Mi piace tutto, tutto l'anno

Poco sopra al Rifugio Selleries troviamo l'omonimo alpeggio. Approfittando della presenza in zona, vado ad intervistare Marco, classe 1994, figlio dei margari che salgono qui con la loro mandria. In quel momento è andato a recuperare le vacche al pascolo per la mungitura serale, così chiacchiero del più e del meno con Paola, sua mamma.

Quando sento le campane gli vado incontro. Il motivo della mia visita un po' lo imbarazza, quindi attendo che i suoi movimenti siano spontanei per scattare delle foto. Per Marco la strada del futuro era come se fosse tracciata e lui l’ha seguita senza dubbi. Questa è la sua vita, per sempre, parole forse grosse a diciassette anni, ma non in una realtà come quella dell'allevamento.

Le vacche si incamminano verso l'alpeggio. “Faccio questo soprattutto perché mi piace la montagna, l’alpeggio.”
Fino ad oggi i passi di Marco sono sempre stati mossi a fianco degli adulti dai quali ha appreso il mestiere. “La mia figura di riferimento è più mia mamma, che mio papà. Lui spesso non c’era…”. Infatti il padre, grazie anche alla presenza della moglie e degli suoceri in alpe, si occupa della fienagione in fondovalle e soprattutto della vendita dei formaggi prodotti nel corso di tutto l’anno.

L’alpeggio della famiglia Agù è di proprietà. Così, anche se come molti margari hanno cambiato diverse sedi invernali, fino a quella attuale di Villar Perosa, in montagna si è sempre saliti qui all’Alpe Selleries, in Val Chisone.  “Ho subito smesso scuola appena ho compiuto sedici anni per far questo a tempo pieno, ma una mano l’ho sempre data fin da quando ero bambino. Avevo già l’idea di fare questo, i miei genitori ovviamente mi appoggiavano, ma sono io che ho scelto.
Come innovazione, Marco ha introdotto le capre, che affiancano la mandria di vacche che da sempre rappresentano l’attività principale di famiglia. La madre Paola aggiunge che anche gli animali da cortile sono una grande passione del figlio, ed infatti intorno all’alpeggio scorrazzano galline di razze diverse, alcune accompagnate da uno stuolo di pulcini.

Qui si producono tome, ricotta, burro ed il famoso Plaisentif, alla scoperta del quale si può andare percorrendo il sentiero segnalato che si snoda lungo la valle. Questa vacca finisce di pasoclare proprio ai piedi del cartello che illustra il percorso, ignara della destinazione del latte che di lì a poco gli uomini ricaveranno da lei.

Questo è il mondo di Marco. “Di questo mestiere mi piace tutto, tutto l’anno. Non ci sono parti del lavoro che non mi piacciono. Il tempo anche per divertirsi si trova, più o meno, specialmente quando sei giù, perché qui in alpeggio no. D’estate praticamente non scendo mai, se non c’è proprio qualcosa di particolare. Gli amici… quelli che non facevano questo lavoro poco per volta li ho persi ed adesso è tutta gente che comunque ha le bestie.

Marco sta mungendo, dopo aver ricondotto le vacche alla stalla con l’aiuto del cane, le lega al suo posto per la mungitura, insieme al nonno ed alla madre. Vuole essere fotografato accanto ad una vacca in particolare, quella che secondo lui è la più bella.

In futuro voglio continuare a fare questo. Adesso per i giovani è più difficile, però l’azienda c’è già e questo è un grande aiuto. Noi abbiamo sempre fatto i formaggi, sono capace anch’io, se devo aiutare aiuto, ma è sempre mia mamma che li fa, per adesso.
La vita di Marco potrebbe sembrare vincolante e monotona per molti suoi coetanei, ma lui è soddisfatto e non chiede nient’altro rispetto a quello che già possiede.
Non mi pesa stare in alpeggio, star da soli, perché qui è un posto dove viene sempre tantissima gente. Io non ho mai viaggiato, a parte le gite con la scuola a Pisa, là dove c’è il balcone di Giulietta e Romeo…”. La madre suggerisce che si tratta di Verona. “Stavo meglio qua, comunque.
Stacca la mungitrice e la attacca alla vacca vicina. “Da quando non vado più a scuola faccio più cose, mungere mungo da solo.”
L’impianto di mungitura convoglia il latte, quest’alpeggio è moderno e ben curato. D’altra parte qui la frequentazione di turisti è molto alta e la strada raggiunge agevolmente il parcheggio, garantendo un continuo afflusso di potenziali acquirenti per i formaggi.

  1. Ciao Sono Vale Thewoolbox!
    Ho scoperto da poco il vostro blog, e lo trovo estremamente interessante!
    Mi prenderò un po' di tempo per curiosare tra i post passati…
    Date uno sguardo anche voi ai nostri!

    Vale Thewolbox

  2. Pingback: Le soddisfazioni nelle piccole cose – Di terre, pietre, erbe, bestie e persone

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