Prima di mettersi in cammino

Un gregge vagante cammina, cammina sempre… Ma poi c'è il cammino più importante, quello della transumanza, che si avvicina giorno dopo giorno, a seconda della quota da cui si comincia a pascolare e della consistenza del gregge.

Intanto, immagini di primavera, con giornate che si susseguono, ora calde, limpide, ora piovose o interrotte da improvvisi temporali. Sono fioriti gli alberi, sono fioriti i prati, poi i rami dei ciliegi si sono piegati sotto il peso dei primi frutti maturi. In fondo si sta bene, a parte quei giorni di caldo anomalo nel mese di aprile.

Finalmente tutte le pecore sono state tosate, così la lana avrà anche il tempo di ricrescere appena un po' prima di salire lassù dove l'aria è sicuramente più fresca. L'erba dei prati ormai è sempre più alta, più dura, più lunga, così bisogna lasciare a lungo gli animali in ogni appezzamento affinchè lo puliscano davvero come vorrebbero i proprietari. "Altrimenti la pestano e la schiacciano soltanto…".

Nelle ore più calde, in quei giorni durante i quali il sole è a picco e l'aria si fa soffocante di afa, le pecore si ammucchiano all'ombra, a testa bassa, le une contro le altre. Continuerò a trovare assurdo questo comportamento, perchè all'interno del mucchio la temperatura dev'essere ancora più torrida! E' inutile costringere gli animali a muoversi, in questi momenti, si riprenderà a pascolare più tardi.

Il gregge pascola poi bene nel tardo pomeriggio, dopo il passaggio di uno dei soliti temporali che ha rinfrescato l'aria e, questa volta, ha bagnato solo poco più che la polvere. Però non si può attendere oltre, c'è un tratto abbastanza lungo di cammino da percorrere, quella solita pista nel bosco che già due volte mi ha vista camminare con il gregge. La prima volta di notte, in inverno, in discesa davanti agli animali, la seconda in salita ad inizio primavera. Anche questa volta alla fine si scende quasi con il buio, sono sola in coda al gregge, ci sono numerosi agnelli, anche se i più piccoli sono già stati trasportati avanti in macchina. I cani non collaborano, ma quando finalmente me ne trovo due al fianco, è ancora peggio, perchè un agnello spaventato scappa all'indietro correndo ad una velocità impressionante. Il gregge è quasi a destinazione, così torno indietro per un lunghissimo tratto prima di riuscire a prenderlo. Praticamente lo afferro dove iniziava la discesa… Ancora un po' e si ritornava al punto di partenza! Chissà perchè certi agnelli stentano a seguire il gregge, ma se devono tornare indietro all'improvviso sfoderano un'agilità ed una resistenza eccezionale?

E così ancora una volta si finisce a tarda notte, quando ormai tutte le luci sono accese e nel cielo brillano le stelle. Se un pastore dovesse contare le ore di lavoro e fare un confronto con i guadagni… Lasciamo perdere, và! Meglio rientrare a casa, che di sicuro anche quella notte non si dormirà più di sei ore, se va bene.

Altre giornate invece iniziano con il cielo nuvoloso e continuano con forti rovesci improvvisi, durante i quali tutti gli animali smettono di mangiare e se ne stanno lì in piedi, un po' ingobbiti, in attesa che termini la pioggia. Dopo, una bella scrollata e via di nuovo a testa bassa tra l'erba.

Nel cielo nuvole che disegnano strani quadri che si trasformano continuamente. Sembra si stia levando il vento, forse per quel giorno si potranno ritirare le giacche e gli ombrelli? Il pastore intanto era andato a tirare reti a protezione di giardini ed orti, al suo ritorno ci si sarebbe messi in cammino.

Un giro d'ispezione nel gregge, ci sono agnelli da caricare in macchina ed anche una pecora che ha partorito da poco. Chissà nel giorno della transumanza! La speranza è sempre quella che ci sia da caricare il numero minore possibile di animali. E poi, ci sarà gente che verrà a dare una mano? Dipende anche dal giorno in cui ci si metterà in cammino, perchè ancora non si sa di preciso…

Per adesso intanto si parte. L'erba non è stata pascolata bene, troppo dura, troppo vecchia, e poi la pioggia ha fatto sì che diventasse ancora meno appetibile per gli animali. Un'ultima foto, poi meglio ritirare la macchina fotografica perchè, tra agnelli da spronare, ordini ai cani, piccole corse ed improvvise fermate, non c'è più tempo per altri scatti.

Solo quando finalmente si è quasi a destinazione si può tirare il fiato. Per fortuna è andato tutto bene, nonostante la solita confusione causata da qualche pecora che torna indietro a chiamare l'agnello… quando invece l'agnello chissà dov'è, là all'interno del gregge! Adesso laggiù si potrà stare tranquilli per un paio di giorni. A differenza dei mesi scorsi, il pascolo adesso è abbondante lì tra i boschi.

Questo non è un pascolo dei migliori, ma comunque c'è da mangiare e l'erba è alta quasi più delle pecore! In cielo le nuvole continuano a correre, le previsioni per il giorno dopo non le abbiamo più guardate, ma intanto adesso siamo lì e si può tirare il fiato. Eufemismo per dire che non ci sarà da camminare almeno per un giorno intero, perchè per il resto anche quella sera non si partirà che a tarda ora.

La domenica, come già vi ho raccontato, soffiava un forte vento ed il sole bruciava la pelle, filtrando tra i rami nel bosco. Il cucciolo dormiva accanto a Mirka, entrambi disoccupati, perchè non c'era nè da girare le pecore, nè da preoccuparsi di eventuali lupi in arrivo. Nell'aria passavano i pappi soffici dei pioppi, bisognava fare attenzione nel momento del pranzo, per non mangiarli insieme al cibo!

Tra i nati degli ultimi giorni c'era anche Naso, un grosso agnello candido, fatta eccezione per il lato sinistro del naso, per l'appunto! Poi c'era una pecora tutta bianca che aveva partorito un agnello nero a chiazze bianche… Ed una pecora nera con un agnellina bianca senza macchie! Vai a sapere gli scherzi della genetica…

Il vento continuava a spazzare il cielo, così terso, così limpido. Di sicuro in quel giorno anche lassù in alpeggio non ci sarà la tanto temuta nebbia… Tra non molto si vedrà come andrà la stagione. Ci si metterà in cammino verso i monti, dove si trascorreranno lunghi, difficili mesi. Ma di quello avremo poi modo di parlare in futuro… Sarà una lunga estate anche per me, ma prometto che ogni tanto cercherò di aggiornare anche il blog, visto che il materiale non mancherà di certo!

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