Ah, la Svizzera!

Una breve, brevissima vacanza. Nemmeno tre giorni, una vera e propria toccata e fuga, ma ci voleva un attimo di stacco, di respiro. Anche quest'anno la meta è stata la Svizzera, anche quest'anno ho lasciato l'Italia passando dal Sempione. Già lungo la strada, prima di arrivare a Domodossola, nonostante la stagione non fosse quella in cui mi aspettavo di veder pecore in fondovalle, ho visto un gregge al pascolo lungo il Toce.

Poi via, oltreconfine. E allora può capitare di fotografare una fontana con annessa statua a Brig. E la statua è una capra… Brig è una cittadina, mica un paesino di montagna sperso tra i monti! Ve lo ricordate, qualche anno fa, quando mi mandavate le foto di monumenti a tema pastorale?

Ma la meta del primo giorno non erano città e monumenti. Si pensava che quel primo giorno di vacanza fosse dedicato a qualcosa di completamente diverso: montagna sì, ma quella alta, quella che solitamente non si frequenta, andando per alpeggi e pascoli. Salendo con la funivia però ci si poteva già rendere conto come anche questa località turistica così affollata, così conosciuta, fosse una sede d'alpeggio. E dal finestrino della cabina ecco uno scatto di un grosso alpeggio, con baita, stalla e pascoli circostanti. Le vacche, una mandria di Brune, erano poco lontano.

Più in alto però, già ad alta quota, altri avvistamenti. E questa volta sono pecore. Pare impossibile, o più che altro l'incredulità è dovuta al fatto che proprio non ci si aspettava pecore quassù. Un buon numero pare gradire la base dell'ultimo pilone della funivia come luogo per il riposo notturno (ma pure diurno, con questo caldo!). Adesso però è ora di lasciarsi alle spalle pascoli, pecore e tutto il resto del mondo pastorale, ci si incammina a vedere quello che da tempo sognavo di ammirare dal vivo.

Il ghiacciaio dell'Aletsch, uno di quei fenomeni della natura che ogni amante della montagna credo vorrebbe visitare almeno una volta nella vita. Il caldo assurdo di questi giorni (sì, faceva caldo anche là!) fa riflettere su quanti avranno ancora la possibilità di ammirare un simile spettacolo, visti anche i segni evidenti del suo ritiro. Ma… sì, quelle in primo piano tra le rocce sono pecore. Ed infatti per tutto il corso del sentiero alto, e poi anche in seguito, si incontrano numerose pecore. Pecore libere, senza sorveglianza, senza recinti, senza… stress! E dove volete che vadano? In alto le creste rocciose, in basso il ghiacciaio. Ed evidentemente nessun predatore.

Anche lungo la via del ritorno altri incontri, ancor più ravvicinati. Questa è una razza locale, sono le Pecore dal naso nero del Vallese. Strane per chi è abituato ad altre taglie, altra morfologia, ma sicuramente uniche nel loro aspetto. Non hanno alcuna paura, si spostano appena al passaggio dei numerosi turisti di ogni parte del mondo che percorrono incessantemente il sentiero.

Anche se la vacanza voleva essere uno stacco… Non c'è niente da fare, la malattia è la malattia! E poi come si fa a non fotografare un panorama del genere? Senza le pecore in effetti mancherebbe qualcosa, la loro presenza non fa che completare il paesaggio. Sarebbe sembrato tutto troppo finto, perchè in effetti la grandiosità del ghiacciaio è così immensa da sembrare uno schermo, uno sfondo. Non ci si rende conto di quanto sia vasto se non quando si vedranno delle persone camminarci su: dei minuscoli puntini nel ghiaccio che si estende in lungo ed in largo nella valle.

Alla fine del sentiero un cancello a molla ed una rete che delimita lo sbocco del pascolo, poi un cartello come da noi non ne ho mai visti. A parte il fatto che non finirò mai di apprezzare le paline svizzere, chiare e perenni, a differenza delle "ecologiche" paline in legno che si vedono da noi, che dopo pochi anni sono illeggibili… Non conosco il Tedesco, ma con quelle poche parole che so credo che il cartello basso dica qualcosa come: "ATTENZIONE alpeggio delle pecore. Tenere i cani al guinzaglio".

