La verdura, lo sci di fondo, l'agriturismo… Storie di giovani

Lasciando la Valle Stura, mi sono fermata dai fratelli Bernardi. Andrea, classe 1996, è il più giovane dei due, ma mi è sembrato in un certo senso il più “anziano”, perché era lui a raccontarmi le storie del passato di quella cascina che già apparteneva alla sua famiglia, ma che poi era stata venduta ed oggi aspetta che siano loro due a darle una nuova vita. Le sue frasi trasudano un’immensa passione e la saggezza contadina che si tramanda di generazione in generazione. Davide invece è del 1990 ed è sicuramente l’anima economica e commerciale dell’azienda, che bilancerà i sogni del fratello con la concretezza e l’organizzazione.

Sono ancora così giovani tutti e due, ma bastano pochi minuti insieme per delineare i tratti principali di questi due ragazzi che stanno costruendo le basi del loro futuro. “Lo trasformeremo in agriturismo, due sale e quattro stanze. Abbiamo i cavalli, due asini, una trentina di pecore sambucane, sono due anni che vinciamo il premio per la campionessa della mostra alla Fiera di Vinadio. In futuro vogliamo tenere anche dei bovini.” Andrea studia ancora, frequenta il Perito Agrario a Cuneo, mentre il fratello ha già finito gli studi e attualmente svolge vari lavori in giro in attesa di cominciare la nuova attività agricola. “Prima ho anche lavorato al Caseificio, da maggio a dicembre.” Davide è anche maestro di sci di fondo ed ha gareggiato in quella disciplina, che in Valle Stura ha una lunga storia.

Fin da piccoli siamo stati allevati tra gli animali, nostro nonno li aveva… Le pecore le tosiamo ancora noi, a mano, con le forbici.”, Andrea andrebbe avanti a parlare, ma è Davide a spiegare quali sono gli obiettivi dell’azienda. “Bisogna trovare le bestie più redditizie e meno dispendiose, per lavorare bene. I nostri genitori ci hanno spinto in questa direzione, loro sono contenti delle nostre scelte, ci appoggiano completamente. E’ un mestiere tradizionale, ma se lo prende nella maniera giusta, c’è posto anche per i giovani. Bisogna però cambiare, fare la filiera in casa, dalla nascita all’ingrasso del vitello e poi la vendita diretta al cliente, per avere tutto sotto controllo dall’inizio alla fine. Però, per fare questo, bisogna avere delle buone basi di partenza. Uno che non lo fa di famiglia, non si può improvvisare, sia per le attrezzature che servono, le spese che deve affrontare, ma anche per l’esperienza. E’ un mestiere che richiede tanti sacrifici. Ho fatto Agraria anch’io alle superiori, la scuola serve anche quella.
I due fratelli parlano di lavoro continuo, ma ammettono che si riesce a trovare anche il tempo per far festa con gli amici: “E volte di festa se ne fa anche troppa!”.
Loro non salgono in alpeggio. Mandano in guardia le pecore, ma il resto degli animali resta in fondovalle. Come azienda agrituristica avranno a che fare con il pubblico, così chiedo loro come pensano di gestire gli ospiti. Andrea è un po’ spaventato all’idea di avere a che fare con i turisti, si capisce chiaramente che lui preferisce trattare con gli animali. “Chi viene in un agriturismo comunque ha già una certa mentalità e sa quello che può trovare”, dice invece Davide.

Anche se la passione per gli animali è profonda, la solita burocrazia soffocante ed il guadagno scarso rappresentano dei disincentivi e degli ostacoli non da poco. Ad Andrea il tempo necessario per ottenere i permessi è sembrato infinito, mentre Davide già era consapevole che l’iter sarebbe stato complesso. Adesso i tanto agognati documenti sono arrivati ed i lavori possono proseguire. In famiglia, quello che è stato il loro maestro è stato sicuramente il nonno. “Lui ha tanta esperienza, ma è difficile far combaciare l’antica esperienza con le esigenze di oggi. Ci sono altri ritmi, per avere guadagno certi lavori bisogna farli in modo rapido, senza sprecare troppo tempo”, spiega Davide.

