Ordinario maltempo

Passano lenti e veloci insieme, i giorni lassù. Sembra ieri quando si è lasciata la pianura, eppure si avvicina la fine di luglio. Le giornate di tempo accettabile sono state poche, quelle ottime si contano sulla punta delle dita di una mano, mentre le altre abbondano. Una strana estate, per adesso sicuramente i pastori non la ricorderanno tra le migliori, dal punto di vista atmosferico. Meno che meno quelli che si occupano anche della fienagione nel fondovalle ed in pianura. Girando tra le valli, qua e là si vedono cumuli di fieno marcio di un colore scuro che nessuno spera più di poter imballare.

In certe vallate, in certi alpeggi poi il tempo è brutto anche quando altrove c'è il sole. I toponimi non vengono mai dati a caso, questo si sa. Anche quando apparentemente c'è "solo" un po' di nebbia, meglio aver sempre dietro l'ombrello. In quei posti che già i vecchi avevano definito infernali, cercare di convivere con il lupo senza danni è una lotta praticamente persa in partenza, per quanto si cerchi di mettere in pratica tutti gli accorgimenti per la difesa.

E così, alla fine di una giornata di nebbia fittissima, pioggia e temporali, sono i resti di ben tre pecore quelli che i pastori ritrovano la sera. La loro presenza, quella dei cani, l'aver evitato di salire in alto dove è ancora più difficile pascolare non è bastato. Ha la voce rotta dall'emozione ed incrinata dalla rabbia, il pastore. "Proprio al mattino stavo mungendo una capra e quella pecora mi è venuta davanti, si è fermata ed ha belato. Mi sono detto che è una bella soddisfazione avere una bella pecora che sia anche brava e che viene a salutarti al mattino. E' stato il suo ultimo saluto perchè alla sera ho trovato solo più questo: la testa, un po' di pelle, la spina dorsale ed una gamba." Gli altri due animali erano tra quelli presi in guardia, inoltre mancano pure due agnelli.

Pioggia e nebbia anche il giorno successivo all'attacco. Si rientra mestamente al recinto, manca poco alla salita all'alpeggio alto, quello dove si trascorrerà gran parte della stagione. Lassù non ci saranno nemmeno quelle piccole comodità essenziali di cui si è potuto godere fino ad ora. Anche solo per poter ricaricare il telefonino bisogna scendere a valle. Si è provato con un piccolo caricabatterie solare, ma la nebbia costante non permette di raggiungere una carica sufficiente.

In certi giorni, apparentemente così così, basta poi un attimo per vedere arrivare una nuvola di fantozziana memoria. Prima increduli, si osserva il suo incedere nella valle. Grandine? Ad occhio nudo si vedono quelli che si riveleranno essere enormi gocciolono d'acqua che colpiscono il suolo producendo un fragore udibile a distanza. Per fortuna quel mattino il tempo era stato migliore, così almeno qualcosa lassù era arrivato, con l'elicottero.

A volte ci sono delle illusioni di tempo migliore. Il gregge al mattino è baciato dal sole, ma alle quote maggiori già si vedono nebbie e nuvole. Sono davvero gli ultimi giorni prima della salita, un'altra piccola transumanza. Le pecore su quei pascoli sono già salite, ma il pernottamento di uomini ed animali fino a quel momento era stato più in basso. Quel giorno si pascola un po' di ricrescita dell'erba già brucata ad inizio stagione, così d'autunno ci sarà un pascolo migliore. Ma poi sarà proprio ora di andar su.

Alla sera giochi di luce sembrano indicare quella che sarà la prossima meta. Salire con tutto a spalle, dover partire almeno 2 ore prima se occorre essere in fondovalle per qualche formalità burocratica. Trovare il sasso giusto dove la linea del telefono non cade. Avere pane fresco solo se sale qualcuno a trovarti… Tutte cose che non ti immagini nemmeno, se non le vivi.

