I pregiudizi degli altri

Avevo dei ricordi abbastanza netti di quei posti, visitati nel 2004 e nel 2005 nel corso di altri lavori. Ma quest'anno, con una fitta nebbia, per qualche attimo mi sono sentita spersa. Poi però ha prevalso il senso dell'orientamento e ce l'ho fatta ad arrivare a destinazione.

Le baite le ho intraviste quasi all'ultimo momento, mentre salivo tra i pascoli cercando di evitare i fili tirati. Sono stati i cani ad avvistarmi per primi ed hanno annunciato abbaiando il mio arrivo. Ho scorto una figura vestita di azzurro, avevo trovato Alessandra, la giovane diciassettenne che stavo cercando. Lei è spesso presente su Facebook e mi aveva colpita perché spesso aveva pubblicato frasi amare sulle prese in giro che doveva subire a scuola a causa delle sue origini di marghera. Adesso lei e la sua famiglia sono nel tramuto inferiore dell'alpeggio, che non è collegato alla strada, manca davvero poco, qualche centinaio di metri tra i pascoli.

Quando entro nella baita, c’è tutta la famiglia al lavoro: la mamma alle prese con la toma nell’enorme caldaia sul fuoco, il papà e la piccola Cristina che osserva timida, tra un gioco con il gatto ed un libro da colorare. Alessandra in principio fatica a darmi del tu, era più facile scambiarsi battute su Facebook, ma poi finalmente il riserbo iniziale si scoglie e si può iniziare a chiacchierare con tutta la famiglia, tra le domande che voglio rivolgere a lei e le informazioni che ogni tanto aggiungono anche i suoi genitori. “Io so mungere, a mano ed a macchina, il formaggio l’ho visto fare tante volte, ma le tome non le ho ancora mai fatta perché dovrei mettere le pietre in tasca per non volare nella caldaia!

Alta e magra, Alessandra non ha la struttura fisica più robusta di sua mamma, che tira su una dopo l’altra le rairole con la toma da impastare. Poi, con un’abilità frutto di anni di esperienza, avvolge il telo fino a dare una  perfetta forma cilindrica al formaggio. Lo liscia ancora con una mano e passa al successivo. “Vengono migliori così che non nella forma, escono più rustiche quando maturano. E’ un qualcosa che si va perdendo, lo avevano detto anche quelli dell’Istituto di Moretta quando erano stati da noi per la Toma di Lanzo”, commenta la donna.
Alessandra ha trascorso qui tutta la sua vita: “Mi hanno portata qui che avevo quattro mesi. Abbiamo sempre avuto bestie, già i miei nonni. Siamo margari, è dodici anni che andiamo nella stessa cascina in pianura, ma i miei ne hanno cambiate tre in ventidue anni.

Io l’ho visto aggiustare, questo alpeggio. Sono quarantadue anni che salgo qui”, completa il padre. Questi alpeggi sono privati, la ristrutturazione è avvenuta per opera del proprietario, utilizzando la possibilità di avere accesso a fondi regionali.
Alessandra adesso è libera dagli obblighi scolastici. “Finalmente la scuola è finita. Ho fatto l’alberghiero perché ormai obbligano a studiare e l’agrario per me era più difficile. Subito pensavo che fare la cameriera potesse essere il lavoro adatto a me, ma poi mi sono resa conto che non vedevo l’ora di tornare a casa, dalle bestie, quello non era il mio habitat! Adesso, se mi chiameranno per fare qualche ora il sabato o la domenica ci andrò per guadagnare qualche soldino, ma altrimenti aiuterò a casa.
Anche durante gli anni della scuola, una mano in azienda però l’ha sempre data e riuscirebbe anche ad essere autonoma, in caso di necessità, com'è già successo in qualche rara occasione.

