Cosa succede quando un ciclista…

Un giorno come tanti in alpeggio. Aria d'autunno, il sole che scalda lentamente la mattinata, le pecore che si allargano pigramente a pascolare intorno alle baite. I pastori che ne approfittano per fare un po' di quei lavori rimandati da tempo, ritirare attrezzature e materiale in vista della fine stagione. Ogni tanto uno sguardo al gregge, che si trova tutt'intorno alle baite, fin verso la strada. Le pecore dovrebbero prendere da sole la via giusta per salire nei pascoli dall'altra parte della pista sterrata.

Qualcosa però luccica sulle curve più a valle: un ciclista in sella alla sua MTB. Che c'è di strano? Niente… Ma da qualche tempo ogni elemento esterno rappresenta un motivo di allarme. Cosa succederà? Fino a non molto tempo fa il gregge si trovava in una zona dove il passaggio di estranei era pari quasi a zero e quindi non ci sono mai stati problemi di questo tipo. I maremmani fanno subito il loro lavoro, sentono l'estraneo prima ancora di vederlo… Ma quando lui vede loro si blocca ed inizia a guardarsi intorno visibilmente preoccupato. Dovessi aggiungere un fumetto alla foto sopra scriverei: "Dove c…avolo è il pastore?".

Il ciclista, ahimè, inizia ad urlare, anche se ha chiaramente sentito i richiami del pastore indirizzati al cane. Pure il cane ha sentito, ma ciò nonostante corre verso il ciclista che si era fermato, ma… sembra pronto a riprendere il suo viaggio con una fuga precipitosa! Le pecore intanto, spaventate dal trambusto (più dalle urla del ciclista che dall'abbiaiare del cane, a dire la verità), si sono girate tornando indietro verso le baite.

Finalmente il cane ascolta il pastore, che nel frattempo stava correndo in direzione del "problema": torna sui suoi passi lanciando sguardi con la coda dell'occhio al ciclista. Quest'ultimo risale cautamente in sella e prova a riprendere la sua pedalata verso la parte terminale del vallone.

Il gregge si è immobilizzato. Il ciclista pedala, il cane osserva, il pastore si sta avvicinando sempre più all'estraneo e l'altro maremmano, più a monte, non la smette di abbaiare sommessamente. 

Il pastore raggiunge il ciclista e lo scorta fino ad uscire dalla zona interessata dal pascolamento delle pecore. In sua presenza i maremmani si sono calmati ed hanno ripreso le loro posizioni in mezzo al gregge, pronti a ricomparire in caso di necessità. Il ciclista, visibilmente preoccupato, commenta l'accaduto con il pastore.

Ormai è abituato a vedere questi cartelli e sa bene cosa significhino. Ciò nonostante ha paura di questi grossi cani bianchi, ha paura di vederseli arrivare contro senza che nessuno riesca a richiamarli in tempo. Il pastore gli spiega che, se scende dalla bici, se sta fermo, se non grida, se non si agita, i cani non gli faranno niente, al massimo lo avvicineranno per annusarlo e sincerarsi che non si tratti di un pericolo. Un conto è dirlo, un altro farlo… specialmente quando magari uno ha paura dei cani in generale.

Questi poi sono cani che, visti in un contesto "normale", ispirano anche tenerezza, ma se devono svolgere il loro lavoro come guardiani e difensori del gregge lo fanno come si deve. Nel caso del ciclista tutto è andato abbastanza bene: si è dimostrato comprensivo, conosceva il problema, ha chiacchierato, ha chiesto al pastore come fosse andata la stagione, se avesse avuto problemi con il lupo. In altre occasioni invece escursionisti e turisti "aggrediscono" il pastore verbalmente, anche senza aver effettivamente riportato dei danni per causa dei cani (ma li leggono, i cartelli???). Purtroppo, con chi non vuole capire il problema, non si riesce a ragionare e non si riesce a spiegare il perchè questi cani siano lontani dall'uomo-pastore (a differenza dei cani da conduzione), perchè abbiano questo atteggiamento apparentemente feroce, perchè i pastori se ne siano dovuti dotare da qualche anno a questa parte.
Il problema è ancora maggiore quando devi farlo capire in pianura: se sei un pastore vagante, i cani stanno con il gregge tutto l'anno (e sono anche utili contro i lupi a due gambe, di notte… perchè l'abigeato non è un reato estinto): chi lo dice al podista o al ciclista inseguito in pianura o in periferia di una città che quei cani servono per difendersi dagli attacchi del lupo in montagna? Te ne senti dire di tutti i colori, l'ho sperimentato più volte in prima persona.
Serve una forte campagna di sensibilizzazione e soprattutto è necessario mostrare la realtà di chi in montagna, in alpeggio, ci vive e ci lavora. Quand'è che i media daranno spazio a questi temi?

