Pioverà prima o poi?

Si assiste increduli a questo strano autunno. Chi è già sceso, dando il via alla stagione di pascolo vagante in pianura, si asciuga incredulo il sudore e guarda le sue pecore avanzare tra nuvole di polvere e foglie secche portate dal vento. La terra secca, l'erba ingiallisce, diventa dura. Cosa accadrà? Perchè questo caldo, e questo vento, e la siccità? Si teme un autunno magro ed un inverno difficile, se non pioverà al più presto. Ma dovrà essere una pioggia giusta, non troppo forte, per riuscire a penetrare nel suolo ormai riarso. Altrimenti ruscellerà via, altrimenti farà danni.

Chi è in montagna, soffrendo per lo stesso caldo, lo stesso vento, la stessa arsura, attende e posticipa la discesa. Gli animali pascolano l'erba secca rimasta, che ancora non ha patito il freddo o la neve. Non si sa nemmeno se sia un bene o un male rimanere qui. Giù l'erba seccherà ulteriormente, oppure ogni giorno guadagnato è un vantaggio in vista della lunga stagione invernale? Speriamo che la nuova campana, quella dell'amico Silvio, sia di buon auspicio!

Intanto gli agnelli nati nelle ultime settimane si godono il sole, che però diventa fin troppo forte nelle ore centrali della giornata. Se solo le ore di luce non si fossero ridotte con il passare dei giorni, si soffrirebbe più il caldo in questo strano mese di ottobre che non a luglio o agli inizi di agosto.

Le pecore stanno a mucchio come d'estate. La loro lana è già lunga, ricresciuta nei mesi dopo la tosatura. Sarebbero pronte ad affrontare i primi freddi, la brina e magari quella nevicata che ti fa lasciare la montagna senza alcun rimpianto. Invece tocca andare a cercare l'acqua ed accontentarsi delle misere pozze, delle sorgenti sempre più povere. Pioverà? E cosa accadrà quando finalmente lo farà? Sono ancora troppo vivi i ricordi ed i segni delle passate alluvioni, sembra che ormai tutti gli eventi metereologici debbano essere estremi e pericolosi.

Erba da pascolare nonostante le apparenze se ne trova ancora, magari spostandosi sui versanti dell'inverso, dove il sole se ne va prima, tra felci ed ontani. Invece lì, sui pascoli esposti a sud, erba secca e terra dura fanno sì che sia difficile persino per gli animali reggersi in piedi e scendere lungo i soliti pendii, seguendo tracce e vecchi sentieri. Ogni tanto un animale perde l'equilibrio o scivola per un breve tratto, facendo rabbrividire il pastore, nonostrante il caldo ed il sole accecante.

Eppure parte del gregge si sposta proprio lì, tra rocce e balze, un costone scosceso incastonato tra due torrenti che scendono ripidi dalla montagna. L'unica speranza è lasciare che gli animali scelgano la loro strada e la loro direzione, distogliendo lo sguardo per timore di vederne precipitare uno o sentire i tonfi di un sasso smosso dall'alto che cade tra le pecore disposte qua e là a pascolare.

Gli agnelli sono rimasti giù in basso, al sicuro, con un po' di ombra offerta dai grossi alberi accanto alle vecchie baite in rovina. Gli aceri non hanno ancora cambiato colore delle foglie, il giallo dell'erba è comunque il colore dominante in contrasto con il blu intenso del cielo. E' ottobre, i pastori non riescono a non prendersi dietro la maglia di lana al mattino, perchè sembra che tutto questo sia un sogno (o un incubo), dal quale ci si risveglierà con le mani intirizzite e l'aria che taglia la faccia. 

Invece no, fa caldo fin quando il sole si avvia a tramontare ed anche dopo il freddo non è quello di questa stagione, a queste quote. Arriverà la pioggia? La si attende con ansia, le previsioni lasciano poco spazio alle illusioni, almeno per i prossimi giorni. Forse qualcosa tra venerdì e sabato, poca roba, ma meglio che niente.

  1. Le nostre pecore sono tornate giù  dall'alpe sabato l'altro e sono arrivate a casa al mercoledì dopo. Tutte meno una… vittima di un sasso già a inizio stagione. Abbiamo tenuto la sua figlioletta, un'altra agnella (Buccia filgia di Uccia) nata nello stesso giorno e ora in cui sono nata io e una terza, perché è molto domestica… ecco i nostri criteri: se li legge un "vero" allevatore rabbrividisce… 
    Comunque sono tutte molto belle, grasse e probabilmente incinte :o) (e ora anche già tosate: venerdì scorso è arrivato Nicola, il tosatore folosofo). Giacomo le ha curate bene!
    Ciao Marzia, un salutone e un abbraccio!

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