Andrea e Davide mi mostrano tutti gli animali: i maiali, i cavalli, le pecore nella stalla. Davide insiste fin quando la cavalla completa l’inchino e si siede nel cortile, così da poter scattare una foto con lei seduta.
Lascio la Valle Stura e mi sposto per incontrare un allevatore in mezzo ai campi ed agli orti. Donato non lo conoscevo, il suo nome mi è stato fatto in Comunità Montana, dove mi hanno detto che dovevo intervistare il ragazzo che si era aggiudicato il bando per l’assegnazione in affitto di 2 porzioni di capannone-stalla con annesso terreno agricolo nel Comune di Aisone. Lui aveva partecipato al bando dopo esserne venuto a conoscenza attraverso “pascolo vagante”.

Girando e girando per la pianura, finalmente arrivo nell’azienda agricola di Donato, dove di animali adesso ci sono i cani e le oche che pascolano nel prato. Per il resto, lui sta trafficando con le mani nella terra: oggi è orticultore, frutticultore e venditore ambulante, ma con quel bando finalmente darà una svolta alla sua vita e seguirà ciò che gli ha sempre indicato il cuore. “Sono nato e cresciuto con le bestie… C’era mio nonno che aveva le vacche, ma io me ne ricordo appena. Quando andavo dai parenti, prima andavo a salutare le bestie, poi le persone. Sono cresciuto con quella malattia lì, mi è sempre piaciuto. Però i vicini non volevano stalle, gli animali puzzano, le mosche, quelle cose lì. Io ho iniziato ad allevare animali a 14, 15 anni, contro la volontà di mio padre. Ho preso delle capre, avevo una piccola stalla tirata su alla bell’e meglio. Poco per volta il numero è cresciuto e sono arrivato a70-80. Ma i vicini si lamentavano… Le prime pecore che ho preso erano delle Roaschine, tre femmine ed un maschio. Sono rimasti i cani, poveretti, non possono più lavorare. Ci sono solo le oche da portare al pascolo, ed i conigli, ma quelli stanno nelle gabbie! Ho fatto delle stagioni con dei marghè, vado da amici a dare una mano per mungere, per le transumanze…
La madre, maestra, ha insistito affinché completasse le scuole. Lui mi racconta di aver già tentato l’avventura dell’allevamento come professione, acquistando dei terreni a Melle, in Val Varaita. Dopo molti soldi spesi per permessi e quote latte, alla fine ha dovuto accantonare il progetto e usare quelle terre per piantere patate. Da buon commerciante, Donato non perde di vista anche l’aspetto economico che deve coniugarsi con la passione. Dovrà partire da zero, ma dalla sua parte ha questa grande passione ed una fitta rete di conoscenze: pastori, margari, commercianti, sembra che conosca tutti, saprà sicuramente come muoversi in un mondo non facile che spesso non accetta facilmente chi non è nato al suo interno. “Quest’estate vado a preparare tutto, poi partirò in autunno. Adesso ho quindici giornate di terra, tutti ortaggi e frutta, ma il mio sogno è lavorare con le bestie. Lo dico sempre, il giorno che parto davvero, le tumatiche le saluto! Bisognerebbe solo trovare una brava ragazza, che abbia voglia di lavorare…
Tornerò da Donato per vedere la concretizzazione dei suoi progetti, ma questa volta andrò a cercarlo ad Aisone, in una stalla con pecore e capre.

  1. Sono certa che i fratelli Andrea e Davide, con l'aiuto dell'esperienza e della saggiezza del nonno Guido, potranno realizzare tutti i loro progetti. Per quanto riguarda Donato avrò modo di andarlo a trovare e  conoscerlo quando sarà ad Aisone. A tutti comunque auguro sinceramente…..tanta buona fortuna!!!!!!!. Gloria 

  2. ho conosciuto Davide sulle piste di sci, l' ho accompagnato diverse volte a gare di italiani…e devo dire che mi ha sempre fatto bella impressione, semplice, disciplinato e con un voglia ed entusiasmo ammirevoli… io faccio il tifo per lui e suo fratello!!!! Bricu

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