Voltate le spalle al ghiacciaio, si scende a piedi a Bettmeralp, villaggio turistico dove non circolano auto, se non silenziose vetturette elettriche. Quassù tutto è a misura di turista, turisti dal portafoglio gonfio, visti i prezzi di qualunque cosa, a partire da un gelato. Ma nessuno di questi turisti pare essere scandalizzato o infastidito dal mondo che inizia appena oltre l'ultima casa: animali al pascolo, territorio d'alpeggio.

Lungo i sentieri si attraversano più e più volte le recinzioni, ma ogni volta un qualche accorgimento permette di superarle agevolmente senza prendere la scossa. Fotografo diversi esempi di questi attraversamenti: maniglie, cancelli e così via. Centinaia e centinaia di persone passano qui ogni giorno, ciascuno apre, sgancia, richiude con cura. Questione di cultura? Semplice rispetto per il lavoro altrui?

C'è chi si tuffa e chi nuota nel laghetto. Ci sono giovani, bambini, adulti, molta gente in questo caldo pomeriggio di sole. Eppure sembra che non vi sia nessuno, si sente appena il chiacchiericcio delle persone, qualche risata squillante di un ragazzino, ma niente più. Il suono predominante, insieme al vento, sono le campane chamonix al collo di queste reines al pascolo a poche decine di metri dai turisti. Non ci sarebbe niente di speciale, niente da dire, su tutto questo. Però penso alle lamentele italiche di chi va in vacanza in montagna e poi si reca in Comune perchè le campane delle vacche disturbano il suo sonno… Gli stessi che magari di giorno urlano invece di parlare, che turbano la quiete della montagna con un quad, una moto, una radio a tutto volume. Non sono esterofila, amo l'Italia, ma perchè ogni tanto mi viene una fortissima tentazione di emigrare in posti così?

Bettmeralp non è un luogo incantato come questo scorcio potrebbe far credere: ci sono anche brutture architettoniche, negozi di souvenirs kitsch, una folla di turisti e casette nuove costruite in stile. Ma non era qui che cercavo la realtà d'alpeggio, tutto quello che ho raccontato e vi ho mostrato è stato un extra. Nel secondo giorno di vacanze invece speravo davvero di avventurarmi nella montagna vera dei pascoli… Ve lo racconterò la prossima volta!

  1. ciao,marzia.sono dado. questi giorni sto trascorendo delle mie vacanze dai miei genitori in serbia.come hai gia´ visto ho cominciato a fare le foto dei pascoli(qui pero´ e tutta pianura :-D) …….ho letto il tuo articolo ora.bellissimo,specialmente il passaggio dove "i turisti" si vanno a lamentare per i suoni delle campane. pensa che di qui nel paesino, dove sono ora, ed ancora tanti altri per fortuna,le mucche fanno la "transumanza diurna" cioe´ la mattina il pastore le raccoglie tutte dal paese e le porta ai pascoli tutto il giorno ed la sera le riporta a casa.benche questa e una cosa da sempre ora ci sta pure qui chi storce il naso perche le mucche sporcano,puzzano,e pascolano l'erba durante il ritorno…….per fortuna sono ancora una minoranza.stasera vado a riprendere il rientro poi metto le foto,se ti farebbe piacere vederle. cmq buone vacanze svizzere……..

  2. @dado: purtroppo la vacanza è durata poco, solo 2 giorni e mezzo…
    che belle cose che mi racconti, purtroppo qui da noi si stanno perdendo le tradizioni in nome di grandi numeri e speranze che la crisi sta trasformando in illusioni

  3. @marzia. appena rientro dalle vacanze(che quest'anno sono molto lunghe )ti faccio un riassunto con le foto e video se vuoi utilizzare per un piccolo spazio nel tuo blog

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