Ancora cielo nuvoloso verso sera, ma quaggiù le temperature sono accettabili. Come sarà poi una volta saliti a 2.000 metri? Poco per volta le pecore vengono indirizzate verso il recinto. E' un cammino di una lentezza incredibile, a volte serve un'ora per percorrere spazi brevi con tutto il gregge. Niente a che vedere con quelle corse in pianura per star dietro agli animali incanalati lungo una strada.

E poi ecco che gli animali ed i loro pastori sono saliti. Si pascola anche tutt'intorno alle vecchie baite e sarebbe bello che il tempo tenesse così, con una visibilità ottimale. La vita quassù sarebbe difficile lo stesso, ma per lo meno la sera vedresti i tuoi animali, senza rischiare di dimenticarne qualcuno fuori dalla rete…

Come sempre, il sole del mattino non è garanzia di bel tempo, specialmente se in pianura fa caldo. Le pecore vengono lasciate pascolare a piacimento sui ripidi pendii, dove sarebbe troppo pericoloso guidarle con il cane. Il gregge si divide in tanti gruppetti, come sempre accade in un territorio del genere. Ci sono poi singole pecore che avrebbero la tendenza ad isolarsi, contrariamente a quel che si crede per animali gregari come questi. "Erano le pecore che una volta uscivano più grasse a fine stagione perchè andavano a cercarsi l'erba migliore. Adesso che bisogna chiuderle tutte le sere sono quelle che patiscono di più."

La sera, dal freddo gradino in pietra della baita, si vedono le luci della pianura accendersi a poco a poco. Grossi nuvoloni solcati da lampi si spostano nel cielo e tu, lassù, ti chiedi il senso di tante cose. Ti senti piccolo e grande insieme. Piccolo perchè una nullità rispetto a tutte quelle luci, tu che a malapena riesci ad avere una fioca luce nella tua baita pericolante. Ma grande, perchè puoi vedere tutto quello che ti circonda e sai cose che gli altri, laggiù in pianura, non conosceranno mai. Il guaio è che tante volte non capiranno nemmeno e, dalle loro scelte, dipende il tuo futuro.

La luna piena sale alta nel cielo ad illuminare le montagne. I cani abbaieranno più volte nel corso della notte, chissà se ad un lupo, ad una volpe, un capriolo o una semplice ombra? Il suo chiarore filtra dalla porta che non si chiude bene, dalle fessure tra le pietre, dai buchi nel tetto, chiusi con il nylon.

Ancora sole, sole e nuvole che avanzano. Nuvole che porteranno nuova nebbia, visto che le previsioni dicono che, almeno per quel giorno, non pioverà. Il gregge si avvia al pascolo, i pastori lo indirizzano verso il sentiero che porta oltre la cresta. L'erba "viene vecchia", bisognerebbe contemporaneamente pascolare in posti differenti, ma nello stesso tempo avere poi erba fino alla fine della stagione. Sembra facile, fare il pastore…

Sull'altro versante la nebbia arriverà ugualmente, ma meno fitta, meno compatta. Va e viene, i pastori cercano di non perdere d'occhio gli animali, guidandoli con i cani. Qui si riesce perchè i pendii, anche se ripidi e sassosi, sono comunque meno pericolosi che altrove. Quando invece la nebbia si fa più densa, il pastore si orienta con le campanelle. Più o meno sa che dove c'è una certa pecora individuata dal suono della campana che porta, ci possono essere o non essere delle compagne. …perchè sono proprio gli animali più propensi ad allontanarsi ad essere stati dotati di campane.

Verso sera compare il sole, ma le previsioni dicono che il giorno successivo ci sarà da aspettarsi pioggia e temporali. Comunque meglio godersi questa piacevole pausa che precede il rientro al recinto. Parte del gregge si è abbassato nei pascoli accanto alle vecchie baite e bisogna attendere che arrivi fin quassù per incamminarsi. Quella sera finalmente si dormirà nel nuovo alloggiamento… ma di quello avrò modo di parlarvi in un'altra occasione.

