Quello che la gente non vuole più

Mi piace quando qualcosa o qualcuno riesce a sorprendermi positivamente. Molte delle interviste raccolte fin qui sono per così dire “scontate”, nel senso che raccontano storie tradizionali, di ragazzi e ragazze che percorrono una strada già tracciata. Ognuno di loro ha una sua storia, ma rientrano tra quelle che ci si può aspettare (pur con mille varianti) da questa realtà. E poi ci sono le eccezioni.

Alessandro (1989) abita a Giaveno, a pochi chilometri da casa mia, ma di lui non avevo mai sentito parlare. Il suo nome mi è stato fatto all’Università. “Ho fatto perito agrario a Pianezza e poi adesso studio all’università. Dovrei laurearmi a febbraio con una tesi sugli acidi grassi nel latte di capra. Ho sempre studiato e lavorato. I miei sono impiegati, ma abbiamo sempre abitato in una zona dove ci sono bestie. I miei bisnonni avevano animali, ma sono passate due generazioni… Questa stalla era l’alpeggio di Avigliana, nei secoli passati. In questa zona portavano le bestie da Avigliana. Ma qui ormai l’agricoltura è compromessa“.

Fatico a prendere appunti, Alessandro parla a ruota libera. A casa ci sono le capre, ma l’attività principale della sua azienda è un’altra. “Da ragazzino tenevo già conigli e maiali, poi per la Maturità non ero preoccupato per gli esami, ma per quanto mangiavano gli animali, perchè mi sono arrivati quattro vitelli appena diplomato. Adesso faccio vitello all’erba, ingrasso e vendo direttamente. A me interessa produrre la carne buona, genuina. Alimento solo con erba e fieno, al massimo un po’ di orzo, ma non farine, mangimi. Devo essere diverso, differenziarmi dagli altri. Partecipo al progetto dal produttore al consumatore di Confagricoltura, ho aperto un punto vendita a casa e preparo le borse in base alla distinta, personalizzate in base al cliente. Loro non devono nemmeno manipolare la carne, è tutto porzionato sottovuoto.

La mia attività è basata sul recupero delle cose che la gente non voleva più.” Macchinari acquistati da anziani, ripristinati con cura e precisione, tanto da avere tutto il parco macchine completo per la sua attività ed anche qualcosa in più, per diletto e piacere. Colpisce l’ordine, la precisione e la pulizia. Alessandro è attento ai dettagli, annusa il fieno, ne guarda il colore, lo utilizza in modo personalizzato anche per gli animali, a ciascuno il suo fieno! “Il 70% dei miei terreni non li vuole nessuno perchè difficili da lavorare. La più grossa parte è a Coazze, erano incolti e c’erano già i rovi. Quest’anno ho raggiunto l’autosufficienza per i foraggi.

La notte prima è nata una vitella. “Ingrassando, tengo gli animali in stalla, al pascolo solo le manze. Ho tra i 20 ed i 30 bovini, affitto parte di una cascina dismessa. Il proprietario mi ha insegnato tanto. Non mi ha mai lodato, così almeno non mi montavo la testa. Al contrario, mi ha sempre dato tante mazzate…“. I modelli di Alessandro sono altrove, mi parla dei viaggi oltreconfine, in Francia, per prendere ispirazione.

L’agricoltura è distorta. Io, con cose che nessuno voleva, ho un lavoro e sono contento!“. Nella stalla, vitelli e vitelloni ormai pronti per la macellazione, oltre alle vacche. “La vendita va bene, la gente ritorna, anche da Cavour, che non per vantarmi… ma è il paese della carne! Le mie bistecche non sono tanto grosse, ma da quando le metti nella padella a quando le togli restano uguali come dimensione e poi il gusto! Riesco a valorizzare e vendere tutto, anche il fegato e  le altre parti meno nobili.

La teoria ti serve perchè poi la pratichi“. Però poi mi spiega che nel suo corso di laurea solo un compagno ha animali. “Gli altri studiano a livello teorico, non sanno cos’è la realtà. Pensano di uscire ed andare a gestire un’azienda agricola… Conta la passione, che ti fa scegliere questo, però poi è lavoro e non poco!“.

Anche se il fine ultimo dell’allevamento è ovviamente la macellazione, c’è modo e modo di arrivare a questo momento. “Un’attività agricola è una fabbrica, bisogna starci dietro. Però un conto è trascurare una macchina, un altro far patire una bestia. Siamo noi a servizio degli animali, sempre, sono attività da prendere sul serio.

Visto che Alessandro non ha mai fatto veramente pubblicità al suo punto vendita e per adesso si è basato soprattutto sul passaparola, mi unisco anch’io a quelli che fanno girare la voce. Azienda Agricola Alessandro Moschietto, Borgata Fornello 5, Giaveno. Occorre pre-ordinazione telefonica al 339.6826241 (ore pasti). Peso minimo del pacco, 5 kg.

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