Le vacche scozzesi, chi ha recitato con Fellini ed una bella coppia

Sono tanti gli incontri che ho fatto in questi anni, ma riesco ancora ad avere sorprese, belle sorprese. In questo caso la prima era stata a Pallanza durante il festival Letteraltura, quando avevo visto arrivare, tra il pubblico dell’incontro letterario di cui ero ospite, due “personaggi” sicuramente diversi dal resto delle persone sedute nel parco della villa sul lago. Terminato il dibattito, avevo fatto la loro conoscenza: Pamela ed Alex, pastori vaganti, che avevano precipitosamente lasciato l’alpeggio per venirmi a conoscere dal vivo. Non ce l’ho fatta ad andare a trovarli in alpeggio, ma, sulla via del ritorno da Croveo, ho risalito un tratto di Valle Anzasca e li ho incontrati.

Anche i loro animali riservano sorprese. Pecore di varie razze ed alcuni bovini, anche quelli abbastanza particolari. Nel frattempo, mentre siamo lì, arriva un loro amico, un signore conosciuto per caso. Scrittore “…se basta un libro per esserlo…“, artista, attore (ha recitato con Fellini in Amarcord), contadino, in partenza per Stromboli, dove andrà a svernare. “Lei forse ha più amici di vecchia data, io invece più che altro gente conosciuta così, girando“, spiega Alex.

Ma chi sono Alex (classe 1987) e Pamela (classe 1978)? “A casa non avevo neanche le galline, ma mi sono costruito in un pollaio quando avevo otto anni e sono andato a prendermi le galline con la bicicletta…“. Così inizia il suo racconto Alex. Dalle galline ai conigli, poi “A tredici anni la prima estate in alpeggio come garzone all’Alpe Vannino, a fare il Bettelmatt. Con i soldi guadagnati mi sono comprato le prime capre.” La storia va avanti fino a quando Alex sale in alpeggio con i suoi animali ed un socio. “E’ stato lì che ci siamo conosciuti la prima volta!

Pamela invece di animali non ne possedeva nessuno, anche perché la madre non voleva in casa nemmeno quelli da compagnia. Però il papà, cacciatore, aveva una baita in montagna, proprio nella zona dove era salito Alex con gli animali. La loro storia è però iniziata dopo, con una capra sperduta che aveva imboccato la superstrada… “Ci ho messo un bel po’, le sono corsa dietro, alla fine grazie ad un camionista l’ho presa. Poi l’ho portata da lui perchè non sapevo cosa fare. Andavo a trovare la capra e…“.

Pamela lavorava in fabbrica, le circostanze hanno fatto sì che ad un certo punto decidesse di il lasciare il posto non più così fisso e sicuro, seguendo Alex tutto l’anno. Nomadi fino al momento di salire in montagna, lassù guardando il Monterosa, da dove si vorrebbe non dover scendere mai. E invece la stagione finisce e ci si ritrova a girare per le strade, a volte scontrandosi con chi non ha la pazienza per attendere in coda dietro agli animali. Alex e Pamela vivono nella roulotte accanto al recinto, ogni tanto vanno a trovare qualche amico “…solo che poi chiediamo di poter guardare internet e lasciamo lì gli amici, ci mettiamo a guardare il tuo sito!!“.

Ci sono tanti animali diversi, nella loro mandria: sicuramente i più caratteristici sono i bovini Galloway, di origine scozzese. I due ragazzi sono entusiasti di questi animali: tranquilli, rustici, docili, seguono il gregge senza problemi. Pamela ama le pecore con le corna, è stata lei a volere le pecore vallesane e mi racconta dell’acquisto delle roaschine, tra cui la vincitrice della mostra di Roaschia nel 2009.

Ormai è da un anno e mezzo che Alex e Pamela girano insieme. “Siamo sempre più convinti di restare nomadi, magari quando avremo più bestie ci spingeremo più in giù. Vorrei tenere solo più le Scozzesi ed eliminare le altre vacche, tenere un 200 fattrici tra le pecore, non di più.” Nonostante le loro esigenze ridotte all’osso, Pamela mi narra le disavventure burocratiche, le spese sostenute e gli aiuti promessi mai ricevuti. “Se non mi daranno i contributi che mi spettano, porto le bestie davanti agli uffici della Provincia!“, minaccia Alex.

A malincuore devo rifiutare l’invito a cena. Si sta facendo notte, il mio viaggio di ritorno è ancora molto lungo, così ci salutiamo, in attesa del giorno in cui riusciremo di nuovo ad incontrarci. Forse per caso, così com’è stata la prima volta. Una storia di giovani, una storia di pascolo vagante, un’altra storia diversa dalle altre, perchè il mondo dell’allevamento del XXI secolo è anche questo, ma quanti lo sanno? Non sono le storie che vengono narrate alla TV, non sono le aziende che vengono mostrate nemmeno in quei pochi programmi a tema agricolo.

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  1. siamo orgogliosi di Alex e Pam, li conosciamo dagli inizi dell’attività e malgrado non hanno ancora ricevuto sovvenzioni (dopo ben tre anni!) da Provincia e Regione sono stati costanti. Quindi…….più fatti e meno parole. E……più pilo per tutti!!!! Bianca e Alfio.

  2. ciao Marzia, il tuo simpatico libro è qui sulla mia scrivania, “Intelligente come un ASino…” non sono più a Stromboli ora sono ai piedi di un altro vulcano, l’Etna dove pure si pratica il pascolo vacante, non mi chiedere la razza delle capre o le pecore che vedo passare che non ci capisco nulla…e anche qui..come a Vanzone, ieri mi è entrato un gregge di pecore nell’orto della casa che sto custodendo mentre i proprietari sono in Brasile, già, fu proprio per le pecore e vacche che mi erano entrate nell’orto che ho conosciuto Alex e Pamela ai quali ho voluto subito bene, e come si fa a non voler bene a due ragazzi come loro! Ed è grazie a loro che poi ho conosciuto te, ci siamo scambiati i reciprochi libri…un incontro en passant, si può dire perchè io dovevo partire e tu pure , ma che qualcosa ha lasciato, non sarei qui a scrivere questo post…guarda, ti metto qui un link…può interessare a te e ad Alex e Pamela , uno scrittore che ha scritto un libro che parla di pastori e di pascolo vagante,,,un caro saluto a te ai miei due amici e ai tuoi lettori
    http://www.compagniadeicammini.it/it/resource/news/intervista-marco-aime/

    • che strano ritrovarsi qui, così… e che bello leggere le tue parole, i tuoi racconti.
      quel libro di marco aime non l’ho ancora letto, ma conosco lui personalmente ed ho letto “sapersi muovere”, un altro testo delle stesso autore scritto con altri autori. salutami quelle pecore e quelle capre e… chissà che spettacolo, l’eruzione dell’etna!

  3. Pingback: Un brutto episodio | Storie di pascolo vagante

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