La storia di Luigino

Ancora vostre storie. Questa volta è stato Manuel a scrivermi, inviandomi la testimonianza di suo papà Luigino e tantissime belle foto delle loro pecore. E' stato difficile scegliere quali pubblicare. A loro la parola. Le immagini sono dei nostri giorni, anche se il racconto parte dal passato.

"Mi chiamo Luigino ho 52  anni, erano gli anni 1968-69 quando durante l’inverno passavano dalle nostre parti i pastori. Io ero un bambino  che, dopo le ore passate a scuola  con i miei  compagni, mi recavo da loro. Erano  pomeriggi freddi di fine novembre, un vero spettacolo vedere i prati coperti di bianco.

…Uno spettacolo che ancora oggi è bello da vedere e a quel tempo per noi bambini che non avevamo nulla, un  divertimento ancora maggiore.
Pastorizia nomade di una volta, con al seguto asini imbastati con  bisaccie e dentro gli  agnelli, bisaccie  che  la notte servivano  come sacco a pelo per dormirvi,  cosidetta “daga” …Non c’erano jeep o trailer attrezzati, a quel  tempo, se andava bene trovavano una stalla o un fienile per la notte Non esistevano recinti elettrici e batterie, i  guardiani  erano i cani che avvisavano con il loro abbaiare il pastore.
Pastori dall’aspetto duro con una calma e una semplicità che molte volte ti fa capire la verità di quel lavoro.
Non sapevamo da dove  erano  partiti, in  paese si  parlava dei “lamoi”.
Pastori di  Lamon, un piccolo paese in provicia di Belluno al confine con il Trentino .
In  effetti loro erano abituati a questo tipo di gergo, ma viaggiando sempre senza nomi e cognomi può darsi fossero “
mo’cheni” della valle dei Mocheni sopra Pergine Valsugana (TN).
Ogni tanto ci venivano da vicino e ci davano i soldi per andare in bottega a prendergli vino e sigarette. Rimanevano in zona una settimana e poi si spostavano verso la Trevigiana per poi il rientro verso aprile.
Passano gli anni e transitano da noi sempre le greggi e tutti gli anni andiamo a vedere quello spettacolo che se hai  passione ti prende, anche  se non sei più un bambino…
Ricordo che era il 1986, la settimana di Natale, precisamente, e il sabato pomeriggio sul prato vicino a casa mia  arriva un gregge… Sono giovani pastori ventenni, parlano Trentino e sono di Predazzo, esattamente di Bellamonte Passo Rolle.  La mia passione mi porta a comperarmi due agnelle, due bellissime Biellesi.
Divento amico di loro e parlando riesco a capire che erano i figli di quei pastori che passavano da noi negli anni della mia giovinezza… Famiglia che ha svolto quella attività dal 1950 al 1990 e ancora tutt'oggi uno di loro fa il pastore.

 

Inizio la mia piccola realtà, dopo due anni mi trovo con settanta capi, mi sembra di sapere tutto e invece non so niente.
Continuo ad  informarmi, sentire consigli giusti e sbagliati, gli stessi consigli che senti anche dopo vent'anni.
Invece no, devi essere consapevole di te stesso se vuoi raggiungere il tuo interesse!!

 

Ora allevo la Tiroler bergschaf, pecora bolzanina, una pecora adatta alla pastorizia stabile non  vagante, adatta alle
nostre realtà o cosidette piccole realtà, ma i problemi sono sempre in agguato perchè hai animali vivi da accudire, alimentazione, freddo, pioggia, fango, parti, pascoli non sempre soddisfacenti.
Mi ricordo novembre, quaranta giorni di disastri e pioggia, agnelli piccoli bagnati tutto il giorno… Ti viene la volontà di smettere subito l’attività, attività che diventa una malattia, una passione coltivata da anni che è più un capriccio che un reddito, ma se rimani senza ti manca un qualcosa che è difficile descrivere.

 

Ora ne accudisco una cinquantina più o meno, da aprile a novembre siamo in montagna, ne raggruppiamo un branco con due miei amici e fra questi mio cognato Cristian, che ha frequentato la scuola agraria di Feltre, con la grande passione per il cavallo, ma degli animali in genere.

 

Attualmente alleva anche lui le pecore Tiroler bergschaf, che segue con un gran interesse trasmettendo la passione anche ai suoi 3 bambini (Luciano, Giacomo e Biagio), insegnando a loro il valore di queste realtà in questo piccolo  mondo.

 

Alpeggiamo con 120 capi circa nella zona del Cadore, precisamente Selva di Cadore, da aprile ad ottobre.
Da notare che  io sono dipendente di una ditta che mi permette di  lavorare a  turni  e quindi sono sempre presente dalle mie bestiole e dopo tanti anni continuo ad imparare.
"

"E' tutto mio papà Luigino Case che ha scritto, le foto sono dell'anno scorso per quanto riguarda la stagione bella, e invece dove vedi le foto con la brina sono di gennaio- febbraio 2011.

Quelle con la brina, sono scattate a Roe Alte di Sedico (BL) e il pastore-allevatore è Case Luigino mio papà… dove ne accudiamo una cinquantina. Quelle scattate in stalla, sono state fatte a Moldoi di Sospirolo (BL) e il pastore-allevatore é Pilotti Cristian mio zio, che ne tiene una decina con estrema passione.

Poi ci sono altre foto con mio papà Luigino con l'agnellino nero sulla schiena ed altre con una chiesetta sullo sfondo e le montagne con le cime innevate, quelle sono state scattate a Selva di Cadore durante l'alpeggio estivo 2010….sono molto contento di quello che stai facendo per portare avanti e per dar voce a queste tradizioni fantastiche…".


Ecco ancora altre bellissime foto della stagione estiva del gregge. Come vi dicevo, le immagini erano davvero tante ed ho dovuto fare una selezione. Spero che Manuel e Luigino siano soddisfatti di quelle che ho pubblicato.



Belle le pecore, ben tenute, e magnifico il paesaggio. Mentre qui fuori continua a piovere e tutti sperano di poter rivedere presto il cielo azzurro come in queste immagini…


Auguro a Manuel ed a suo papà Luigino di poter continuare con la loro passione/malattia, comune a tutti i pastori ed appassionati di pecore in ogni angolo d'Italia e non solo. E li ringrazio ancora per averla condivisa qui con me e con tutti quelli che leggeranno queste pagine.

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