Quando arriva la pioggia

Chi lavora 365 giorni l'anno all'aperto ha, prima di tutto, a che fare con il tempo. Certo, anche chi viaggia in auto tutte le mattine per andare in ufficio può lamentarsi della pioggia (e del traffico), del caldo afoso… Ma è un'altra cosa. Diverso svegliarsi e sentir piovere sul tetto di lamiera della baita, sul tetto della roulotte o di altri ricoveri ancor più di fortuna… Diverso è stare tutto il giorno con un ombrello in mano ed i piedi tra fango, pietre scivolose, erba bagnata.

 

 

E gli animali? Al pari dei cugini selvatici, sole, pioggia, vento, prendono quello che viene. Senza pioggia non ci sarebbe erba per il loro pascolo, ma troppa pioggia, tutta insieme, non è il meglio che ci si possa augurare. Magari piovesse un po' di tanto in tanto… "…che poi va a finire che viene giù tutta adesso e dopo inizia la siccità." "Ah, fin quando non cambia la luna… adesso ci teniamo questo tempo!". Ciascuno dice la sua, saluta il pastore e se ne va, mentre invece lui resta lì a prendere fino all'ultima goccia di pioggia, da quando apre il recinto a quando lo chiuderà alla sera.

Quando proprio diluvia (e simili momenti non sono mancati, nell'ultima settimana) gli animali si fermano e smettono persino di pascolare, altrimenti si spostano e vanno a cercare erba. Ma comunque con questo tempo di pastura se ne spreca tantissima, perchè le pecore vanno avanti ed indietro, la pestano e dopo non la mangiano più. E così è un continuo muoversi ed anche per i pastori è più difficile sorvegliarle.

Negli ultimi giorni non è stata proprio una pioggia continua, ma piuttosto un succedersi di rovesci di forte intensità, intervallati da pioggia più moderata e momenti di tregua. Alla fine si apprezzavano persino quelle ore di cielo grigio ed aria umida, perchè almeno non pioveva! Ma l'erba era comunque bagnata, stavi tutto il giorno con l'ombrello aperto, prima per ripararti e dopo per farlo asciugare un po'! Sovrapantaloni e cerata riparavano ora dall'acqua, ora dal vento.

C'erano poi degli squarci ed allora arrivava un sole caldo, quasi arrabbiato, che lasciava sperare in un ritorno del bel tempo. Ma le nuvole restano attaccate alle montagne e non fanno ben sperare. D'altra parte le previsioni parlano ancora di maltempo per molti giorni… Ed inizi a domandarti quando riuscirai a spostare le pecore verso l'alpeggio, in che condizioni sarà la strada, come fai ad andare a vedere… Perchè un conto è quando fa bello, un altro invece è lavorare con questo tempo, non puoi assentarti lasciando da solo il tuo aiutante.

Alla sera conduci il gregge verso il recinto. Quando non piove è una festa! Magari però pioveva mentre dovevi tirare le reti… Bello fare il pastore, certo! Intanto continuano ad arrivare notizie di altri attacchi che avrebbero colpito le greggi di colleghi che pascolano già a quote più elevate. Cosà accadrà quando anche questi animali arriveranno lassù? Nebbia, nuvole e piogge non aiuteranno di certo.

Dopo una notte di pioggia battente, con un furioso temporale al mattino, le pecore nel recinto attendevano, scrollandosi di dosso l'acqua. Dalle montagne scendevano impetuosi torrenti gonfi, anche laddove solitamente non si vedava nulla. Ora invece tutti i canali erano pieni d'acqua ed il rumore del torrente nel fondovalle si sentiva fin quassù. Sembrava pure che in alto fosse caduta neve fresca…

Mentre si svolgono i vari lavori prima di aprire il recinto, in cielo le nuvole fanno già capire che non sarà una di quelle giornate che può evolvere verso il bel tempo. Come lunghe dita, le nuvole si protendono sulle montagne, scendono dall'alto nei canaloni e risalgono dal basso lungo i versanti. Inizia già di nuovo a gocciolare…

Si va al pascolo, e sarà una lunga giornata! Per fortuna che ci sono delle baite lì vicino ed il loro padrone affida gli animali in guardia al pastore. Così anche quel giorno, per pranzo, si approfitta di quella piccola stanza con un tavolo e tre sedie, ma soprattutto una stufa a legna che in pochi minuti scalda l'ambiente ed asciuga un po' gli abiti. Ci vorrà più tempo per far bollire l'acqua della pasta, il pranzo è quasi una merenda, ma tanto passeranno ancora molte ore prima che si mangi cena.

Il pomeriggio sarà peggio del mattino. Pioggia e scrosci più intensi si susseguono continuamente. Anche gli scarponi che tenevano l'acqua iniziano a dar segni di cedimento. L'importante è non avere freddo… ma alla fine non riesci nemmeno più a sentire quel che dice l'altro, tanto forte è la pioggia sull'ombrello. Poi c'è il cappello, il cappuccio della cerata…

Le pecore sono nervose, continuano ad andare avanti ed indietro, partendo all'improvviso dietro ad una che si sta spostando. Così ora scendono, ora salgono nel bosco, ora si fermano a pascolare nel prato… ed in momento dopo bisogna mandare i cani perchè stanno portandosi tutte verso la strada… Dove peraltro non passa nessuno, con questo tempo!

Verso sera la pioggia diventa sempre più forte. Anche il pastore inizia ad essere nervoso e brontola contro tutto e tutti. Non si può non capirlo… Anzi, in questi momenti io mi chiedo come facciano certi che sono da soli, senza nemmeno una persona con cui sfogare il malumore e le frustrazioni. Piove violentemente, chissà le strade come saranno? Ormai ogni volta si teme l'alluvione, visto che negli ultimi anni i danni da queste parti sono stati frequenti e pesanti.

Dopo una notte di acqua, finalmente al mattino si può uscire guardando in su. Neve fresca, torrenti che rumoreggiano, ma almeno c'è qualche chiazza di azzurro e non sta piovendo. Il terreno è letteralmente zuppo, la strada sembra più un fiume, l'erba è piegata a terra. Dicono che l'arlevà notturna non tiene, il maltempo tornerà di certo.

La sera prima le capre avevano trovato da sole un riparo. A piccoli gruppi erano andate quasi tutte a cercarsi un ricovero nelle vecchie stalle. I pastori poi hanno condotto al coperto anche qualche pecora con gli agnelli piccoli. "Quelli che ce l'hanno con il benessere animale… Venissero loro a vedere! Perchè se questo mestiere lo fai con il cuore, prima pensi alle tue bestie, poi solo alla fine ci sei tu, ed il più delle volte ti trascuri tu, per far star bene loro." Adesso bisogna recuperarle tutte e riportarle dal gregge, nel recinto.

Gli squarci di sereno erano quasi un'illusione. Mentre sto per partire sale la nebbia, inzia a gocciolare. Rientro in pianura, per fortuna la strada è libera, c'è solo qualche piccolo smottamento sui lati. Ma che accadrà nei prossimi giorni? Come sarà la strada per l'alpeggio? Quando tornerà un po' di tempo stabile? "Ah, va a finire che quest'estate sarà tutta così, come aveva fatto quell'anno… Quand'era? Quell'anno che…". La sa lunga, certa gente. Di sicuro nessuno pensa alla desertificazione di cui ogni tanto i metereologi parlano.

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