Una strada diversa

Intervistare giovani per il mio nuovo libro, un'avventura iniziata lo scorso inverno che… sembra non finire mai, e non solo perchè ogni tanto mi manca il tempo da dedicare anche a quest'attività. Più che altro continuo ad ampliare con storie nuove, storie diverse. Anche se un po' "fuori tema" rispetto a tutte le altre testimonianze raccolte fino ad ora, ho voluto anche andare a sentire cosa mi potevano raccontare Giulia (1989) e Nicola (1985). Mi aveva cercata lui, chiedendomi se potevo aiutarlo a trovare un'azienda dove far pratica con animali. Un'azienda in zona, visto che lui è nato e cresciuto a pochi chilometri da dove abito io.

Ma chi sono Giulia e Nicola? Sono due giovani che stanno cercando la loro strada, una strada diversa da quella di tanti altri coetanei. Entrambi residenti in paesi della pianura pinerolese, paesi dove l'agricoltura e l'allevamento sono spesso lì, appena fuori dalla porta. Laureato in fisica lui (laurea triennale), lavorava in un'azienda di progettazione auto. Diplomata in lingue lei, iscrittasi ad Economia, aveva poi smesso per lavorare in un ufficio di un'altra ditta che produceva filtri per auto. Ma quello era un futuro che non dava loro niente di quello di cui avevano bisogno. E così hanno scelto altre strade. Prima lui, poi lei e poi insieme, hanno provato la strada del WWOOF, il volontariato in aziende agricole biologiche. Sono tante le avventure che mi hanno narrato, avventure vissute nel corso di questi ultimi anni. Storie particolari, realtà anche interessanti dal punto di vista umano, ma pure storie di precarietà e poca organizzazione razionale.

A Giulia e Nicola in queste esperienze però è mancato qualcosa: è mancato l'insegnamento vero, quello che ti permette di imparare. E loro vorrebbero imparare per poi magari iniziare un'attività per conto proprio. Ma dove? Qui nelle loro campagne? La pianura opprime un po'… Però in fondo c'è il richiamo delle radici. "E' stata un'opportunità per viaggiare, per vedere altre parti d'Italia. Capire se è più facile vivere ed abitare altrove. C'è però anche la voglia di tornare qui, dove sei nato e cresciuto. Gli stranieri usano tanto il WWOOF con questo scopo, soprattutto gli Americani: fare una vacanza, girare l'Italia facendo del volontariato e spostandosi da un'azienda all'altra."
Ma se ti fermi poco alla fine ti trovi a far lavori di fatica: "Se ci sono animali, grandi pulizie delle stalle, togliere letame… Non ti insegnano perchè perderebbero tempo e dopo un po' tu te ne vai."

A Giulia piacerebbe tenere animali, ma si rende conto che serve prima una vera esperienza: "Girando così non arrivi a conoscerli veramente. Hai sempre un po' di timore a rapportarti perchè non sai come reagiscono."
Adesso stanno cercando qualche azienda in zona, per fare davvero un'esperienza che sia istruttiva e che permetta loro di valutare come organizzare il futuro. Chissà se sarà poi qui nella pianura o altrove? Nicola mi spiega la loro filosofia: "L'idea sarebbe di vedere altri posti e imparare cose. Magari scopri un posto dove ti trovi talmente bene che decidi di fermarti, oppure anche iniziare qualcosa per conto nostro, o con altri."

Ma non una di quelle grandi cascine di pianura così numerose lì intorno. "Non voglio avere lo stress che avevo prima lavorando in ufficio. Non mi va di partire con una mentalità aziendale, chiedere dei finanziamenti per iniziare e vivere con i contributi, lavorare anni per pagare quello che hai investito all'inizio. Altrimenti tornerei a fare quello che facevo prima, con più soldi e meno fatica. Il modello dev'essere quello dell'autosufficienza, dar via solo quello che produci in più all'interno di una rete, come si faceva una volta. Devi eliminare a priori l'idea di far soldi. Solo che alla fine sei costretto a farlo fuori dalle leggi, perchè oggi ti chiedono troppo. Un piccolo laboratorio artigianale, quanto ci metto a ripagarmelo? E' paragonato ad una grande realtà industriale, come norme, e un giovane non se lo può permettere."

Il mondo è cambiato dai tempi delle vecchie cascine i cui cancelli ancora si affacciano, decadenti, sulla strada dove abitano i genitori di Nicola. Loro non contrastano le scelte del figlio. "Anche loro, sono venuti via dalla città per abitare qui, fare l'orto. Però hanno il loro lavoro. Adesso che senso ha metter via i soldi per la pensione che non sai se te la daranno mai? Dove andrà a finire questo sistema, questa economia? Con le dinamiche attuali non puoi più pianificare, non riesci a fare programmi per il futuro." I genitori di Giulia invece sono preoccupati: "Quando mi vedono, mi chiedono sempre se riesco a vivere con quello che faccio."

Scorre la campagna dai finestrini dell'auto, una campagna di grandi estensioni, trattori che si danno da fare a trainare rimorchi carichi di rotoballe appena imballate. La chiacchierata con Giulia e Nicola è stata qualcosa di diverso, ma anche loro sono giovani che hanno avuto e vorrebbero continuare ad avere a che fare con il mondo dell'allevamento. Cercherò di aiutarli a trovare un'azienda adatta a loro per fare una vera pratica in questo campo. Certo, non un'azienda tradizionale nel senso stretto del termine. Credo però che ci sia spazio per tutti, anche per filosofie come quella di Giulia e Nicola. Hanno più ragione loro o il ragazzo che sogna di avere una grande mandria di vacche con tanti campanacci che risuonano il giorno della transumanza?

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    • Ragazzi vi appoggio in pieno anche io mi son stancata di fare lavori pesanti e stressanti che portan via salute e vita per quattro soldi…..se avete bisogno di due braccia in piu io ci sono molto volentieri….metto soldi tempo e forze per cambiare la mia vita e aiutare chi come me crede ancora in qualcosa di pulito…

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