La giornata giusta

E così si scende, ormai qui non c'è più niente. Ci sarebbe sì quel poco di erba, ma in posti troppo "pericolosi" da pascolare, specie se cambia il tempo e diminuisce la visibilità. Persino il gregge sembra capire che quel giorno è diverso, infatti gli animali non si spostano da intorno alle baite. Aspettano, senza andare al pascolo, anche dopo l'apertura del recinto. In casa si finisce di ritirare tutto, togliere l'acqua, chiudere finestre e porte, appendere materassi e coperte, ritirare piatti e posate.

Non è la vera transumanza, è solo una discesa verso valle. Sono le capre le prime ad incamminarsi quando vado avanti sulla strada a chiamarle. Poco per volta anche il gregge si avvia, sospinto dai cani del pastore. Se esistesse una giornata giusta per scendere dall'alpeggio… ecco, quella lo era. Cielo grigio, aria umida e finalmente fredda, foschie, odore d'autunno.

Per qualche istante viene davanti il pastore, gli animali esitano ancora, non sono sicuri che quella sia la transumanza. Nessun campanaccio, quelli si attaccheranno solo quando si abbandonerà definitivamente la montagna. Comunque adesso non c'è niente da festeggiare e non si vede l'ora di andarsene, di abbandonare quei luoghi diventati inospitali, ostili.

Nelle curve della strada le pecore e le capre vedono le compagne già più a valle. Le osservano con curiosità, le richiamano belando ed ogni tanto si creano dei momenti di scompiglio. Servirà un certo tempo prima che il cammino del gregge sia rapido: fin quando si attraversano quelli che sono stati i pascoli delle ultime settimane c'è sempre qualche animale che si ferma a brucare, che esce dalla pista sterrata, che esita.

…e per una volta ci sono pure io in queste immagini. Ho avuto il ruolo di capo gregge per l'occasione. Dopo il primo momento di fatica a chiamare gli animali ed essere seguita quasi solo dalle capre, iniziano i chilometri durante i quali bisogna contenere l'irruenza del gregge che preme alle mie spalle. Inoltre c'è da evitare lo sconfinamento verso i lembi di erba un po' più verde qua e là a fianco della strada, che verranno pascolati da un altro pastore, il cui gregge oltrepassiamo lungo il nostro cammino.

Il gregge finalmente si allunga in una fila compatta che avanza senza indugi. Non fa caldo, non fa freddo, non c'è il sole abbacinante degli ultimi giorni ad infastidire gli animali. Veramente il clima adatto. La nebbia avvolge i versanti, ma per una volta non c'è da preoccuparsene, si sta viaggiando verso una quota alla quale non dovrebbe rappresentare un problema.

I colori sono quelli dell'autunno, ma un autunno povero di acqua. Sono settimane interminabili senza una goccia di pioggia e la strada è polverosa, l'erba secca, le foglie avvizzite senza aver ancora assunto le tonalità colorate della stagione. E in pianura? Chi è già sceso dice che è anche peggio. Si spera per il futuro, si spera che la pioggia arrivi, anche se è già quasi troppo tardi per garantire buoni pascoli.

Si raggiungono altre quote, altra vegetazione. Si attraversa il torrente quasi in secca… E pensare che, quando si era saliti, l'acqua passava quasi sopra ai tubi del guado! I ricordi del maggio piovoso sono lontani. Sono passati più di 120 giorni da quando sono stati raggiunti i pascoli verso i quali si sta tornando.

Per quella sera il gregge si ferma a metà strada per finire di pascolare quel poco che c'è tra gli alberi. Nonostante l'erba sia secca, gli animali sembrano gradire, forse stufi di vagare tra i cespugli d'alta quota. Anche qui però non si è al sicuro, le pecore appaiono e scompaiono tra gli alberi che hanno invaso quelli che un tempo erano prati e ripiani coltivati.

Poco sopra, mascherato tra rocce e vegetazione, c'è un insediamento composto da un paio di case. E' un posto affascinante, al riparo di un'immenso roccione che si alza verso il cielo. Chissà quali storie raccontano queste pietre, con le loro date iscritte accanto alle porte. Anche se apparentemente in buono stato, visti da vicino i muri mostrano i segni ed i danni del tempo che passa.

Nella notte, invece di arrivare la pioggia, giunge un vento forte, freddo, che spazza ogni cosa e regala una mattinata dai colori vivi. Il gregge delle pecore degli agnelli è poco più a monte, ci sono state alcune nuove nascite nella notte. Ci sono anche parecchi agnelli bianchi e neri che saltellano allegramente con i compagni. Si rabbrividisce, ci si stringe nella giacca e ci si avvia per un'altra giornata di lavoro.

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