Definire le belle giornate

Le previsioni erano buone, quindi c'era la speranza di poter passare qualche bella giornata al pascolo. Però qual è una bella giornata in montagna? L'altro giorno, chi si è liberamente ispirato al mio blog per scrivere un articolo su "La Stampa" ha fatto sembrare che questa sia un'estate di nebbia, ma le giornate di nebbia in montagna ci sono sempre state ed in certe località più che altrove. Forse attualmente io mi trovo a frequentare una delle località più facilmente predisposte a questo fenomeno, per la sua posizione territoriale. La pianura lì vicino, correnti d'aria, contrasti termici e tutti i vari ingredienti per questo fenomeno atmosferico. A dire la verità il pastore dice che questo è ancora un anno relativamente "buono", perchè di giornate di "quella nebbia" ce ne sono state poche, per ora. Anche se, su 55 giorni d'alpeggio, per adesso si sono registrati 7 giorni di sole e qualcuno in più, forse una quindicina, senza nebbia.

A volte, al mattino quando apri il gregge ci sono già i nuvoloni, ma anche sprazzi di cielo azzurro ed il sole. Non fa più freddo come nelle settimane precedenti ed il calore che invade nuovamente la pianura non fa altro che facilitare la formazione di nebbia e nuvole basse qui sulle pendici che si alzano ripide verso l'alto.

E infatti arriva, arriva la foschia più o meno densa, che va e viene mentre il gregge sale verso i pascoli più alti dove i pastori lo indirizzano anche per quel giorno. L'erba sta cambiando colore, le punte già ingialliscono e bisogna pascolare a fondo le cresce ed i pendii sottostanti prima di cambiare versante, prima di tornare più in basso. Non si sa mai, magari a breve si vedrà anche la neve? Lo scorso anno era Ferragosto quando passavano fiocchi bianchi.

Altre volte invece già al mattino la foschia avvolge le cime ed il gregge si avvia verso quei vapori che lo inghiottiranno, coprendolo alla vista e rendendo la giornata di lavoro più faticosa. Ci si incammina, zaino in spalla, senza dimenticare giacca e sovrapantaloni, e pure l'ombrello, perchè… le previsioni possono anche essere buone, ma quassù non si può mai sapere cosa accadrà, persino quando al mattino il cielo è limpido e terso.

E la nebbia immancabilmente arriva di nuovo, ma non è nemmeno delle peggiori. Infatti un po' di visibilità c'è ancora. Dopo un giorno, due, tre inizi ad avere voglia di poter guardare lontano, di poter spaziare con lo sguardo, ma a volte non ti è consentito fino a sera, quando però cala l'oscurità e la pianura è un lento accendersi di luci gialle ed arancioni. Magari laggiù in pianura si lamentano per il caldo, per l'afa, ma qui tieni la camicia ed anche una maglia quando smetti di salire e ti fermi a sorvegliare gli animali.

La salita del gregge è lenta. Certi giorni sembra che nemmeno gli animali abbiano volta di mettersi in cammino su quei pascoli così ripidi, così avari di erba buona, ma sui quali generazioni di pastori hanno sempre sfamato le loro greggi. Qua e là, sapendola cercare, la pastura giusta c'è, solo che si sta impoverendo sempre più, da quando i pastori sono costretti a far rientrare gli animali al recinto tutte le sere.

Quando nel tardo pomeriggio il cielo si squarcia in giochi di nuvole e raggi di sole sembra di volare ed anche quella montagna aspra dimostra di avere fascino. Gli animali però hanno approfittato della nebbia per fregare il pastore: qualcuno è lì dove dovrebbe essere, ma altri sono scesi in basso e risaliti dall'altra parte per raggiungere i pascoli ancora interi, quelli che sono destinati alle settimane successive. E allora bisogna correre, approfittare della temporanea visibilità per raggiungere il giusto posto di osservazione da cui mandare i cani a girare indietro le pecore.

Nebbia ancora anche il giorno successivo. Dal fondovalle i messaggi di chi può sedersi davanti al computer a guardare le previsioni meteo continuano a dire che sarà una bella giornata… Ma la nebbia pare ancora più fitta, forse in proporzione al bel tempo ed al caldo di cui si gode in pianura. Bisogna fare attenzione in cresta, che gli animali non scendano nei pascoli del vicino. Ma non bisogna dimenticarsi che alcuni, la sera prima, hanno assaggiato l'erba ancora intera dall'altra parte, quindi sicuramente cercheranno di tornare lassù. I pastori pranzano quando riescono e ben sovente è più ora di merenda che non di pranzo, quando ci si siede su di una roccia in un punto che dovrebbe essere panoramico, per tentare di tenere sott'occhio il gregge.

