La montagna sta male, ma bisogna "aiutarla" nel modo giusto

Il dibattito stentava a decollare il 13 maggio 2011 a Frassino, presso la Comunità Montana. Gli allevatori sono arrivati alla spicciolata e, prima ancora della riunione uffciale, ho raccolto la voce di Gianfranco Abbà della Valle Po, che il giorno precedente non era riuscito ad essere presente a Paesana. "Uno dei problemi è l'affitto dei pascoli dai privati, perchè chiedono molti soldi e non ti fanno nessuno scritto, anche perchè magari non sono mai state fatte le divisioni in passato. Così quelle superfici non puoi nemmeno segnarle sulle domande per i contributi. …anche se poi, dei contributi, tra una spesa e l'altra non ne resta nemmeno per pagare la montana! Bisognerebbe dare uno "stipendio"a chi sale davvero in montagne e la tiene bene, non pagare in funzione del numero di bestie."

Inizialmente gli allevatori convenuti hanno ascoltato il professor Battaglini ed il professor Corti che illustravano il progetto PROPAST ed elencavano le problematiche emerse nel corso di simili incontri nelle altre valli. Poco per volta però le varie voci hanno iniziato a tracciare il quadro anche della Val Varaita, con considerazioni dalla valenza generale, che ancora una volta serviranno a delineare un quadro sempre più definito dei temi su cui la Regione Piemonte potrà lavorare per cercare di intervenire direttamente a sostegno della montagna e dell'allevamento.

Beppe Barra ha sostenuto che il problema dei predatori presto interesserà sempre di più anche i bovini. "Ho aderito al progetto Gestalp per valorizzare la carne, quindi porterò anche i vitelli in alpe. Però allora bisogna contenere i lupi! Certo, faccio i recinti con il filo, ma non posso portare le bestie in stalla tutte le sere. Per quanto fai, la sorveglianza non potrà mai essere totale. Inoltre non ci sono le stalle dappertutto e poi andrebbe contro a quello che ci dicono sul benessere animale. I danni da lupo, sì, vengono pagati, ma c'è anche un forte stress per la mandria. E poi, per gli animali dispersi?".
Il pastore di Bellino Alfredo Peyrache ha parlato della gestione del gregge: "I recinti vanno bene, ma per la notte. Anche i cani funzionano bene, ne ho uno, ma bisognerebbe averne due, io non ho mai avuto problemi con i turisti. Il premio di pascolo gestito non paga le ore che si fanno in più per proteggere il gregge dal lupo. Non ho mai avuto attacchi notturni nel recinto, ma le reti le porti su a mano, è tutta fatica ed ore di lavoro in più. Le pecore vanno seguite sempre, una volta in certi posti potevi scendere alle 17:00, loro finivano di pascolare dove volevano, adesso fino alle 20, alle 21! E quelle ore non sono pagate!"
Silvana Peyrache completa il quadro affermando: "Non puoi più scendere a fare il fieno, o gli altri lavori, le mucche, ecc… Dovresti prendere gli aiutanti, ma noi ci siamo sempre fatti tutto in famiglia. Io non lo vorrei, l'aiuto pastore, perchè uno che è sempre vissuto lì sa come deve fare il lavoro, uno che viene da via gli devi stare insieme, e allora…".

Dematteis, di Sampeyre, ha denunciato la morte di due vitelli uccisi dai lupi, uno con 8 giorni di vita. "Ho avuto il risarcimento, ma comunque il danno c'è stato. Il settore è già in crisi ed il lupo si è inserito in un momento molto difficile, quindi è difficile trovare soluzioni. Noi non alleviamo per far mangiare le bestie dai lupi…".
E le difficoltà per la montagna sono davvero tante: "Gli aiuti comunitari sono stati dati a svantaggio della montagna. Adesso ci vanno 40 vitelli per comprare un trattore! Fino a 20 anni fa vivevi con 10 vacche, adesso con 50 fai la fame. Sono stati premiati i grandi allevamenti, così i giovani sono scesi in pianura per avere più bestie. Questo ha favorito lo spopolamento e la stagionalità, invece bisogna tenere la gente! E' stata abbandonata la media vallata, quella dei piccoli e piccolissimi allevatori, che svolgevano un importante lavoro nel tenere pulito. Ma adesso non possiamo pagare qualcuno che faccia questi lavori! L'alta montagna, gli alpeggi, sono tutti utilizzati, ma a Chianale d'inverno restano 5 persone. Bisogna premiare chi sta sul posto tutto l'anno… E' stato abbandonato lo sfalcio sui terreni meno faveorevoli. Quei pochi che ancora vivono di allevamento devono andare in pianura…".
Si parla ancora di alpeggi troppo sfruttati e di scarso valore dei prodotti dell'allevamento.

