Niente sole per quattro mesi

Anche se l’autunno è apparentemente più mite degli altri anni, quando arrivo davanti alla stalla il terreno è gelato, bianco di brina. Appena dall’altra parte del ponte c’era il sole ed una giornata quasi tiepida, comunque più calda che non nella pianura nebbiosa, ma qui nell’inverso c’è un altro clima.

Luca ed Ivo stanno finendo i lavori in stalla. Non c’è più un posto libero, tutti gli spazi sono occupati dalle vacche. “Io preferisco l’alpeggio, fosse per me starei su tutto l’anno. In montagna da solo fai tutto, mentre qui c’è bisogno di gente, sempre. Attraversare le strade, tirare fili, i lavori in stalla… E poi la gente si lamenta che sporchi le strade! Gente che sta qui, che è stata allevata in stalla! Hanno fatto la legge che in centro al paese a Sparone con le vacche non puoi passare e c’è chi non vorrebbe che passassero nemmeno su questa stradina qui… E le vacche qui ci sono poco, giusto da fine aprile a fine maggio e poi il mese di ottobre. Perchè qui il sole va via il 28 ottobre e lo rivediamo il 28 febbraio.

Ivo (1982) è il margaro, suo fratello Luca (1986) aiuta quando può, ma altrimenti come lavoro è un operaio edile. Ci sono anche i genitori che stanno dando una mano con i lavori. “Ho iniziato ad andare in montagna a 5 anni con mio nonno, ho passato su tutta l’estate, i miei sono venuti su due volte a vedermi, c’era mio fratello piccolo. Quando sono riuscito a prendere la terza media, ho iniziato a lavorare con le bestie a tempo pieno. E’ stato mio nonno ad insegnarmi, sono sempre stato su con lui. A 18-19 anni ho iniziato da solo, prima andavo nell’alpe del nonno a Locana, poi nel 1992 a Dondena, dopo al Gran Mioul, al Chezal in Val Chisone. Il primo anno da solo è stato a Prati della Fontana. Adesso sono all’alpe Erede, sotto Monte Soglio.

Nell’alpeggio attuale gli animali possono essere condotti su a piedi, “…con una bella rudunà! Ho cambiato montagna anche perchè ero stufo di dover usare i camion per salire. Quella dei rudun, è una malattia anche quella. Vengono gli amici ad aiutare, non facciamo stradoni, andiamo su.” Contrariamente alle abitudini di quelle zone, Ivo racconta che non chiude mai le vacche in stalla di giorno in alpeggio. “Non mi piace. La maggior parte delle volte mi porto il mangiare dietro e vado al pascolo.

Ivo ha già una famiglia, arrivano anche Cristina e Gabriella. “Adesso faccio la mamma… e la disoccupata. Di lavori ne ho fatti tanti, ma adesso è così, sono temporaneamente mamma a tempo pieno. Sono stata in alpeggio con lui, l’estate scorsa. A me è sempre piaciuto, i miei hanno sempre avuto qualche bestia ed i miei nonni erano già dei grossi margari, all’epoca. Salivano in alpeggio nelle Valli di Lanzo.

I primi capretti sono arrivati proprio dalla nonna di Cristina e adesso in stalla c’è un buon numero di capre. Luca mi mostra anche qualche pecora in una stalletta vicina. “Quando passano i pastori, magari c’è chi regala un gemello…“. Ivo spera in un futuro migliore, con “…leggi che capiscano la nostra realtà e maggiore attenzione ai nostri problemi. Bisognerebbe avere più guadagno, proporzionato al lavoro che si fa, valorizzare di più i prodotti.

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