Troppo caldo per mettersi in cammino

Cos'è una transumanza? Si parte e si va… Per chi poi fa pascolo vagante, è semplicemente uno degli spostamenti quotidiani, un po' più lungo, forse. Ma non sempre è così, anzi, quasi mai. Così le giornate che precedono quel momento di "festa" sono frenetiche, bisogna sbrigare tutte le cose rimandate da mesi, settimane, giorni. In più, ci sono i preparativi per la transumanza stessa. Ed alla fine è una specie di incubo che raggiunge il suo culmine quando devi espletare estenuanti pratiche di burocrazia e, in un ufficio, ti dicono di tornare perchè "…non abbiamo ancora pinzato i fogli…" A ciascuno il suo lavoro, certo, ma capirete che una simile risposta possa far cadere le braccia al pastore che ha le pecore in attesa nel recinto!

Eppure le pecore pascolavano tranquille, una volta che si erano sbrigate le urgenze più pressanti e si era riusciti ad aprire le reti. Per fortuna adesso di erba ce n'è e, per lo meno, non è necessario spostarsi più di tanto per cercarla. Anzi, negli ultimi giorni più che altro ci si è spostati per avvicinarsi al luogo "giusto" per dare il via alla transumanza vera e propria. Gli animali però devono mangiare al mattino, perchè di giorno inizia a fare veramente caldo e non si torna più al pascolo fino a sera.

Poco per volta il gregge sta crescendo, a mano a mano che arrivano gli animali affidati "in guardia" al pastore da piccoli allevatori/appassionati che li mandano in montagna per la stagione estiva. Questo permette a chi sta in pianura di fare il fieno per il loro mantenimento invernale e, con una piccola spesa, garantire loro il pascolamento in montagna per i mesi d'alpeggio.

Fa caldo, gli animali cercano l'ombra. Ammucchiate a gruppi sotto a vecchi alberi da frutta, a testa bassa le pecore attendono che le temperature scendano di qualche grado. Ed i pastori? Nessuna pennichella per loro, ci sono reti da togliere, reti da tirare… La corsa negli uffici è finita, tra ASL e Comuni. Adesso c'è un bel malloppo di preziosi fogli che bisognerebbe trattare con cura, invece ogni tanto finiscono sommersi dalla confusione di tutto quello che c'è da caricare nell'auto.

Dopo il riposo del gregge, nel tardo pomeriggio si torna al pascolo. Ormai le giornate sono lunghe, quindi si lavora fino a tarda ora, quando fa più fresco e scende la notte. Il caldo della pianura sale verso le colline, ma è questione di pochissimo e finalmente si partirà. Un tempo queste giornate erano attese spasmodicamente, perchè lassù, anche con poco, pochissimo, si viveva bene. Non sembrava di fare una vita misera in delle baite senza luce nè acqua, perchè si era felici, perchè ci si poteva ritagliare quei due, tre giorni per fare una gita altrove a vedere alpeggi, montagne, animali, magari addirittura oltrepassare il confine ed andare in Francia! Adesso, con i lupi in agguato, con tutti gli sforzi fatti quotidianamente per sorvegliare le pecore, con le ore di sonno sempre più scarse persino lassù… Adesso partire ti pesa davvero e sembra di andare verso l'inferno, dove non c'è niente di bello e non riesci nemmeno a governare bene i tuoi animali.

Prima di partire gli animali devono anche essere "pieni", perchè se hanno fame non riesci a dominarli, per la strada. Al mattino c'è anche stata l'esigenza di dare loro il sale, o erano troppo "matte". Dopo il sale però bisogna bere (con moderazione): trovarsi in transumanza con pecore assetate può essere un rischio, quando passi accanto ad un torrente. Mentre gli animali pascolano, sorvegliati da amici venuti per la transumanza, i pastori vanno già a destinazione a portare auto stipate con un po' di tutto, in una gli agnelli troppo deboli per camminare, nel carretto le reti per il recinto, poi cibo per i cani, attrezzature varie, vestiti, di tutto un po'. Poi si torna indietro, gli amici hanno già attaccato anche le campane ed i rudun.

