Gioacchino il pastore

Oggi lascio la parola a Stefano, che mi ha scritto qualche tempo fa. "Sono un appassionato di montagna, pastori e animali… Innanzitutto complimenti per il sito, proprio bello, passo ore a leggere e guardare foto. Vorrei poter inserire nel sito il documento che allego, per i miei nonni, pastori da una vita che quest'anno hanno passato l'ultima stagione all'alpe." E allora eccoci pronti ad ascoltare la sua storia, ma soprattutto quella dei suoi nonni.

"Mi chiamo Stefano Minazzi, sono veterinario di grandi animali (buiatra) e lavoro in Valsesia, sono il nipote di due splendide persone che quest'anno hanno terminato la loro attività di allevatori, volevo riassumere la loro storia: Gioacchino Defabiani e la moglie Dina Cravetta sono stati pastori all'alpe Pizzo, nel comune di Piode, provincia di Vercelli, in alta Valsesia dal 1970 fino a questa ultima estate 2011."

"41 anni consecutivi tra lavoro, fatiche, serate in allegria, gioie e dolori.
Gioacchino è pastore dalla nascita, nonostante suo padre fosse falegname intraprende subito questa vita. Con la moglie Dina allevano vacche Brune Alpine (quelle di una volta come dicono, cioè non le Brown che ci sono adesso), arrivando ad averne 80.
"

"In pianura scendevano a mangiare il fieno; nella loro vita sono stati a Boffalora (MI), Ponzana (NO), San Pietro Mosezzo (NO) e forse altre che io non ricordo, per poi risalire a Giugno all'alpe Pizzo." Nella foto, lo stesso Stefano, il Lago del Pizzo ed il Monte Rosa.

"Questo fino al 1994 con le proprie vacche, poi andando in pensione han deciso di non scendere più in pianura in inverno ma di stare nella propria casa paterna a Rassa( VC), splendido comune in Valsesia, comprando una ventina di capre camosciate (“tanto per fare qualcosa”) perchè senza “bestie” non sanno stare; dice il nonno Gioacchino: “cosa faccio in inverno senza bestie, mica posso stare tutto il giorno all'osteria??". Non credo che le capre di cui parla Stefano siano però quelle ritratte nell'immagine che mi ha inviato.

"Però non lasciano il Pizzo ma prendono in affitto in estate delle manze di razza Pezzata Rossa d'Oropa per poter andare in alpeggio insieme alle proprie capre. Questo fino a quest'estate, non è stato facile prendere una decisione così però la vita continua e adesso faranno i “pensionati”…".

"In 41 anni son cambiate tante cose, sono arrivati 5 nipotini ( Stefano, che sono io, Martina, Simone, Arianna e Sara) dalle loro due figlie Franca e Rita e sono diventati bisnonni con la nascita di Giulia e Viola.
Io ho passato tutte le mie estati dopo la scuola al Pizzo, appena scendi non vedi l'ora di risalire e anche l'anno prossimo salirò in quella che è stata per quasi mezzo secolo la seconda casa dei miei nonni e la nostra meta preferita in estate.
"

"Allego delle foto, le manze Pezzate Rossa d'Oropa"

"Gioacchino e il “mitico” mulo Moro….quel bambino sulla cavagnola dovrei essere io o forse mia cugina Sara."

"Io, nonno Gioacchino e la mula Nina."

"Pausa sigaretta… la “torcia”…"

"La Martina, mia sorella".

"Io , Silvano, Gioacchino….Un po' di festa".

Un ultimo ritratto del pastore Gioacchino con il suo cane. Grazie a Stefano per averci raccontato la sua storia e per averci fatto conoscere i suoi nonni. Immagino la loro felicità quando sapranno del "regalo" fatto loro dal nipote. Spero che, per far passare più in fretta le ore di questi giorni da pensionati, Stefano mostri loro anche altre pagine di "Storie di Pascolo Vagante"…

  1. bel racconto.io dei miei nonni mi ricordo poco,ma leggendom questo articolo li ha sentiti un pò anche i miei. ytanti saluti e lunga vita da "pensionati"   dado

  2. Bella questa storia..vedendo le foto mi pare di ritornare  nella mia infanzia e rivedere mio nonno Mario con la sua mula "Nina", oppure seduto sul grande sasso davanti alla baita con in mano cartine e trinciato e sentirlo cantare nei momenti di feste improvvisate…riaffiorano bei ricordi.Gloria

  3. che sorpresa è stata leggere questo racconto! infatti quest'estate camminando da Rassa verso Piode con il mio asino un signore che passava in auto ha fatto inversione, è tornato indietro, e mi ha fermata: ha voluto vedere tutto (basto, finimenti e , soprattutto, asino) e mi ha fatto i complimenti per com'era bello e ben tenuto e "ben bardato". Era molto sopreso di trovare una che andava a spasso con un asino. Ora apprezzo ancor di più i suoi complimenti.
    Gli avevo promesso che sarei andata a trovarlo a Rassa. Poi me ne ero dimenticata. Ci andrò presto!
    Grazie Stefano, grazie Marzia!
    Gabriella

  4. ebbbravo ste…commevente rileggere la storia dei nostri cari nonnini…
    indimenticabili le nostre estati trascorse lassù, quando magari per un pò di nostalgia e per la noia delle giornate piovose non vedevamo l'ora arrivasse il venerdì perchè salivano i genitori..e settembre per ritornare a casa…. ma che poi appena scesi già sentivamo la nostalgia dei nostri monti e aspettavamo con ansia il giugno successivo…
    Martina, la nipote di queste 2 splendide persone (sono io quella nella foto che mungo 🙂 )

  5. Pingback: Lassù in fondo alla valle – Di terre, pietre, erbe, bestie e persone

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