capita anche che passino famiglie a piedi lungo le vie secondarie che tagliano la campagna. Fa piacere quando un padre, una madre, un nonno porta il bimbo a vedere le pecore. Fargli accarezzare un morbido agnello spero sia sempre un gradito regalo… ed un ricordo che si porterà dietro crescendo!

Pascoli di pianura che via via vanno esaurendosi a mano a mano che si avanza nell’inverno. Troppo avaro di pioggia è stato l’autunno. Pascolo vagante vuol però dire andare alla ricerca di altri pascoli e quindi si vedrà verso dove condurrà il cammino dei prossimi mesi. Chi tra le colline, chi nelle pianure, chi verso i fiumi, chi attraversando province e magari persino cambiando regione.

Giorno feriale, giorno festivo, si finisce sempre con le tenebre che avvolgono il gregge e la pila frontale ad aiutare i pastori nelle ultime incombenze di giornata. Quando ormai il gregge, sazio, è chiuso tra le reti, c’è da dare da mangiare ai cani, a quelli da lavoro ed ai maremmani. Magari anche raccogliere qualche rete rimasta tirata sul confine di un prato, a protezione di un campo, di un vigneto.

Anche l’ultimo giorno dell’anno è uguale a tutti quelli che l’hanno preceduto ed a quelli che lo seguiranno. Quando il gregge viene aperto dal recinto, prende la corsa alle spalle del pastore. Non c’è più nulla da pascolare lì, ma sicuramente verrà condotto nel luogo più adatto per trascorrere la giornata.

Invece subito il pastore porta le pecore a bere. Con tutta quell’erba secca c’è bisogno di abbeverare quotidianamente gli animali e, dove mancano ruscelli naturali, si chiede al proprietario dei prati e della cascina la possibilità di avere una gomma, un po’ d’acqua, degli abbeveratoi.

Ci sono posti dove le case non sono circondate da reti, siepi, cancellate, muri, e così capita di vedere un’abitazione completamente circondata dal gregge, con gli inquilini che si affacciano un po’ perplessi dal balcone! Ma è questione di pochi attimi e poi il gregge si sposterà altrove, quando tutte le pecore che volevano bere l’avranno fatto a piacimento.

Forse non ci si rende conto di come sia in un certo senso difficile spostare un gregge. Passare accanto ad un frutteto d’inverno sembrerebbe innocuo, ed invece diventa un vero problema tenere gli animali lontani da mucchi di mele cadute a terra al piede delle piante. Forse non era economicamente vantaggioso raccogliere i frutti di piccola pezzatura? Chissà… Però intanto c’è da sgolarsi e sudare sette camicie per tirar via di lì le pecore.

Pascoli, altri pascoli che paiono magri, ma dove le pecore invece si sparpagliano e restano tranquille per lungo tempo, forse fin più di quando c’è abbondante erba verde. Verso le montagne ancora vento e tormenta, quaggiù aria forse appena un po’ più fredda.

Il 2012 sul gregge si apre con una luce dorata che accarezza la schiena delle pecore. Forse quel mattino si è arrivati al recinto appena un po’ dopo, unica concessione alla “festa”. Ma poi, per il pastore, non è un giorno di festa ogni giornata in cui tutto va bene? Ogni giorno in cui riesce a saziare adeguatamente il gregge, dopo varie ore al pascolo senza imprevisti, senza incidenti, senza discussioni?

Annunci

  1. Saro’ banale di sicuro ma ammiro molto la scelta di vita che hai fatto,molto dura ma libera e a contatto con la natura e gli animali,frase fatta ma anche io + conosco le persone + amo gli animali,sto cercando di imitarti aumentando sensibilmente il mio piccolissimo gregge che mi serve x addestrare i miei 2 border collie e x fare lavorare i pastori abruzzesi che lo proteggono dai lupi sempre + numerosi nell’appennino reggiano,mi hanno gia’ fatto secche alcune suffolk,il 15 novembre sono nati 6 cuccioli tutti maschi,che meraviglia;penso che se non vivi le emozioni come fai tu non puoi capire cosa è la libertà,la gente pensa solo al denaro credendo che sia tutto nella vita,ok serve ma se riesci a pareggiare il bilancio chi se ne frega di arricchire le banche e i centri commerciali,grazie di cuore x tutti gli stimoli che mi stai dando,se non ti annoio e disturbo vorrei in futuro chiederti utili consigli x la pastorizia.
    Carlo

    • io vorrei poter fare scelte ancora più “radicali”, passando al 100% alla pastorizia, ma anche queste problematiche di cui parlo me lo impediscono per ora. però dall’altra parte cerco di convincermi sul fatto che parlare di pastorizia sia importante, a livello generale, per aiutare tutti i pastori. devo trovare il giusto mezzo e, possibilmente, riuscire a viverci 😉
      sulle domande… tu chiedi pure (magari privatamente via e-mail), poi se non so io, chiedo lumi a chi pastore lo è veramente!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...