Foto di qualche anno fa

Il blog poco per volta acquista lettori… e magari ne perderà pure qualcuno, chissà! Il bello è quando i lettori diventano facce ed incontri reali. Con molti prima c'è stato una "personificazione" su Facebook, mi avete chiesto l'amicizia dicendo che seguivate "Pascolo Vagante", con qualcuno poi c'è stato l'incontro.

Flavio ad esempio l'ho conosciuto solo qualche giorno fa, ma era da un po' che ci scambiavamo idee e foto. Recentemente mi ha inviato le foto della transumanza di quest'anno, ma in arretrato io avevo ancora queste altre del 2007. Lui manda le sue pecore in guardia all'Alpe Caugis, in Val Pellice. Qui il gregge nel parc in occasione della discesa autunnale della mandria. "Per loro ancora un giorno di alpeggio: la meiranda si svolgerà il giorno seguente."

Queste invece sono appunto le immagini della transumanza di quell'autunno. Qui vediamo Edy Catalin con la sua cavalla, mentre il suono dei rudun lo immaginiamo soltanto.

"Mario Ayassot in testa alla meiranda. Qui era il 2007, quest'uomo del 1928 operato diverse volte (anche di recente) si trovava comunque lì dove era salito per circa 40 anni: aveva una volontà di ferro, purtroppo è poi mancato ad inizio 2011."

Non sono strade facili quelle che portano a certi alpeggi della Val Pellice, ma per fortuna sono state realizzate e permettono il raggiungimento anche di baite a quote particolarmente elevate. In valle sono ben pochi gli alpeggi sprovvisti di strada e non è così ovunque, in Piemonte…

Giorgio, l'amico di Flavio, con le capre. Purtroppo proprio in questi giorni una delle capre che saliranno su questi pascoli è stata attaccata e sbranata. Era un animale zoppo, non rientrato al recinto, mentre il gregge si trovava ancora nei pressi della Gardetta. Sarà stato il lupo? O qualche cane randagio?

Qui vediamo le capre di ritorno dal pascolo, con l'insidiosa nebbia che va e che viene. In certe giornate la nebbia ti fa da compagna inseparabile da mattina a sera e vi assicuro che non è affatto facile lavorare lassù in quelle condizioni.

In uno squarcio tra le nebbie, il Monviso che fa capolino. Siamo al mattino all'alba, a quell'ora è più facile che la visibilità sia migliore. Mi fa male vedere e sentire uomini sfiduciati che, per tutte le problematiche che affliggono il settore (dell'allevamento in generale, dell'alpeggio in particolare), godono in modo amaro di simili spettacoli della natura. E dire che, un tempo, salire all'alpe era una gioia vera!

Veramente bella e poetica quest'immagine di Giorgio con la sua Kenia. Ci sarebbero da scrivere infinite parole sul rapporto tra un pastore ed il suo cane. Giochi di sguardi, attese, immobilità, fischi, ordini, comandi, corse, solitudini, carezze…

Ecco il gregge nei pascoli ormai colorati dalle tinte dell'autunno. La discesa era attesa per il giorno successivo. Adesso invece il gregge non è ancora arrivato lassù, ma mi piace mescolare questi momenti della stagione, sempre per ricordarvi (se mai ce ne fosse bisogno!) che questo è un mestiere che non si arresta mai, 365 giorni l'anno.

Sempre vigile il pastore! Qui Paolo sta controllando il passaggio del gregge in un punto critico, ci spiega Flavio. Il più delle volte bisogna lasciare che gli animali facciano da soli, mai avere fretta: mandare il cane per accelerarne il cammino potrebbe risultare fatale, in certi luoghi.

"Il gregge verso il passaggio peggiore: una "louzera" ripida di circa trenta metri dove le pecore fanno fatica a passare soprattutto in caso di pioggia".

Infine il gregge in discesa da Vantacul verso l'alpe del Gard, sempre con la nebbia ad inseguire. E con questa immagine si chiude il reportage di Flavio, di cui pubblicherò altre foto prossimamente. Per adesso inizio a ringraziarlo di queste! …e buon alpeggio a Paolo, Natalino e tutti quelli che saliranno su di là in questa stagione d'alpeggio!

  1. Non c'è altro da dire oltre ad un GRAZIE!!! Come sempre sei riuscita a rendere l'idea con parole semplici di un avvenimento che noi protagonisti(presenti e passati) cerchiamo di portare ancora avanti come tanti altri per noi stessi, per la memoria di chi ci ha preceduti e per chi come il mio Davide(17 mesi) deve ancora imparare a camminare da solo ed a cui spero di riuscire a trasmettere qualcosa di tutto ciò….. Flavio Bellion

  2. @flavio: grazie a te. io spero davvero che, tutti insieme, si possa trasmettere qualcosa alle generazioni future, sempre nella speranza che il presente non vada a cancellare questo mondo tra intolleranza ed ignoranza (vedi anche quello che ho pubblicato oggi)

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