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  1. Ciao Marzia.
    Turisti….si sapaventano pure se una gallina viene a beccare a un metro da loro!!!
    Figuriamoci se vedono un cane……
    Magari se vedono un lupo…ohhh che bello!!!

  2. Ok, però non devi schierarti sempre e solo a spada tratta a difesa dei pastori.
    La montagna è di tutti, non è solo dei pastori con i loro pascoli.
    Io che pratico moltissime escursioni mi sono trovato più volte a contatto con i cani pastori e ti assicuro che se avessi fatto un passo falso avrei ricevuto qualche morso.
    Già è difficile praticare escursioni nel periodo di apertura della caccia, d'inverno bisogna essere esperti nel muoversi e d'estate appunto bisogna stare attenti a non avvicinarsi ai pascoli.
    Sono un amante degli animali, soprattutto dei cani, eppure il pastore dovrebbe stare più attento ai suoi cani dato che nel periodo estivo il numero degli escursionisti è altissimo.
    Saluti, Riccardo.

  3. Marzia, mi ricordo un'estate, siamo andati sulla Majella con i tre figli in età scolare, arriviamo in cima, vorremmo scendere per guardare il mare, la montagna e il gregge di pecore lì vicino.

    Mio marito scende dall'auto e si è avviato verso i pastori, dal gregge sono arrivati 4 o 5 abbruzzesi/maremmani al galoppo in direzione auto, abbaiando, i pastori ridevano e ci dicevano di non preoccuparci . . .  io e i figli siamo tornati precipitosamente in auto e non siamo più scesi!

    Quei cani sono dei "bestioni", anche solo per la mole incutono timore! A chi, come me, ha paura dei cani!
     

    Ciao, R
     

  4. @#1: no, per fortuna c'è turista e turista! io sono stata semplice turista per anni, prima di entrare poi a far parte di chi in montagna ci lavora. i turisti sono una risorsa per gli alpeggi, specie per chi vende formaggio o fa attività agrituristica. però ci va RISPETTO RECIPROCO!
    @nadine: grazie della segnalazione
    @riccardo: evidentemente non ci siamo capiti dal principio… i pastori sono i primi a mal tollerare questi cani che, a fronte dei benefici (difesa dal lupo) causano loro innumerevoli problemi. come spiego in questo post e in molti molti altri, questi cani devono stare con il gregge, in mezzo al gregge, alle estremità del gregge. il pastore è uno, al massimo sono due e non possono, neanche volendo, essere ubiquitari quando il gregge è al pascolo. come fai a stare "attento ai tuoi cani", come dici tu? quando tiu accorgi del problema, se l'ecursionista si comporta correttamente secondo le regole indicate sui cartelli, richiama il cane e tutto finisce lì. se invece si inizia ad urlare, tirare pietre, gesticolare… il cane fa il suo mestiere.
    la montagna è sì di tutti, ma… se permetti, prima viene chi paga l'affitto e lavora… poi chi viene lì per divertirsi e svagarsi.
    nella testa di tutti non è ancora entrato questo concetto, che la montagna sia innanzitutto un luogo di lavoro. perchè non consideriamo il campo di grano "di tutti"? o il cortile di una casa? 
    #fiordicactus: ennesima conferma del problema… solo che, se si vuole il lupo, bisogna mettere in conto che ci saranno questi cani in giro ed il pastore non può nè tenerli al guinzaglio, nè metter loro la museruola

  5. Da anni vado in montagna come escursionista facendomi accompagnare da un'arma micidiale ma silenziosa: se i cani (o il pastore che non li richiama per tempo, vuoi per suo divertimento o perchè assente) non rispettano il mio diritto di passaggio, allora…. io non rispetto i cani, e se del caso, nemmeno il pastore…. e poi: il lupo è un problema suo, non deve diventare mio a causa dei cani.

  6. @#6: caro anonimo, non voglio sapere quale sia la tua arma… sbaglia il pastore che, se presente, non richiama i suoi cani. ma il tuo atteggiamento arrogante non mi sembra una buona base per un dialogo e per far capire gli eventuali errori e gli atteggiamenti sbagliati di ambo le parti.
    il lupo è un problema di tutti. lo fosse solo per il pastore e non fosse la società a proteggerlo, il pastore si sarebbe già armato di fucile e l'avrebbe combattuto, così come hanno fatto in passato i pastori del'altro secolo

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