Come al solito, appena oltre la cresta ritorna la nebbia. Densa, fitta, umida, bagna i capelli ed i vestiti. Il gregge si incammina in una lunga fila e saranno necessarie diverse decine di minuti prima che tutti gli animali percorrano quel tratto abbastanza breve per scendere al recinto. C'è tempo a scendere ed andare a preparare la cena, così che i pastori possano trovarla già pronta e calda quando finalmente avranno terminato tutti i lavori. Difficilmente si prende il piatto in mano prima delle 22:00.

Come preannunciato, il giorno dopo le nuvole minacciose del mattino lasciano a malapena terminare i primi lavori di giornata. Poi, appena prima di aprire il recinto, già inizia a piovere forte. Sarà una giornata lunga e difficile, ma forse la pioggia allontanerà la nebbia? Quassù si arriva a sperare persino questo, quindi una bella giornata non è detto che sia di sole, basta che non abbia la nebbia che annulla la visibilità!

Un lungo, lunghissimo nastro bianco sfilacciato segue il sentiero per la salita e si apre qua e là. Questa volta i pastori salgono con le pecore, uno davanti ed uno dietro, ma le capre non ne vogliono sapere di abbandonare le loro "comode" balme dove ripararsi almeno un po' dalla pioggia e dal vento che ha iniziato a soffiare. Ombrello, giacca e pantaloni di cerata (vengono dall'Irlanda, là sanno come produrre indumenti che riparino davvero dalla pioggia), per fortuna che nei sacchi di vestiti per l'alpeggio c'era anche quel pesante maglione made in Scotland che nessuno voleva mettere!

Sull'altro versante il vento aumenta, la pioggia cade di sbieco, ma almeno la nebbia viene ricacciata indietro. Le pecore iniziano ad allargarsi verso i pascoli, il pastore cerca di tenerle basse per non dover faticare troppo a sorvegliarle. Quando verrà l'ora di pranzo, si cercherà una balma per potersi sedere quasi al riparo. Piegati, rannicchiati, con qualche goccia che ogni tanto cola dalla parete e lo stravento che ogni tanto arriva a bagnarti le gambe, bene o male si mangia, si ride e si scherza persino. Lampi e tuoni, magari saranno la fine della perturbazione? Persino i cani si spaventano e verrebbero a cercare rifugio sotto la pietra.

Per un po' continua a piovigginare, poi finalmente il cielo inizierà ad aprirsi, con le nuvole spinte dal vento forte che soffia in quota. L'aria è fredda, il cielo scombro da nuvole di un bell'azzurro, ma sembra che qua e là sulle punte sia caduto qualcosa di bianco. Neve o grandine? Poco per volta le pecore scendono a pascolare in basso e tra non molto i pastori le metteranno in marcia verso il recinto.

Anche se apparentemente la sera ed il vento freddo sembravano già annunciare la bella giornata che sarebbe seguita il giorno successivo, prima di notte sarebbe ancora arrivata una nuova ondata di pioggia, con nevischio fin quasi a quota delle baite. Che strana estate… Una nevicata al mese di luglio non è eccezionale, certo, però tutti sperano presto di avere qualche giorno di sole in più. Per lavorare meglio, più rilassati, per gli animali, per far asciugare gli indumenti, per l'umidità che c'è ovunque.

Annunci

  1. Il maltempo sta conciando ben-bene anche qua le giornate dell'ultima quindicina di luglio. Lunedì in Alto Appennino mi ha portato fortuna per il temporale scampato e…non solo – ma ne parlerò dopo la fiera. Che fiera?
    Guarda bene di che cosa siamo capaci qua da queste parti – da bravi attori!!!!
    ….. E sì, visto che i veri pastori o allevatori si contano sulla punta delle dita; però vi è comunque un mondo interessante che cavalca le scenografie di epoche trascorse…..
    Fate un salto a Nonantola – oppure su ossoinbocca!
    Ciao a tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...