Un regalo… parlando di donne e pastori

Ricevo sempre tante foto da voi, alcune sono scatti raccolti per la via, altri hanno lunghe storie da raccontare. Qualcuna la condivido volentieri con voi, altre sono più intime e sono rivolte soprattutto a me, perchè confidenze tra chi in qualche modo vive la stessa vita, gli stessi problemi, le stesse emozioni.

Quindi non ci interessa conoscere il nome di quest’amica che ci aveva mandato numerose foto di un periodo per lei felice, ma purtroppo finito. Parlerò non di lei in particolare, ma di alcune donne e ragazze con cui ho avuto dei contatti in questi anni. Mi diceva un giorno un’altra amica: “E’ difficile per una donna lavorare come pastore, per un pastore. O ci prova lui, o la moglie non si fida, e allora comunque le cose non funzionano.” Quindi solitamente troviamo coppie, sia nel lavoro, sia nella vita. Di solito la donna del pastore sa ed è consapevole che non potrà amare solo l’uomo, ma anche il suo mestiere.

Amerà gli animali, amerà il particolare stile di vita che questi implicano. Se ancora non le apparteneva prima, farà sua la “malattia”, la passione per gli animali. Se non sarà così, inevitabilmente la storia finirà, perchè saranno troppe le incomprensioni, gli scontri, i mugugni. Ma se è il pastore ad interrompere la storia d’amore?

Lei, la sua donna, patisce, soffre due volte. Perde non un appoggio, ma entrambi i punti di riferimento. Perde il suo innamorato e pure le viene a mancare quella passione, quel mondo che ormai era parte di lei. Parliamo di pecore, parliamo di capre, parliamo di vacche, di pastori, di margari. So bene quel che significa… e così mi è anche capitato di avere piccoli scambi da “posta del cuore” esclusivamente on-line con ragazze a volte totalmente sconosciute, ma con le quali c’erano evidenti affinità per percorsi comuni.

E così a volte si rivivevano insieme i ricordi comuni, guardando e scambiando foto. Non degli uomini persi, per i quali ciascuna provava sentimenti diversi di rabbia, tristezza, pena, dolore… No, le foto degli animali, di quella vita che manca così tanto dopo che l’hai condivisa con tanta passione, con tanto trasporto, anche sacrifici che però non sono mai stati tali, perchè anche quello era amore.

E allora queste foto di storie di pascolo vagante che appartengono al passato di una di queste amiche le guardiamo tutti quanti insieme. Spero siano un bel regalo per lei, a cui auguro, pur senza conoscerla di persona, di riprendere ad affrontare a testa alta la vita, senza cancellare il suo passato, che le servirà per un futuro migliore. Di bravi ragazzi che fanno il pastore in giro ce ne sono tanti, basta incontrare quello giusto con cui condividere vita e passione, no?

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  1. ciao Marzia..qui in pianura ci sono anche bravi ragazzi che vogliono fare il pastore…se vogliono fare amicizia dagli pure il mio numero…il lavoro non mi spaventa…ciao ciao da giancarlo!!!

    • la perdita è una perdita, su questo non si discute. ma quando si condivide tutto (vita, passioni, lavoro) è un dolore ed un vuoto ancora più incolmabile. in questo mondo poi (provato sulla mia pelle), se una donna va a trovare un pastore per ricercare quel mondo che non si rassegna a perdere (anche se la persona che ti ha lasciato ormai è “andata)… o c’è chi ti parla dietro, o chi si fa avanti… per una donna è davvero complicato!

  2. E’ vero (lo so per esperienza).
    Ma non bisogna ASSOLUTAMENTE ruinunciare per questo!
    Anzi: bisogna riorganizzarsi e andare avanti per la strada che ci ha “stregate”: io non so con Lucian come andrà avanti (magari è già finita, non so se lui riesca a tornare a breve).
    E’ una brava persona ma la sua vita è complicata, quindi anche andare avanti insieme non è facile… chissà.

    Però tutto quello che ho imparato da lui l’ho fatto mio, se non riusciremo a ritrovarci, sicuramente io cercherò qualcuno con cui condividerlo e nel frattempo mi sto organizzando per fare io quello che non posso fare sulla “scia” di un altro.

    Un bacione!

    P.S. Se poi conoscessi questo Giancarlo, sarei contenta comunque… che ne nasca qualcosa di più di un’amicizia oppure no… è il destino che decide.

  3. No-no, anche perché non penso che chi scrive qui lo faccia per ficcanasare negli affari degli altri: chi ha in testa stupidate e frivolezze sicuramente non si mette a leggere questo blog…

  4. Sì, mi sono accorta che alcuni commenti erano davvero stupidi, avrei voluto rispondere ad un paio di persone per dire loro che questo non è un “blog” per giudicare se TU sei “brava” oppure no!
    Ma che è un’occasione per conoscere un mondo “dall’interno”, visto che ormai c’è tanta ignoranza, un’opportunità, non c’entra la maggiore o minore “bravura”, non c’è voto ma soprattutto la possibilità di condividere esperienze!
    Che approccio infantile… mi è suonato un po’ vuoto e inconsistente… ecco… scusatemi ma da un po’ volevo dirlo.
    Poi però ho letto anche tanti commenti costruttivi, la voglia di condividere ed ecco ritrovato il senso di questo progetto: sensibilizzare, condividere e confrontarsi, prima che per un mondo che a molti sembra misterioso e inavvicinabile, sparisca. Per fare in modo anzi, che non sparisca, ma venga VALORIZZATO.

    Perdonatemi se sono stata un po’ “lunga”. Ma lo sentivo da un po’.
    Saluti a tutti!

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