Natale senza luna, chi ha due pecore…

Nei miei vagabondaggi per intervistare giovani è capitato anche di passare per Dronero e così ho fatto visita a Silvio, che qualche tempo prima mi aveva scritto: “Io sono operaio un po’ per obbligo, comunque abbiamo un azienda piccola, a conduzione famigliare che ci impegna tutti. Titolari dell’azienda sono mio fratello e sua moglie, io sono il vecchio, mio fratello è del ’73 e mia cognata del ’89, qiundi mi chiedevo se lei ti può interessare x il libro…“.

Prima siamo passati a salutare il fratello giovane, che era al pascolo con il gregge nei prati vicino a casa. Pecore nella poca erba, l’ultima se verrà a nevicare, mentre le capre preferivano foglie e cespugli. Qui, se nevica, l’inverno è lungo, quindi in questa stagione parlare del tempo è d’obbligo, così vengo a scoprire un modo di dire che mai avevo sentito prima: “Natale senza luna, chi ha due pecore ne vende una.” Speriamo che i vecchi detti sbaglino…

A casa ci aspetta Ylenia con il piccolo Giorgio, di nove mesi. “Già mio papà aveva bestie, mucche capre e pecore. Questo è un lavoro che si fa per scelta, io avevo studiato alle magistrali, ma tanto all’università non volevo andare. Mi sono sposata, ma tanto facevo questo già a casa. I miei suoceri ci aiutano sempre, io adesso che ho lui non posso lavorare come prima, ma anche mio cognato ci aiuta part-time. Sono allevatrice e mamma, il lavoro triplica, ma comunque si cerca di fare tutto!

Nel cortile della cascina trovano posto, ora in una stalla, ora nell’altra, tutti gli animali. D’estate invece si sale in alpeggio: “Le mucche in un vallone qui sopra, per le pecore invece adesso abbiamo dovuto prendere un pastore che le guardi, dopo tutti i danni che abbiamo avuto con il lupo. E’ un ragazzo rumeno davvero bravo.“. E’ poi Silvio a spiegarmi i dettagli, a mostrarmi le foto delle pecore sbranate: “Dicevo che era il lupo e mi prendevano per pazzo, ma poi…“. Mi racconta del ragazzo che sorveglia le pecore, le loro e quelle di altri proprietari. “Un vero pastore, alle bestie ci tiene proprio, ambizioso nel lavoro, pulito e ordinato.

Ylenia spiega che in azienda si occupa di “…quello che capita. Mungiamo le mucche e vendiamo a Valle Stura, ma adesso con il bimbo logicamente non posso. Di questo mestiere mi piace tutto, altrimenti non si farebbe. Comunque io sono più per le mucche, a casa avevamo tutto, ma io le preferisco.” Ed anche qui gli animali non mancano, tra Porcellini d’India, gatti, cani, un maiale nano…

Quando parto, incontro il gregge di ritorno. “Se non nevica, adesso che finisce l’erba, andremo per ghiande e castagne, anche se con la malattia che c’è adesso di castagne se ne trova sempre meno.” Giorgio è contento di andare in stalla, vedere gli agnelli ed i vitellini. “Aveva tre mesi quando l’ho portato in montagna a vedere le pecore un giorno. Dicevano che era troppo piccolo e non dovevo, ma una volta tutte le donne salivano in alpeggio con i bambini.

Il gregge rientra a casa. Qui, se verrà a nevicare, la neve durerà fino a primavera. Per adesso le intenzioni non sembrano affatto quelle. Il sole tramonta sulle montagne della Val Maira, saluto Ylenia, Silvio e Franco, li lascio ai loro lavori di fine giornata.

…ancora a tutti i miei auguri di Buon Natale, sperando davvero che la frase riportata da Silvio non sia veritiera!!

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