All'incontro erano presenti anche alcuni studenti del CERIGEFAS accompagnati dal professor Andrea Dematteis. Angelo Chaix, di Chianale, ha preso la parola dicendo di essere stufo di avere gli stessi contributi di chi è a Piasco (paese all'imbocco della valle): "A me l'inverno costa ben di più! Avevo 200 capi ovini, poi mi sono stufato di tutto quello che comportava. Abbiamo avuto delle perdite per colpa del lupo, ma non le seguivamo costantemente, perchè c'era da fare il fieno, le vacche da mungere e tutti gli altri lavori. Prendevamo anche pecore in guardia, era un'integrazione al reddito. Adesso non puoi più. C'è stato anche un attacco ad un vitello, tre anni fa, in autunno. Ce l'hanno rimborsato, ma non è una soluzione."
Dematteis racconta di come sia stato avvistato un lupo pochi giorni prima a Sampeyre. "Gli anni scorsi mettevo già fuori i vitelli con le vacche, adesso devo tenerli in stalla a fieno fino almeno a 50 giorni e sono tutti costi in più."
Da più parti viene ribadito come il pascolamento si mutato: "Certe zone non si pascolano più, si pascola solo dovìè più vantaggioso. Le bestie così camminano di più, passano sovente nello stesso punto, aumentano anche le malattie ai piedi."

Gianfranco Martino, di Becetto, racconta del suo ritorno alla borgata di origine per mettere in piedi un'azienda zootecnica. "Noi abbiamo aderito a GESTALP. Alleviamo Pezzata Rossa Italiana, metteremo al pascolo anche le vacche nutrici con i vitelli, ma nei pascoli in quota sarà un problema! Mungiamo, trasformiamo e vendiamo latte, ma il prezzo è basso. Bisogna trasformare e vendere in valle, il turista viene su anche per quello.
Adesso il numero di bestie nelle mandrie è triplicato, la maggior parte dei contributi però va a finire in pianura e in montagna che succede? I bambini non hanno più le scuole… Ho pensato più di una volta di partire anch'io, ma restano i paesi fantasma con la gente a capodanno a sparare i botti vicino alla stalla, e a ferragosto. Maledetti contributi… Sono stati una rovina! Gli allevamenti in montagna vogliono dire giovani, bambini, vita!"
.
Il rappresentante di Coldiretti è intervenuto affermando che il problema dei contributi è soprattutto la loro gestione. "Bisogna trovare delle soluzioni, alzare l'attenzione su questi problemi. Anche il lupo, sta diventando un problema sociale. Non si chiede di sparare indiscriminatamente, ma di contenere. Bisogna superare le ideologie, i veri ambientalisti e animalisti sono allevatori, pastori e margari! La nuova PAC sembra riconoscere un ruolo diverso alla montagna, ma ormai è un po' tardi. Un grande ruolo ce l'hanno le amministrazioni, che possono dare la precedenza ai residenti."
Riprende la parola Martino: "Si parla tanto di benessera animale, ma mai del benessere degli allevatori! Vado via quattro giorni all'anno con la famiglia, i figli si chiedono perchè, fanno i confronti con i compagni di scuola. Adesso abbiamo lo stress di trovare l'animale morto, di non essere tranquilli quando le bestie sono fuori, di non sapere cosa succede. Sono venuto qui per togliermi dallo stress della città, e adesso…".
Barra suggerisce una gestione con più contributi mirati, rapportati al territorio.

Gianpiero Boudoin lamenta i costi che l'allevatore deve sostenere a livello burocratico. "Ho la stalla a Pontechianale, due figli di 21-22 anni che andranno a fare altro. Sarebbero appassionati, ma ci sono troppe difficoltà. D'inverno non sto più su, ho trovato un posto a Paesana. Una volta con pochi animali, facendo anche altri lavori, ci vivevi ed anche bene. Adesso non più, non riesci, ti devi indebitare, fare dei mutui…".
Dematteis ribadisce come si difficile affittare pascoli dai privati: "Nessuno ti fa lo scritto, c'è un frazionamento eccessivo, qui da noi si è sempre diviso… Raggruppare costerebbe troppo già solo per gli atti, poi in molti casi gli eredi chissà chi sono, sono in Francia… Si tratta dei terreni dove si pascola in primavera ed autunno. I giovani sono frenati, troppo impegno e troppo poco reddito. Bisognerebbe associarsi, trasformare il prodotto, valorizzare. Con GESTALP inizieremo a provarci. Se potessero vivere con 10 vacche, tanti giovani lo farebbero. Il prodotto però dovrebbe avere un valore!".
Ribadisce Martino: "Il futuro è di unire le forze. Ci sarebbe tanto lavoro da fare: patate, piccoli frutti… Ma ogni azienda fa investimenti con un parco macchine che non userà mai fino in fondo! L'associazione per valorizzare la carne è valida, il mio caseificio dovrebbero usarlo anche altri, con le capre, con le pecore."

Viene spiegato come in valle non vi sia un macello, ma quello non rappresenta un problema per gli allevatori. Con GESTALP si creerà un laboratorio per la trasformazione delle carni. La mungitura è stata abbandonata dalla gran parte degli allevatori, passando alla linea vacca-vitello.
"Dovrebbe essere la Comunità Montana ad acquisire i terreni abbandonati, non coltivati, non sfalciati, per darli in affitto a chi li pascola. In Francia viene fatto qualcosa di simile."
Anche questo incontro, l'ultimo prima delle transumanze estive, ha messo in luce un gran numero di gravi problematiche di non facile soluzione, dal momento che alcune vanno ben oltre le competenze Regionali. Tra gli obiettivi di PROPAST vi è proprio quello di raccogliere le voci degli allevatori e presentarli in una forma organica, di modo che possano venir definite delle norme a livello regionale su alcune questioni (come l'affitto degli alpeggi). E adesso ci si sposterà in alpeggio, a raccogliere altre testimonianze e verificare sul campo la gestione dei pascoli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...