Quel che resta della giornata è tutto uno scrutare inutilmente nella densa foschia, indovinando la posizione degli animali dal suono delle campane. I sensi del pastore sono allenati a questo mestiere e tanto è buona la sua vista nelle belle giornate, tanto è fine il suo udito in questa nebbia. "Ma questa è ancora una bella giornata, perchè quelle veramente brutte sono ancora un'altra cosa, con la nebbia che bagna e che non si toglie da mattina fino alla notte." Ed i cani abbaiano laggiù nel nulla verso cui si sforza di distinguere qualcosa. E' opprimente e frustrante nello stesso tempo, anche se si è ad oltre 2000 metri di quota, dove dovrebbe dominare il senso di libertà e lo spazio infinito.

Come diceva il pastore, non era una giornata delle peggiori, ed infatti a sera la nebbia si alza ancora. Le pecore si stanno incamminando da sole verso il recinto, ma è comunque necessario fare tutto il giro per vedere dall'alto se ci siano degli animali che si sono attardati da qualche parte, su di una cengia o sotto una balma, per mandare il cane e farle rientrare per metterle al sicuro. Anche se il grosso del gregge sarà al recinto verso le 20:00, gli ultimi animali arriveranno verso le 21:30.

E poi arriva la nebbia, quella vera, quella che pima, come dice il pastore. Quella che ti bagna da capo a piedi, quella che ti copre i capelli di goccioline che cadono sul viso mentre cammini. Quella che intride i vestiti, quella che è spinta dal vento, ma comunque non se ne va. Ed il lento serpentone delle pecore non vuole davvero incamminarsi, quella mattina. Abbaiano i cani, i pastori chiamano le pecore, ma ci vorrà tantissimo tempo prima che si raggiungano i pascoli in una marcia lentissima. "Marcano il tempo, arriverà la pioggia…

 

Questo è andare al pascolo nella nebbia. Il video rende solo in parte l'idea, perchè certe cose bisogna viverle davvero per capirle fino in fondo. Le pecore erano lì, appena sotto di me, eppure non si vedono. Senti solo i suoni, pure quelli attutiti e d incerti nella loro provenienza. Eppure il pastore manda con sicurezza i cani ora ad abbassare, ora ad alzare il cammino del gregge, per indirizzarlo verso i pascoli che verranno mangiati quel giorno.

Forse è anche pittoresco da vedere adesso, in foto, ma pensate a cosa significhi lavorare in condizioni simili. Devi conoscere la montagna, devi intuire il comportamento degli animali. Solo anni ed anni di esperienza ti permettono di sopravvivere a giornate così. "Sarà per questo che conosco ogni pietra… Perchè non potendo guardare lontano vedo e memorizzo quello che ho sotto i piedi." E c'è poco altro da guardare, ma con la nebbia a me pure il sentiero percorso nei giorni precedenti sembra differente.

Sarà così fino nel pomeriggio, con momenti di maggior chiarore ed altri più oscuri. Il sole filtra ed in alcuni momenti scalda, in altri tocca aggiungere una maglia. Poi, quasi verso sera, la nebbia prima si alza, poi inizia a squarciarsi, facendo capire che davvero da qualche parte è stata una bella giornata.

E così all'improvviso ecco le montagne, ecco i pendii, ecco il gregge. Nuovamente è come svegliarsi da un brutto sogno. Alle nostre spalle però ci sono anche nuvole che forse porteranno la pioggia? La pausa è di breve durata, la nebbia non si è dissolta del tutto. Forse serve appunto un temporale o qualcosa di simile per garantire qualche ora di bel tempo. Ma ormai è quasi sera ed il sole si avvia a tramontare.

Anche il cane sembra guardare la nebbia, nella speranza che non ritorni. C'è più lavoro anche per lui, quando il gregge è avvolto da questa fitta cortina lattiginosa. Pochi minuti di sole e poi ancora nebbia fino a notte, quando il temporale arriverà e lascerà cadere qualche goccia di pioggia. Il rientro al recinto sarà particolarmente difficile, impossibile vedere davvero dove sono tutti gli animali, perchè era ancora troppo presto quando la nebbia si era squarciata…

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