 

I genitori sono senza dubbio soddisfatti dell’aiuto che la figlia presta in azienda. Inoltre bada alla sorellina Cristina, di soli quattro anni, sollevando la madre del compito di sorvegliarla e seguirla mentre intenta in altri lavori. “Loro sono abbastanza contenti, però il futuro è incerto. Io vorrei continuare, andare avanti con le bestie, se si riesce. L’importante è che si possa fare… Il mio sogno è di fare questo mestiere, dare il meglio di me, ma anche trovare qualcuno che mi possa aiutare, un ragazzo che faccia questo. Ai giovani marghè piacciono le altre…
Le parole di Alessandra sottintendono molte cose: lei forse è uno spirito più riservato, una ragazza meno appariscente di tante coetanee più ambite, ma è anche semplice e genuina, con un bel sorriso che ogni tanto si apre tra le parole serie che pronuncia mentre parla della sua vita.
I compagni di scuola non capivano, quelli non sanno nemmeno com’è fatto un animale, mi prendevano sempre in giro, me e la mia famiglia, perché ho le bestie, perché faccio questa vita. Sono meglio gli animali delle persone, perché capiscono di più loro. Amici ne ho, sono tutta gente che ha le bestie, anche più vecchi di me. Poi c’è il telefono… Con questo mi collego a facebook e allora lì ho tanti amici nelle altre vallate, in Val di Susa, ragazzi e ragazze della mia età. I miei trovano da dire che sono sempre lì con il telefono, ma poi vengono anche loro a vedere le foto.
A scuola Alessandra ha imparato anche le lingue. “Inglese e Francese, che non so a cosa mi serviranno. E pensare che, quando sono andata alle elementari, sapevo solo il Piemontese e non parlavo mai Italiano, come mia sorella adesso. Eppure ce l’ho fatta.

L’alpeggio, la montagna sono qualcosa di fondamentale nella vita di questa ragazza, che non potrebbe immaginare di trascorrere un’estate in pianura. “Quando fa bello, allora tutto è bello su di qui. Però da noi passa poca gente, quelli che salgono vanno oltre, ai laghi. Mi piace la montagna, mi piace camminare, non vedo l’ora che sia il momento di venire su. Saliamo con i camion fino al paese nel fondovalle, poi ci sono tre ore da camminare per arrivare qui. Attacchiamo i rudun, la transumanza è una bella festa. Le tramie invece sono una faticaccia, c’è sempre un po’ di tensione per tutto quello che c’è da fare.” 

In questa vita complicata Alessandra è nata e vuol continuare nonostante siano tempi duri. “Si guadagna poco. La strada è chiusa al traffico e la gente non viene su a comprare una toma intera per metterla nello zaino. Poi ci sono i cinghiali che rovinano tutti i pascoli, è un vero disastro.
Qui si produce la celebre e rinomata Toma di Lanzo e non si può pensare di ovviare al problema con forme differenti per peso e dimensione, che ne cambierebbero le caratteristiche. Il futuro di Alessandra dipende quindi anche dalle scelte politiche per la montagna e la valorizzazione dei prodotti. “Abbiamo vacche, Valdostane e Barà, poi qualche capra. A me piacerebbe tanto un agnellino, ma mio papà non vuole perché dice che le capre lo picchierebbero. Però lui una volta aveva le pecore…”.

I genitori escono dalla baita, bisogna portare al pascolo le vacche, dove i fili sono già stati tirati. Alessandra prende per mano la sorellina e si incammina dietro agli animali. Sorride, mentre si avvia con lei, bastone in mano, tra i pascoli avvolti della nebbia. Credo che anche lei troverà il suo margaro con cui formare una famiglia e continuare questo mestiere. Forse è difficile che due persone un po’ schive si incontrino, specialmente facendo questo mestiere, ma ha solo diciassette anni, Alessandra…
 

 

Non può mancare, in questi pascoli, anche una reina. Rappresenta un capriccio, un qualcosa di più oltre agli animali da reddito, una grande passione. Oltre alla Val d'Aosta, anche nelle Valli di Lanzo e nel Canavese la tradizione delle battaglie è ancora molto viva, così non è inusuale vedere alcuni di questi animali nelle mandrie dei margari piemontesi che salgono in alpeggio da queste parti.

