Un pascolo vagante di cui non vi avevo mai parlato

Nel corso di questi anni ho abituato molti di voi, non addetti ai lavori, al mondo del pascolo vagante. Vi ho parlato di greggi, di transumanze infinite, di pastori che attraversano le valli, le pianure, le colline. Oggi vi parlo di un pascolo vagante ancora meno conosciuto, quello con una mandria di bovini.

I margari raramente affrontano ancora l’intera transumanza a piedi, ma c’è comunque chi riesce ancora a farlo. Poi però, chi prima, chi dopo, raggiungono una cascina, in affitto o di proprietà. Questa mandria no, questa mandria è vagante tanto quanto le greggi di cui vi parlo da anni. Sono rare le situazioni di questo tipo, ma esistono. Ed io ho incontrato uno dei loro conduttori, un giovane del 1985, che di storie da raccontare ne ha eccome… e non gli manca nemmeno la parlantina per farlo!

Marco lo conoscevo già da qualche tempo, ammetto che al primo incontro non l’avevo creduto uno dei potenziali protagonisti del mio futuro libro, perché a prima vista dimostra più della sua età. Ascoltandolo narrare la sua vita, è facile capirne il motivo, dato che si è trovato ad affrontare situazioni e circostanze che rendono adulti e mettono continuamente alla prova. “Prima le tenevamo fuori fino ad un certo punto e le chiudevamo nella parte centrale dell’inverno. Ma quando ho finito io la scuola, a 14 anni, ho iniziato a star dietro alle mucche con la roulotte. Certe volte tornavo a casa con l’ape, veniva mio papà a spostare la roulotte, finché non ho preso la patente. Mio fratello gestiva le pecore per conto suo, mia mamma a casa, mio papà prima lavorava da macellaio, è stato a casa quando eravamo piccoli, poi ha aperto una macelleria sua quando noi abbiamo iniziato a lavorare.

La mandria è composta principalmente da Piemontesi, con qualche mascotte come questa Maremmana. “Mio papà ha spinto perchè seguissi questa strada, ma comunque io preferivo stare da solo che non a casa.” Marco però non è un tipo solitario, ama la compagnia, è solito andare alle fiere ed alle cene dei margari, ogni volta che ne ha il tempo e la possibilità “Ho tanti amici, anche di nazionalità diverse, amici ne ho dappertutto, se con una persona vado d’accordo, rimango amico. Poi è come se avessi anche altre famiglie, perchè ci sono tanti delle cascine dove mangio l’erba che mi hanno visto crescere, che mi invitano a cena da loro. Dormo sempre vicino alle bestie, non si sa mai. Sia per i parti, sia perchè potrebbero venire a rubarle.

Marco dice che di storie da raccontare ne ha così tante che si potrebbe scrivere un libro tutto su di lui, e non è difficile credergli. Non sono parole di chi si vanta, ma la verità. C’è stata quella volta che due vacche, spaventate dal temporale, hanno preso la strada e, dall’alpeggio, si sono incamminate verso il fondovalle e la pianura… “L’intelligenza delle bestie, non puoi paragonarla all’uomo!“. E queste bestie sono abituate al nomadismo, si spostano al seguito del loro padrone, grazie anche all’aiuto dei cani. “Io e il cane, da solo, anche per le strade… Faccio passare le macchine, tengo la metà strada. Sono abituate, c’è quella che parte davanti e le altre dietro.

C’è anche una cavalla, anche se a lei non spetta nessun lavoro. Trailer, fuoristrada, roulotte e trattore sono i mezzi meccanici utilizzati da Marco. “Vado a casa a volte all’ora di pranzo, anche per lavarmi, cambiarmi. Poi d’estate sono in montagna, le divido in cinque alpeggi diversi e vado a vederle un po’ da una parte, un po’ dall’altra. Fino a luglio pascolo in basso, dopo non le faccio più partorire e le metto in alto, in diversi valloni in Val Soana.

Ci sono numerosi vitelli, tutti nati all’aperto, anche due gemellini venuti alla luce da poco. “Molte volte di notte ci sono dei parti. Mi arrangio o chiamo il veterinario se ci sono problemi. Anche i vitelli delle bianche ormai hanno perso prezzo, a noi va bene che ce li ingrassiamo ed abbiamo la macelleria. Non sono momenti facili. Le bestie sono la mia passione, la soddisfazione è quando va tutto bene.

Quando Marco deve spostarsi, l’operazione apparentemente è più facile di quel che si potrebbe pensare. Ma in generale la sua vita dev’essere tutt’altro che semplice. “In questo periodo, con i parti di tempo ce n’è proprio poco. D’estate quando le ho su in alto sono un po’ più libero, allora se riesco vado a trovare un po’ di amici in montagna.” La roulotte è accanto alla strada, di notte i cani vengono legati, dopo tutto il giorno di corse al pascolo. “Mi hanno trovato da dire perchè erano legati corti, ma qui le macchine passano ad una velocità che ti cullano, fanno ondeggiare la roulotte, e se lascio la catena lunga me li uccidono. Poi tanto di notte dormono, non si muovono nemmeno…

E così questo è il pascolo vagante con i bovini. Transumanze notturne quando c’è da compiere spostamenti maggiori e percorrere strade più trafficate. Amici che vengono a dare una mano, così come lui si presta a ricambiare il favore in occasione delle transumanze verso l’alpeggio. “Se la stagione è buona, sto al pascolo fino a febbraio, poi mi sposto vicino al fiume e porto fieno. Dopo ancora al pascolo lungo il fiume, salgo in montagna a maggio.”

Paesi, fabbriche che confinano con prati e campi, e la mandria là… Marco mi parla del futuro, dei suoi sogni, della vita indipendente condotta fino ad ora, legato sì agli animali, “…ma quando vuoi prendere, parti e vai!“. Conosce tutti, Marco, in ogni valle, in ogni provincia. Continua a chiacchierare e raccontare anche quando ormai ho chiuso il quaderno dove ho annotato la sua storia. Nel capitolo che dedicherò a lui ci saranno molti dettagli in più…

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  1. Ciao Marzia!
    Ti scriverò presto.

    Qui tutto bene… solo che sono un sacco presa a fare legna e sistemarmi la casa… presto nevicherà. Con Lucian sembra tutto O.K.; finora è sempre stato di parola, non vuole dire niente che uno sia rumeno o italiano. Dipende dall’educazione che uno ha ricevuto, credo.
    Certamente sulle pecore ne sa molto più di noi.

    Un abbraccio a te e Claudio, e complimenti per saper trovare sempre novità interessanti, “variazioni sul tema”, in modo da essere sempre coinvolgente e divulgare attivamente, sensibilizzare creando sempre nuova curiosità.

    Ti voglio bene perché siamo affini… sicuramente su questo.
    Elisa (TRENTO)

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