Giallo

Certo, il giallo è uno dei colori dell'autunno. Ma mi piace il giallo brillante delle foglie dei pioppi in montagna, degli aceri, delle betulle, mescolato al rosso ed all'arancione di larici e ciliegi. Non il giallo spento dei prati secchi in pianura. Saranno un autunno ed un inverno difficili. Sono apparentemente felici solo quelli che si lamentano già dopo mezza giornata di pioggia, perchè non si domandano nemmeno da dove arrivi l'acqua che esce dal rubinetto. Chi vive a continuo e costante contatto con la natura, chi dipende da essa, è molto più preoccupato: contadini e pastori prima di tutto.

Sono in tanti a rimanere in montagna con le greggi, resistono più che possono, fino a quando non ci sarà il rischio di neve. Ormai le previsioni sono affidabili, quindi con un certo preavviso si sa se è necessario prendere la strada della pianura. Intanto su si pascola quel che c'è ancora tra il secco. A queste quote è normale che, a metà ottobre, l'erba sia gialla. Solo che quest'anno è stata la siccità prima del gelo a determinare questo cambiamento.

Chi era sceso come tutti gli altri anni alla fine di settembre già allora si lamentava come in pianura ci fosse così poco, come facesse caldo in modo anomalo, come si faticasse a trovare erba, specialmente negli incolti o sotto i pioppeti. Da allora di pioggia non se n'è più vista, solo due gocce che non hanno bagnato nemmeno la polvere e non sono cadute dappertutto, solo qua e là a ridosso delle montagne.

Quando, un mese fa, alla fiera di Pragelato si commentava che non si erano mai viste montagne così verdi in quel periodo da quelle parti ancora non si immaginava quello che sarebbe seguito. Ieri a Sestriere il panorama era questo, ma adesso faceva freddo. Nelle scorse settimane c'è stato quel caldo anomalo, con un sole così forte da dare il mal di testa, da stordire uomini ed animali. E vento, il vento che ha asciugato persino la rugiada. Poi, all'improvviso, le temperature sono state quelle giuste della stagione, ma sono sembrate eccezionalmente rigide, se paragonate ai 30° di pochi giorni prima.

La scorsa settimana c'era stata una giornata di pioviggini a macchia di leopardo, con nuvole basse e nebbie in montagna che già il giorno successivo si dissolvevano lasciando intravvedere il cielo nuovamente limpido. Quel rasserenamento serale avrebbe portato la prima brina, il primo ghiaccio anche a quote non così elevate.

Il mattino dopo gli agnelli si godevano il primo sole, anche loro intirizziti dal brusco cambiamento di clima. Tra non molto si scenderà in pianura e chissà che poi i problemi non siano ancora maggiori? Prima o poi le piogge arriveranno per forza e magari saranno prolungate e troppo intense. Inutili per far crescere quell'erba che sarebbe servita per andare al pascolo, porteranno fango, disagi, difficoltà. Certo, serviranno per fare scorta d'acqua, ma…

Il sole lentamente scalda la giornata. Forse per la prima volta in tutta l'estate le pecore sono tranquille e salgono lentamente, avviandosi per andare al pascolo. In pianura invece chi si affaccenda a gran velocità sono i contadini che, approfittando del terreno asciutto, si sono portati avanti con i lavori, trinciando le stoppie, imballando grandi quantità di fusti e foglie di mais, arando terreni, concimando. Sarà davvero un difficile autunno ed un lungo inverno per i pastori.

Domina il giallo, tra poco anche gli alberi si tingeranno di quel colore. Le pecore sembrano smarrite, ma poi trovano di che pascolare nel canalone più fresco o anche in qualche conca più in alto. E non girano come d'estate quando c'era erba verde dappertutto e loro attraversavano la montagna avanti ed indietro, cercando chissà cosa. Le vacche sono ormai per la gran parte scese in pianura o comunque hanno abbandonato le quote maggiori. Qua e là resiste qualche pastore con il suo gregge, ma presto ci si troverà tutti in pianura, a contendersi quel poco che c'è.

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  1. Un lungo autunno secco e arido come questo non si era visto negli ultimi anni….a volte mi chiedo dove rubino l'erba per riempirsi la pancia. L'unico vantaggio che ha portato questo clima asciutto è quello di un minor numero di pecore affette dalla zoppina, quella insistente malattia che ne curi 1 e se ne ammallano 5. Gloria………………

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