Craf in Crof

Le fiere zootecniche sono manifestazioni che generalmente vantano antichissime origini, anche se molte di loro attualmente hanno perso la gran parte delle funzioni originarie come mercato di scambio di inizio e fine stagione. Non ho trovato molte informazioni in rete, credo che questa fiera delle capre, denominata Craf in Crof (Capre a Croveo), tenutasi per l’appunto nella frazione di Baceno posta all’imbocco della strada che sale alla conca del Devero, sia nata poco più di una decina di anni fa.

Tanto basta per far sì che un nutrito pubblico affollasse il villaggio, creando anche qualche problema alla viabilità. La fiera si teneva in un prato ai piedi della via principale e, oltre alle capre a cui era dedicata, comprendeva anche pecore ed un paio di cavalli.

Era una splendida domenica autunnale, con la prima neve che contrastava con i colori più belli della stagione. La fiera è stata anche la scusa per una gita, per tornare nei luoghi frequentati assiduamente ai tempi degli studi universitari e di successivi incarichi professionali.

Tra i capi esposti, primeggiavano le capre vallesane, razza di origine svizzera, in Piemonte considerata tra le razze a rischio di estinzione. Molti degli espositori erano appassionati che possiedono un numero variabile di capi, ma come attività principale svolgono altri mestieri. Ciò è abbastanza frequente con gli allevatori di capre, animali rustici che si adattano ai luoghi più impervi. Guardando le pareti intorno a Croveo, potevano a pieno titolo essere definite “posti da capre”!

Alla fiera partecipava anche un intero gregge di diverse decine di animali (ho sentito dire 200), arrivato a piedi quando la maggior parte degli altri animali invece era già al suo posto negli spazi designati. “Manca gente, dovevano esserci anche altri“, ho sentito dire in giro. Animali ed espositori erano comunque numerosi. Qui giocavo “fuori casa”, quindi non saprei dirvi se si trattava di animali locali o anche provenienti dalle vallate confinanti. Di sicuro c’erano i due amici dalla Val Vigezzo, di cui vi avevo parlato qui.

Poi c’erano le pecore, in un miscuglio di razze e fattezze molto diverse da quelle a cui siamo comunemente abituati da queste parti. A prescindere dagli incroci, anche le presunte Biellesi differivano da quelle presenti in altre parti del Piemonte. Qui comunque c’erano numerosi capi che mostravano chiari segni di incrocio con razze d’oltreconfine.

Ho anche ritrovato le pecore di cui mi ero innamorata la scorsa estate durante la mia breve vacanza in Vallese. La tentazione di caricarne una in macchina e portarla a casa è stata davvero forte! Quando, nel pomeriggio ne ho viste altre nel gregge di amici ed ho saputo che le avevano acquistate proprio a Croveo, un po’ mi sono pentita di non aver almeno indagato sul prezzo!

Ai margini dell’esposizione degli animali, alcune bancarelle variopinte, tra cui si distinguevano quelle dedicate alla lana. Qui vediamo quella delle “Mastrofeltraie” Elena ed Amelia. Per conoscerle meglio, vi rimando al loro sito qui.

Ancora feltro e lane dai colori naturali da Gaia (Gaiadilana), di cui vi invito a visitare il sito ricco di spunti e prodotti in lana che vi sorprenderanno.

Ancora un giro tra gli animali, incontrando anche qui qualche faccia nota, pastori vaganti che salgono in alpeggio da queste parti, ragazzi e ragazze conosciuti durante i miei vagabondaggi. Nei pentoloni intanto cuoceva la polenta e gli organizzatori stavano preparandosi alle premiazioni dei partecipanti. Per tutti, un riconoscimento per l’impegno nel portare avanti l’attività di allevatore.

Andare alle fiere è anche sempre l’occasione per guardarsi intorno e vedere certi personaggi caratteristici… Non so se questo simpatico cow-boy d’alta quota possieda animali o se fosse un semplice curioso, comunque era uno di quei personaggi che non passavano sicuramente inosservati.

Per finire, prima di lasciare la fiera si poteva pensare a qualche acquisto: perchè non una fetta del famoso Bettelmat? Questo proveniva dall’alpe Forno, uno degli alpeggi dove il prezioso formaggio viene prodotto durante la stagione estiva. Insomma, è stata una piccola, ma bella fiera, buona occasione per conoscere un’altra realtà dell’allevamento piemontese. Poi, al pomeriggio, avevo un appuntamento, ma… ve lo racconterò la prossima volta.

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