Via, si parte davvero qualche attimo di esitazione, poi il gregge finalmente si allunga e si compone la fila alle spalle del pastore. Pastore che starà un po' in testa al gregge, un po' ai lati, a volte farà la spola fin giù al fondo per vedere se tutto procede bene e se non ci sono animali con qualche problema fisico che impedisca loro di seguire la transumanza.

All'inizio sono percorsi già seguiti nei mesi scorsi. Piste nei boschi, sentieri, viottoli quasi invasi da rovi e felci. Le campane fanno abbaiare i cani e richiamano gli abitanti delle case immerse nel verde delle colline. La fila si allunga all'infinito in questi tratti così stretti, davanti gli animali incalzano, le corna ed i nasi puntano dietro le gambe di chi cammina in testa. Bisogna anche cercare di frenarne l'impeto, o le loro compagne alla fine del gregge faticheranno troppo, per non parlare di chi è laggiù per spronarle ad avanzare!

La transumanza crea un po' di scompiglio in alcuni cavalli che osservano dal loro recinto, nitriscono ed iniziano a correre a fianco del gregge. Poi bisogna fare attenzione ai frutteti, alle vigne, ai fiori piantati fuori dai cancelli… Continua a far caldo anche se è pomeriggio ormai inoltrato, ma per fortuna tra non molto si proseguirà tra i boschi.

Si continua ad attraversare piccoli gruppi di case o singole abitazioni sparse qua e là. C'è gente che esce sui cancelli, bambini che gridano, ma chi è davanti non ha tempo e modo di capire tutto ciò che accade mentre passa il gregge. L'importante è non trovare ostacoli imprevisti che sbarrino la strada! Qualche donna si precipita fuori con una scopa, facendo versi necessari a tener lontane le pecore da un ciuffo di erbe fiorite.

Si va, si gira, si svolta, persino si sale per poi scendere. Il sudore cola a gocce, non fa ancora abbastanza fresco. Lungo questa strada si incontrano le auto di chi rientra in città dopo aver trascorso qualche ora in montagna: ci sono anche quelli che nemmeno tirano giù i finestrini per far vedere ai bimbi uno spettacolo che potrebbe scomparire tra non molti anni. Dietro, l'auto ha caricato qualche altro agnello che faticava a tenere il rirmo, ma per il resto tutto procede bene.

Amici e parenti si uniscono alla transumanza, per i più piccoli è davvero solo un momento di gran festa e non sentono nemmeno la fatica, camminando in testa al gregge insieme al pastore. In un punto occorre deviare tra i rovi per evitare un tratto di strada diserbato, quassù, tra i boschi… L'aria sembra già un po' più fresca, la salita è quasi terminata, ma poi ci saranno altre strade da percorrere. Gli animali continuano ad incalzare, mai stanche le prime, sempre più affaticate le ultime.

Su si fa una sosta, un po' di erba per le pecore, un piccolissimo spuntino per i pastori, e poi si ripartirà alla volta della destinazione finale. Dalla valle arriva aria di pioggia, ben due temporali ci hanno già sfiorato, ma l'importante è che non piova su di noi fino alla fine. Si arriverà di notte? Quante ore ci vorranno per concludere quella prima tappa di transumanza? E nel paese più giù, avranno smontato le bancarelle della fiera? Ve ne parlerò la prossima volta! Andiamo pian piano, a passo di transumanza…

  1. Ormai è ora ! ! ! Chi prima chi dopo, chi a piedi chi con l'aiuto dei mezzi salgono tutti ! ! !
    Un giorno di felicità, di festa, ma anche di molta stanchezza… Perchè non è facile. Gli ultimi giorni sono molto impegnativi e stressanti…

    BUONA TRANSUMANZA A TUTTI ! ! !

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