La Fiera dei Santi di Vinadio

Sono quasi le ultime fiere prima dell'inverno, quelle che si tengono in questi giorni. O almeno, sono le ultime fiere nelle valli, le prossime saranno in pianura. A Vinadio temevano per il tempo, visto che all'inizio della settimana nevicava. Invece poi la domenica lassù in valle il tempo era splendido.

Vinadio era circondata dai colori dell'autunno: la neve in alto, il cielo blu, alberi che si tingevano di rosso, di giallo, di arancione. Il traffico era già congestionato al mattino presto, nonostante il cambio dell'ora, ed i parcheggi si stavano affollando.

La fiera occupava tutto il paese, ma la mostra della Pecora Sambucana si teneva ancora una volta all'interno del Forte. I box con i capi scelti per la premiazione erano già tutti occupati e, intorno, vi erano i box con gli animali dei vari allevatori che avevano partecipato. La maggior parte di loro erano pastori della valle, ma alcuni venivano da altre zone della regione.

Per molti di loro ci sarebbe stato un premio. Di lì a poco sarebbero iniziati i saluti, i discorsi ed infine la premiazione degli allevatori e dei capi valutati come i "più belli", cioè con le caratteristiche morfologiche migliori secondo lo standard di razza della pecora sambucana.

Gli amici della Valle Stura avevano anche dedicato uno spazio a questo blog, realizzando un collage con le pagine delle intervidte ai giovani locali. Molta gente si fermava a leggere, forse "Storie di Pascolo Vagante" adesso conta qualche lettore in più?

Tre ragazzi hanno richiamato l'attenzione del pubblico prima dell'inizio delle premiazioni. Non sono campanacci da pecore e non è una tradizione tipica di queste parti, ma ha suscitato l'effetto voluto ed è stato impossibile non sentirli, a mano a mano che si avvicinavano alla zona centrale della mostra.

Ecco la campionessa della mostra, ma i premi sono andati a diverse categorie, dal montone alla pecora nera. C'è stato chi ha fatto incetta di premi, riscuotendo riconoscimenti in varie categorie, e chi è stato premiato anche per il nuovo insediamento, come l'amico Donato che già conosciamo. Premi anche per il lavoro svolto all'interno del consorzio di valorizzazione della pecora sambucana, ed allora è stata la volta della nostra amica Gloria.

Ma prima delle premiazioni, mentre iniziavano i discorsi ufficiali, c'era tempo per fare un giro tra le bancarelle di articoli "tecnici". Quest'anno per la prima volta c'era anche Alberto di Taglio Avion, con la sua linea di capi da pastore, "ol feder". Mi ha raccontato che il pubblico francese ha apprezzato particolarmente mantelle e tabarri, ma forse anche i pastori locali hanno acquistato i suoi famosi gilè e le calde camicie?

Oltre alle pecore, qualche asinello e pure alcune capre rove, così apprezzate oltreconfine, ma che trovano numerosi appassionati anche in Piemonte. Oltre agli asini, vari prodotti derivati dal suo latte, compresi i biscotti!

C'era poi la Selleria Abbona, che per l'occasione esponeva una gran varietà di campane e rudun adatti a pecore e capre. Qualche ombrello per le piogge annunciate e poi reti per chi ancora aveva erba e metteva le pecore a pascolare all'aperto…

In un angolo erano esposti i lavori in feltro realizzati dai bambini delle scuole. Un buon metodo per entrare in contatto con il mondo della pastorizia e rivalutare l'uso della lana, anche se si spera che chi vive in valle non abbia comunque mai perso il legame con le origini e con ciò che c'è fuori dalle mura di casa.

Ecco l'ariete vincitore. Antonio, il tecnico della Comunità Montana, sta parlando della razza sambucana, delle sue caratteristiche e delle iniziative intraprese nel corso degli anni per il suo recupero e valorizzazione. Questa è stata la 26° edizione della Mostra, 26 anni di una storia che ha portato ad un successo ed ha scongiurato il rischio di perdere questa razza autoctona.

Un premio a tutti i giovani che hanno dato una mano nell'organizzare la mostra e molti sono personaggi che già conosciamo perchè sono stati protagonisti delle mie interviste. Prima delle premiazioni hanno però parlato gli amministratori locali, pronunciando parole chiare in difesa della montagna e della pastorizia, due ambiti legati, entrambi in pericolo per diversi motivi… Dai tagli economici che mettono in pericolo l'esistenza dei Comuni, delle Comunità Montane, fino a parlare del lupo, a metà tra pericolo reale per i pastori e simbolo di una montagna sempre più abbandonata e fragile.

Tra i premiati, anche Marta per le sue capre. Mi racconterà più tardi di aver iniziato i lavori per il caseficio, piccoli passi verso la realizzazione di sogni e progetti per il futuro.

Terminata la premiazione, gli interventi anche degli amici d'Oltralpe (tra cui allevatori di origine piemontese ed un pastore della Val Maira, che ha lavorato tutta la vita in Francia), c'è tempo per fare ancora un giro dei box, mentre i sole dona i suoi ultimi raggi, avviandosi già verso la cresta delle montagne innevate.

I bambini sono attratti dagli animali, la loro soddisfazione maggiore è vederli brucare il fieno preso direttamente dalle loro mani. Il pubblico però sta defluendo verso i ristoranti del paese o il luogo dove si può consumare il pranzo della fiera, all'interno del quale non manca l'agnello.

Nelle vie e nelle piazze di Vinadio, c'è la fiera dove si può trovare un po' di tutto, dalle calze al miele, dai formaggi ai salumi, dalla farina da polenta alla biancheria, le tende, la frutta, la verdura… I negozi del paese hanno allestito delle vetrine a tema con la giornata.

Prima di ripartire, uno sguardo ai prodotti dell'Ecomuseo della pastorizia, con tutte le confezioni in pura lana sambucana. Maglie, maglioni, plaid ed anche un plaid tricolore realizzato per l'unità d'Italia, che contiene lane da tutta la penisola, compresa quella di sambucana.

  1. Se penso alla fiera dello scorso anno…nevicava! Quest'anno è stata un successo. Belle pecore di razza, pastori e organizzatori soddisfatti nonostante i gravi problemi che assillano le amministrazioni, un gruppo di ragazzi – giovani allevatori appassionati e simpatici, una tiepida giornata che ha fatto transitare in valle gente dalla pianura e anche tanti francesi.
    Le tue interviste di "Pascolo vagante" sono state notate e molto osservate e  il tuo simpatico amico bergamasco, si è caratterizzato con i suoi capi d'abbigliamento, acquistati anche dai nostri pastori,  speriando sia stato appagato dopo il suo lungo viaggio. Adesso aspettiamo il prossimo anno e auguriamoci di ritrovare lo stesso entusiasmo con qualche incertezza in meno. Gloria

  2. @june: ciao, allora buona lettura e… magari se hai tempo vai a curiosare nelle "vecchie" pagine
    @gloria: io lo scorso anno ero venuta al sabato… sì, quest'anno apparentememente tutto era al meglio, ma lo striscione di denuncia dell'associazione marcovaldo faceva capire che si lotta per resistere. è vero che i montanari sono duri… ma non si può abusare della loro pazienza e resistenza…

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