Il figlio del Vicesindaco fa il pastore

Sono quelle cose che un po' fanno notizia, ma solo qui in Italia. Credo che in Francia, in Svizzera, in altri paesi alpini sarebbe magari lo stesso Sindaco ad avere qualche bestia in stalla. Ma a Novalesa, Val Cenischia, non è normale che un giovane decida di seguire questa strada? Eppure è uno dei pochi, se non l'unico sotto i 40 anni, ad avere animali. A Francesco gli animali sono sempre piaciuti, anche quando stava quasi in periferia di Torino, a Beinasco. Novalesa però era la località di villeggiatura scelta dalla sua famiglia e questo paese è poi diventato anche la loro residenza attuale. “Quando siamo venuti ad abitare qui ho preso le prime capre e pecore, prima era quasi solo un gioco, poi ho deciso di farlo diventare un mestiere. Adesso è da 5-6 anni che le ho e stanno aumentando. Ho delle pecore delle Langhe e delle Lacone, come capre ho Saanen, Camosciate, incroci. Per adesso mungo e vendo il latte all’azienda Corbusier. Me lo pagano abbastanza bene.

Oggi Francesco ha un centinaio di capi, una parte dei quali è nel prato dove ci incontriamo. “Mi piacerebbe potermi fare una stalla, il caseificio e tenere 2-300 bestie da mungere. Poi poter salire in alpeggio, ma da solo non ce la faccio, servirebbe un socio. I prezzi sono troppo alti, se hai poche bestie non ti salvi.” Chissà che qualcuno, leggendo queste righe, decida di contattarlo per unire le forse e trovare un alpeggio in comune? In questi anni Francesco ha pascolato dove poteva, soprattutto intorno a Novalesa, scendendo fino ad una stalla vicino a Susa per l’inverno.

"Da marzo fino a quando nevica, cerco pascoli in giro. Un po’ qua un po’ là, ma è difficile. Un po’ c’è la gelosia della gente, quelli che ti guardano male, che remano contro perché non sei del posto. C’è anche tanta gente brava, per fortuna… Ma per esempio c’è gente che ha le mucche e allora dà fastidio che un giovane arrivato da via gli faccia le scarpe.” Discorsi già sentiti di valle in valle, a testimoniare ancora una volta quali siano le difficoltà e come questo mondo sia difficile, con problemi che nascono dall'interno, a sommarsi con tutto il resto. Mancanza di unità, che servirebbe invece per far forza ed ottenere benefici per tutti.

Il Comune di Novalesa organizzerà per l’autunno 2011 la prima Festa della Transumanza ed è proprio suo papà ad occuparsi dell’organizzazione dell’evento. “Sarà una cosa bella per il paese, perché si torna alle origini. In questi paesini c’è sempre più gente che è nata nelle stalle e poi ha la puzza sotto il naso.” Nonostante le dimensioni ridotte del gregge, Francesco incontra difficoltà negli spostamenti pari a quelle dei grandi pastori con migliaia di capi. “Ormai è tutto sempre più difficile, ci sono problemi ovunque, la gente non tollera. Per venire su da Susa, dovresti chiamare il camion per pochi chilometri! In altri posti ti guardano male perché le bestie sporcano le strade. E’ tutto così, oggi.

Francesco non è uno di quei giovani che urlano le loro ragioni, ma spiega pacatamente a bassa voce, quasi sia già anche un po’ rassegnato al fatto che, per vivere la propria passione, si debba convivere con gli aspetti negativi collaterali: le lamentele, i pregiudizi, le difficoltà.
Ho provato a fare la domanda per l’insediamento giovani, ma non so perché lo chiamino così, visto che un giovane che inizia davvero dal niente non può avere quei soldi da spendere subito, quindi non ha senso. Sono andato due anni a lavorare da un signore che ha le mucche, ma per capre e pecore ho imparato da solo. A scuola mi ero iscritto ad Agraria, sono arrivato in seconda, ho ripetuto, poi ho smesso. Non c’era niente che riguardasse le bestie… E poi, dai libri alla realtà…

La scelta degli animali da latte ha portato Francesco a visitare alcuni allevamenti in zona per capire come provare ad organizzare il proprio. “Non ho mai viaggiato, ho girato poco e solo in Piemonte, però mi piacerebbe andare in Sardegna. Lì c’è la cultura della pecora da latte, mi piacerebbe vedere come tengono gli animali.”
Francesco muove i suoi passi verso un futuro che non sa ancora bene cosa gli riserverà, ma è soddisfatto delle sue scelte. “Ci sono quei giorni che molleresti tutto, un po’ come in tutti i lavori, ma per il resto va bene."
Nonostante la giovane età, lui non ha dimestichezza con il computer. “Non lo uso, ma dovrei imparare, perché è utile. Quando avrò l’azienda ed il caseificio mi piacerebbe farmi un sito. E’ importante, per farsi conoscere in giro.

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  1. confermo, non facciamo MAI affidamento sui contributi…..io non capisco come si fa a prenderli senza perdere il sonno!
    comunque tieni duro Francesco e il computer serve anche per non farsi fregare e raccimolare un po' più di notizie su tanti argomenti!
    Valentina

  2. ciao Marzia!!! Ho conosciutoi tuoi genitori al colle Giulian domenica 4 luglio.
    Sono molto simpatici e mi sono sembrati molto comprensivi di un’alpeggio “mal ridotto” di abitazioni e ricoveri!!
    A presto!( ti aspettiamo su)
    Nadine

  3. @sabot85: purtroppo è un ritornello che sto snetendo da tutti. Ma allora… chi li ha presi, questi contributi?????
    @valentina: purtroppo francesco non leggerà le tue parole, ma magari qualche amico vedrà il blog e stamperà questa pagina
    @nadine: e sì, sono sempre in giro anche loro! sono arrivati là che eravate appena saliti…

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