Nel parcheggio del condominio

Francesco (classe 1988) è uno dei "nuovi" allevatori, è un ragazzo che non ha la tradizione di questo mestiere, ma ciò nonostante si sta impegnando per trasformare la sua passione in un lavoro. Per dirla tutta, è merito di Francesco se io adesso sto scrivendo un libro sui giovani appassionati di allevamento, visto che l'idea me l'aveva data lui durante una chiacchierata su Facebook lo scorso anno. Francesco e Daniele mi avevano accompagnata da loro in alpeggio nel settembre 2010, una splendida giornata di sole con un panorama fantastico.

Anche quest'anno ho fortuna con il meteo, anche se il sole sta ormai tramontando quando arriviamo dalle pecore. Francesco e Daniele (classe 1979) gestiscono insieme gli animali, gregge e mandria, aiutandosi a vicenda, anche perchè adesso Francesco ha deciso di ricominciare a studiare, iscrivendosi ad Agraria a Torino. "Mi hanno spinto gli altri ad iscrivermi, però… se non lo faccio adesso, non lo faccio più. Come conoscenze, come apertura mentale, dovrebbe darti quel qualcosa in più. Certo, tenere gli animali è un qualcosa che non te lo da il pezzo di carta, però è ora di finirla con l'agricoltore che puzza e non può fare la vita sociale come gli altri."

Per Francesco è importante il rapporto con gli animali. Questa è Cappuccino, ma ci sono anche altre pecore preferite. "All'inizio, quando ho preso le prime, faticavo molto a spostarle. Devi avere quelle che conosci, quelle che ti seguono, animali d'affezione." Anche Daniele più tardi mi dirà come per lui è fondamentale il trattar bene gli animali. "Per darli in guardia a chi magari li prende a bastonate, preferisco faticare di più e guardarmeli io, in alpeggio e giù in pianura. Ho un operaio, con Francesco ci diamo una mano, inoltre mungo le vacche…"

Nel loro gregge, alcune Rosset, razza autoctona della Val d'Aosta. Francesco racconta di come i suoi genitori, pur praticando altri mestieri, lo portavano sempre a vedere gli animali. "La passione è inziata che avevo 3-4 anni, la prima mucca l'ho presa a 15 anni. Poi l'ho venduta, per due anni niente, poi ho preso un'altra mucca, due pecore…"

Le pecore non sono così popolari, qui. "Se ti danno del feiàn è un dispregiativo! Sarà perchè una volta si diceva che erano i pastori a fare i disastri, i Biellesi… Comunque ormai in valle di pecore ce ne sono poche." E così con il loro gregge riescono a pascolare qua e là, ricevendo offerte per far pulire vari appezzamenti, una anche mentre siamo lì tra le pecore, da parte di una signora del paese. "Scendiamo a piedi e le teniamo fuori finchè si può, metà novembre, fino alla prima neve."

"Adesso le attrezzature le ho… Mi piacerebbe riuscire ad avere un'azienda mia e trovare una persona con cui condividere questo. Dicono che adesso non è il momento di investire, ma sulle pecore si può fare perchè costa meno allevarle e per loro gli spazi ci sono." Mi racconta che all'università, su 114 iscritti nel suo anno, solo un ragazzo ligure possiede qualche animale. "Pensavo di trovarne qualcuno in più."

Ci spostiamo e saliamo dove, ancora al sole, pascolano i bovini. E' soprattutto Daniele a gestirli, lui abita poco lontano e lo raggiungeremo dopo aver scattato un po' di foto agli animali. "Mio nonno allevava, poi mio padre le aveva vendute ed io le ho ricomprate. Senza… mi mancava qualcosa! Per 6-7 anni ho fatto l'elettricista. Ho comprato dieci pecore, due manzi… dopo tutto non potevo fare e allora ho scelto questo."

"Anche se è una vita dura, è proprio una passione. Di nere ne ho poche, ma le porto alle battaglie. Soprattutto lei – ed indica la sua compagna, di origini sarde – è per quello, io sono più per il secchio!", scherza Daniele. Tornato serio, spiega come la Val d'Aosta sia ben lontana da essere il paradiso degli allevatori. "Ormai siamo bastonati, non aiutati. E' tutto più difficile, molti, troppi permessi da chiedere, tanti veterinari e controlli infiniti."

Nonostante gli splendidi colori autunnali, Daniele afferma di vedere il futuro nero, nemmeno grigio. "Volevo fare una stalla nuova, anche con l'impianto di biogas, poi però ho avuto dei problemi e allora ho preferito non affrontare altre grosse spese. Andrei a fare il pastore in Sardegna, là è tutto più semplice!". Definisce Francesco il suo socio, scherzano, poi viene il momento di salutarci e, per me, rientrare in Piemonte.

Quando torniamo ad Aosta, Francesco mi mostra il suo mezzo parcheggiato tra i condomini: il trattore con lo spandiletame. Siamo proprio in periferia di Aosta, dove la città finisce. "Avere i macchinari, il trattore, l'imballatrice, per uno che non aveva niente sono grandi soddisfazioni!". Perchè aveva pensato che questo libro fosse una buona idea? "I giovani vanno aiutati, per come vanno adesso i tempi, altrimenti non ci sarà futuro."

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  1. brava Marzia. Sai quanto bisogno c’era che qualcuno scrivesse e divulgasse le cose che sai tu, con la tua passione? Anche tra chi gli animali non ce li avrà mai, perchè comunque fa bene alla montagna ed alla difesa del suo territorio.grazie.

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