Ancora transumanza e poi…

Ogni pastore ha le sue tappe, i suoi percorsi, il suo modo di organizzare la transumanza, gestire i pascoli a disposizione. Ogni anno è tutto simile, mai uguale, c'è sempre l'imprevisto, la difficoltà nuova, il tempo, buono o cattivo che sia.

Proprio il tempo ormai è "bello" da settimane, mesi. Meglio, meglio spostarsi con il sole, visto che c'erano parecchi agnelli da caricare. Ma ormai si sa quello che aspetta nelle prossime settimane. Pascoli secchi, pascoli che non sono più tali, perchè i contadini hanno tagliato la poca erba verde fino al giorno prima. Pascoli che altri allevatori, margari e pastori, si sono accaparrati prima dell'arrivo di un gregge o dell'altro in pianura. Infatti c'è chi ancora è su per le valli, perchè sa che giù c'è poco, o nulla, ed i prezzi saranno salati.

Ci si incammina a ritroso passando sul ponte attraversato mesi prima, a maggio. Il percorso sarà leggermente diverso, si cammina spediti, niente soste per pascolare lungo la strada.

Sono i colori e le luci dell'autunno a far da sfondo alla transumanza. Qua e là ci sono altre greggi o mandrie scese in pianura precedentemente, mentre qualcun altro è in cammino negli stessi istanti e ci si chiede se si riuscirà a precederlo o lasciargli comunque un sufficiente anticipo per evitare incontri imprevisti ed animali che si mescolano.

Dopo i boschi è la volta dei paesi, dove la gente si affaccia alla finestra o esce sul balcone, richiamata dal suono dei rudun e delle campanelle. Da queste parti sembrano essere tutti abituati alle transumanze, l'asfalto è già segnato da altri passaggi, nessuno si lamenta e le auto attendono di poter superare il gregge non appena i pastori riusciranno a farle passare.

Si sale, poi si svolta e si scende verso il ponte, dopo si risale verso il paese. Davanti gli animali camminano spediti, dietro ogni tanto qualche agnellino viene caricato sui mezzi al seguito. Comunque la transumanza procede bene e si arriverà a destinazione secondo le previsioni.

Tutt'altra cosa rispetto alla primavera, con davanti il pensiero della montagna, dell'alpeggio. Adesso la montagna è alle spalle, questa è l'ultima transumanza, dopo saranno spostamenti più o meno quotidiani alla ricerca di pascoli. E ce ne saranno, di spostamenti da fare per riempire la pancia al gregge!

Una sfilata quasi ordinata a riempire tutta la strada stretta, con il fondovalle lì sotto e la pianura laggiù. In pianura certi posti sono secchi, riarsi e chissà se la pioggia prevista (quella che sta cadendo ora) servirà a portare un po' di verde, nonostante la stagione? Le temperature sono ancora alte, magari si può provare a sperare.

Le strade percorse sono secondarie, la segnaletica prevede la possibilità di incontrare animali, peccato che contempli solo i bovini e non prenda in considerazione gli ovicaprini che invece stanno transitando in questo momento.

Esistono ancora angoli completamente "rurali" e quello attraversato dal gregge ne è un esempio. In cielo iniziano a comparire delle nuvole che offuscano le montagne della valle, il gregge continua a cammminare, fiducioso di essere condotto verso i pascoli.

Ancora una deviazione su stradine secondarie che si inoltrano tra i boschi. Le pecore cercano di brucare qualcosa lungo il cammino, ma non è ancora ora di fermarsi e bisogna proseguire.

Si fiancheggiano boschi, recinzioni, cascine e vigneti. L'uva è ormai stata raccolta, sotto i castagni invece ci sono ben pochi frutti, per gli effetti congiunti dell'invasione del cinipide galligeno e della siccità. 

Camminare con il gregge è un qualcosa che non si può descrivere, è un qualcosa da vivere. Questo sarà l'ultimo spostamento con campanelle e campanacci, poi verranno tolti ed appesi in attesa della risalita ai monti. Personalmente preferisco gli spostamenti silenziosi, magari anche quelli sul calare della sera, che cancellano buona parte del XXI secolo e sembrano avvenire senza tempo, così com'è sempre stato per la pastorizia nomade.

E poi finalmente il pascolo. Mangiano le pecore, mangiano i pastori, poi si provvederà a togliere le campane. L'erba è verde sì, ma è poca, dopo un paio d'ore ci si deve già spostare altrove.

E' ricominciata la stagione delle reti da tirare, dei pezzi e pezzettini da pascolare qua e là, magari accontentandosi di quello che altri hanno lasciato indietro, avanzato. Bello fare il pastore, sì… Ma devi imparare a vivere, in questi mesi, con la preoccupazione costante di riuscire a saziare la "fame d'erba" del tuo gregge.

E la giornata si chiude in un prato dall'erba bassa ed un po' secca, circondato dai colori dell'autunno. Cambieranno l'ora, nella notte, e poi alla sera teoricamente si dovrebbe finire un po' prima. Se tutto va per il verso giusto, se non ci sono imprevisti, se…

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