La dolce fattoria

Una giornata di pioggia autunnale nella campagna Pinerolese. Sto andando a cercare altri giovani, due fratelli, Cristina (1985) e Giorgio (1984). Parlando di giovani allevatori avrei però dovuto intervistare Guido (1996), che è il più piccolo della famiglia Oggero e va ancora a scuola, all’Istituto Agrario di Osasco. I fratelli mi dicono che è lui quello con la passione per la campagna e gli animali, quindi quella parte di gestione dell’azienda passerà a lui. E' Giorgio a raccontare, con qualche intervento da parte della sorella. La nostra è un’azienda cerealicola-zootecnica, con trenta capi di Frisona in lattazione. Abbiamo 100 giornate di terra, tra mais, grano e prati stabili. Una parte è per l’azienda, 14 giornate di mais su 60, il resto si vende. Un’azienda così, al giorno d’oggi, era destinata a chiudere per le spese che ci sono, bisognava trovare il modo valorizzare i prodotti.” E possibilmente coniugando le passioni dei due fratelli con il lavoro di famiglia.

Per Giorgio la passione per il mondo lattiero-caseario nasce all’istituto agrario. "D’estate ho iniziato a lavorare in caseificio, poi dopo il diploma ho fatto il corso a Moretta per specializzarmi. Ho girato un po’ di caseifici per vedere tutte le realtà e farmi un’idea. Noi vendevamo il latte ed anche adesso in parte è ancora così, perché non lo lavoriamo tutto.
Racconta invece Cristina: “Mi è sempre interessata la pasticceria. A scuola ho studiato ragioneria, ma da quando avevo quattordici anni ho iniziato a lavorare d’estate ed al sabato ed alla domenica in pasticceria.
Per i gelati non usiamo nessun preparato, non usiamo le paste, ma ci facciamo tutto noi, le creme base le creo io, anche le marmellate per le variegature.
La nostra menta è bianca, usiamo le foglie di menta, nemmeno le essenze. E infatti il gelato sa di foglie di menta. Il cliente di solito non sa cosa c’è dietro il gelato. Il nostro pistacchio è marroncino e non verde. Qui trovi la fragola solo quando è stagione di fragole. D’autunno c’è l’uva e c’è la castagna. Per la festa del mais e dei cavalli, facciamo il gelato alla pasta ‘d melia. D’estate tanti gusti alla frutta, e compriamo tutta frutta locale. Ho fatto un corso sui gelati a Moretta, ma prima di aprire ho fatto venire un mastro gelataio dalla Toscana che ci ha dato le basi.
Il punto vendita esiste dal maggio 2009Siamo partiti puntando sul gelato, poi abbiamo aggiunto lo yogurt, il latte pastorizzato e crudo, i budini. Adesso il distributore del latte fresco l’abbiamo tolto perché è cambiata la legge ed è diventato tutto molto più complicato. Abbiamo man mano aggiunto gusti di budini, il formaggio fresco, la ricotta e la mozzarella."

 

Tempo libero non c’è ne mai, anche se abbiamo un giorno di chiusura, il lunedì. All’inizio però non c’era mai riposo, quel giorno lo usavamo per comprare le materie prime e la sera lui era già qui a lavorare, poi impari ad organizzarti. Adesso facciamo le stesse cose di prima, ma con tempi e modi diversi. Abbiamo stabilito un calendario con i giorni di produzione: un giorno per la mozzarella, uno per gli yogurt e avanti così. E’ più pratico per noi e anche il cliente sa quando c’è il prodotto fresco di giornata.
Chiedo loro come hanno fatto per raggiungere in così poco tempo una buona fama ed un giro di clientela affezionata, mentre si sussegue il via vai di clienti, anche in quella giornata uggiosa. Abbiamo puntato sul buon prodotto, e così un cliente porta l’altro. Per il resto non abbiamo mai speso un centesimo per la pubblicità. Solo adesso ci siamo fatti fare uno striscione ed i biglietti da visita, perché abbiamo preso anche una piazza al VOV 102. E’ un farmer market a Torino, in Via Onorato Vigliani 102, da cui il nome. Ha appena aperto e saremo là due giorni la settimana, l’impegno così aumenterà.

 

Mi parlano della loro clientela attuale. Ci sono i giornalieri di Vigone, vengono al mattino a prendere il latte, la mozzarella, lo yogurt. Al pomeriggio vengono i bambini per il gelato. L’80% è gente del paese, poi ci sono gli extra, specie il sabato, la domenica, i giorni di festa. C’è la famiglia che la domenica fa la gita, arriva, prende il gelato, poi dopo torna e prende la vaschetta da portar via. Ormai abbiamo clienti affezionati, chi da Torino, chi da Roletto, persino da Poirino dove c’è l’Agrigelateria!
Aggiunge Cristina: “L’obiettivo era proprio quello di dare il gelato a gente che lo prende e, mentre lo mangia, si fa un giro per i portici, per il centro storico. Vigone è il cuore di tutti i paesi più piccoli qui intorno e questo fa una grossa differenza. Anche chi non ci cerca, comunque passando ci vede.
Giorgio conclude illustrandomi gli obiettivi per il futuro. Per l’azienda dovremmo calare i numeri ed avere incroci con razze che abbiano più qualità nel latte, come la Jersey che ha un latte più grasso e più proteico. Adesso produciamo circa 600 litri di latte al giorno e, in media, ne lavoriamo 150. Se riuscissimo a fare un laboratorio a casa ed aumentare le produzioni con robiola ed altro, quello sarebbe l’ideale. Qui meteremmo qualcuno solo a servire e noi lavoreremmo a casa.
La parlantina, la determinazione e il saper fare di Giorgio fanno sì che venga chiamato di tanto in tanto a Moretta, sede dei corsi di caseificazione da lui frequentati anni prima. Non vado a far lezione, sono interventi, chiacchierate, più che altro per dare un esempio pratico di cosa ha dato a me quella scuola. Vado a far mettere un po’ la testa sul collo ai ragazzi che pensano di uscire di lì ed aprire un caseificio. Presento la realtà, numeri e cifre.

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