Mi avvio per tornare alla mia auto parcheggiata poco sotto, osservata dagli animali al pascolo. Alessandra mi ha assicurato che da queste parti si gode di una splendida vista, ma purtroppo questa non è la giornata giusta. Ancora una volta la nebbia a far da sfondo alle mie immagini…

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  1. Ciao Marzia… bhe Alessandra non l’unica a subire pregiudizi.. abbiamo la stessa età; e frequentiamo lo stesso tipo di istituto e anche per me è la stessa vitaccia grama… se hai le bestie se sai sbrogliarti con gli animali se vieni dalla montagna.. 6 vittima di pregiudizi…in classe a volte parlo con i compagni e solo la figlia di un macellaio che è diventata mia amica mi capisce, gli altri giudicano e basta!!!
    Il mondo e tanto meno i giovani di oggi non sa ke arriviamo tutti da famiglie contadine e il latte si DEVE mungere non si trova mica nel tetra pak!!!! Nadine

  2. Guarda ora mai io ho finito e ho sempre sopportato perk nn bisogna ascoltare fare finta di nulla …. quando saranno piu grandi capiranno k semza le micche nn farebbero gli yogurt, il latte k tt i giorni bevono , ecc dobbiamo essere solo fiere di cio k vogliamo fare e k fanno i nostri genitori per mantenerci e farci vivere i tempi si una volta …..

  3. Ciao Marzia
    leggo sempre con interesse le storie vere che racconti, anche se la mia vita non c'entra niente con i pascoli l'argomento mi piace molto. Auguro ad Alessandra la vita che desidera e penso sia molto più fortunata dei suoi compagni, perchè li supera per intelligenza e sensibilità.
    Non sapevo chi fossero i margari così cercando su internet ho trovato questa tesi che forse ti potrebbe interessare
    http://www.movimentoregionalista.org/download/ilregionalismo/Tesi%20sui%20Margari.pdf
    baci
    Annagiulia

  4. @#2:Io non è questa vita ke voglio fare però.. spero di riuscire ad aprirmi un ristorante mio un giorno…cercando di valorizzare al max il mio territorio e i suoi prodotti!
    Ma questa vita grama la conosco bene o origini margare nonni zii hanno bestie, e ho delle pecore roaschine frequento regolarmente l’alpeggio degli zii e amo i monti ke sono la MIA vera casa..penso basti per definirmi una buona voce di questo blog!
    Nadine

  5. @nadine: bisogna essere forti… verrà il momento in cui la vita darà il giusto riconoscimento e si capirà qual è la vera ricchezza!
    quando ero bambina mi prendevano in giro perchè avevo i vestiti fatti da mia nonna (che era stata una sarta in francia, prima della guerra)… ma oggi penso che sia ancora più dura, con tutte le imposizioni della moda e dei modelli che ci passa la TV
    …in bocca al lupo per i tuoi sogni!!!
    @#2: speriamo che capiscano, ci sono anche tanti adulti che continuano a con capire nulla!!!!
    @annagiulia: vado a vedere, ma credo di conoscere già quella tesi. grazie

  6. ciao marzia sono un ragazzo campano,comprendo del tutto alessandra,perkè io con 20 pecore e un cavallo non ho trovato ancora una ragazza con la mia stessa passione (gli animali la montagna e tutto il resto),ma non preoccupiamoci perkè un giorno anke noi saremo una specje protetta.  : )

  7. Hihihi …. ma si abbiamo tempo per trovarne uno k disprezzerebbe solo gli aminali meglio stare cosi … k tanto nn so sta male ….. poi siamo giovani dobbiamo divertirci …..

  8. marzia solo tu puoi aiutarci organizzando un pastore party  : ) ,poi tra l altro abbiamo la malattia per gli animali ma non siamo mika brutti .

  9. @#9: bella l'idea del pastore party!
    per lo meno proverò ad organizzare una presentazione invitando tutti gli intervistati quando il libro uscirà… a cui ovviamente potranno partecipare anche tutti i giovani allevatori che lo vorranno!

  10. la protagonista di questa storia,mica la ragazza delle foto,perkè se è lei cè poco da indiscriminare anzi complimenti a mamma e papà!!!!!!

  11. ti dirò qualcosa di me:mi kiamo cosimo ho 32 anni,abito in provincia di benevento ai piedi del monte taburno-camposauro inun paesino di circa 2000 abitanti.non faccio l allevatore x mestiere ma ho una grande passione x gli animali,ho 20 pecore di razza laticauda ke stamattina ho tosato x la seconda volta,e poi cè il mio amore stella, una cavalla di 5 anni bianca-nera e marrone ke ho cresciuto con il biberon e ke tra qualke giorno partiremo x il campeggio sulle nostre montagne(xkè ame il mare nn piace) a fare le ferie.

  12. Pingback: E’ tutto uguale come sempre – Di terre, pietre, erbe, bestie e persone

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