Sognando l’alpeggio

Roberto (1994) quel giorno era a casa, perchè non c’era scuola, così stava aiutando con i lavori in stalla. La cascina è situata in una zona dove abitano alcuni margari, ma invece gli animali di questa stalla non conoscono la transumanza verso i monti, o forse qualcuno dei più vecchi ancora se lo ricorda? Però, in futuro…

Roberto ha appena finito di dar da mangiare alle vacche. “Qui ci siamo io, mio papà e mio zio. La mamma aiuta a mungere la sera, altrimenti lavora in fabbrica. Loro forse preferivano che facessi altro, ma io sono sempre stato abituato qui, quindi si sono rassegnati.” Prima di lavorare in cascina a tempo pieno c’è da finire l’Istituto Agrario a Pianezza. “Io mi sarei fermato agli anni obbligatori… E’ tutto suoi libri, niente di pratico. Gli altri figli di margari che c’erano hanno smesso tutti.

Un tempo la famiglia di Roberto saliva in alpeggio, “…fin quando io avevo 11 anni, poi mio nonno si è ammalato. Quando io non c’ero ancora andavano dalle parti di Corio, poi a Santa Elisabetta. Adesso stiamo cercando, andrei su io con mio nonno materno. Mi è sempre piaciuto andare in montagna. Anche se di questo lavoro mi piace tutto, quelli erano comunque i momenti più belli.

Roberto mi mostra tutti gli animali nelle diverse stalle: le vacche, il toro, le manze e le manzette. “Adesso mungiamo e vendiamo il latte, se andassi in alpeggio farei i formaggi, sono capace, ho imparato dalla mia famiglia.” Anche se adesso gli animali sono tutti al chiuso, con la bella stagione e l’erba a disposizione, vengono anche messi al pascolo all’aperto, e quelli per Roberto sono i momenti di maggiore soddisfazione.

Ci sono anche alcune capre, a mamma Tiziana piacerebbero pure le pecore, ma… Al momento è impossibile tenerle. “Con la scuola ci hanno portati una volta a Roccaverano a vedere un’azienda di capre, altrimenti si fanno solo gite “culturali”. Siamo stati a Napoli, quest’anno andremo in Polonia.

Da un anno e mezzo abbiamo anche tre Reines. Questa ha preso il primo premio a San Francesco al Campo, quest’anno. E’ una malattia anche questa…“. Usciamo da una stalla ed entriamo in una tettoia, di animali ce ne sono davvero tanti. “Salissimo in montagna non le porteremmo su tutte, specialmente i primi anni che non sono ancora esperto.

Gli amici di Roberto sono quasi tutti “del mestiere”: “Gente che ha le bestie, altrimenti ci sono sempre solo altri discorsi. Nel giro in cui esco io sono il più piccolo, c’è gente anche di quarant’anni, ma andiamo tutti daccordo. Si esce soprattutto la sera, sempre però tardi, perchè gli orari sono così.

In attesa della transumanza verso i monti, in casa sono esposti in bella vista i rudun nuovi, mentre in cantina molti altri ammassati aspettano di essere ripuliti da polvere e ragnatele per ricominciare a suonare lungo le strade che portano all’alpeggio. Arrivano anche la sorella di Roberto ed il suo fidanzato, ma la loro storia ve la racconterò prossimamente…

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