Il latte è il mio stipendio giornaliero

Un gregge in un pioppeto ed uno "strano" cancelletto: chi passa per la nuova circonvallazione magari non vede nemmeno le pecore, ma l'occhio attento nota, capisce, immagina subito di chi si tratta. Mi sono fermata ed ho preso accordi con Ivan per l'indomani e così ieri mattina sono andata da lui per intervistarlo. Già sapeva del mio nuovo libro… "Non ho internet, ma ogni tanto vado dagli amici per vedere le foto, il tuo sito. Proprio belle quelle che avevi fatto quest'estate…". Infatti ero passata da lui in alpeggio un giorno che avevo voglia di farmi un giro in Val Pellice. In quel momento ancora non pensavo a scrivere sui giovani allevatori, ma già in quell'occasione ero rimasta colpita da un alpeggio gestito tutto da ragazzi: Ivan con le pecore, sua sorella Katia intenta a caseificare, poi ancora il ragazzo di lei, Omar.

Come tutte le mattine, è in corso la mungitura. Una mano a casa nella stalla, poi giù dalle pecore, mungerle, dare il pezzo nelle reti, poi via per portare a casa il latte. A volte si sta lì per andare al pascolo, altre volte c'è da spostarle. Ivan è del 1984, è in questo mondo da sempre: il padre, il nonno, una famiglia di allevatori. Terminata la scuola dell'obbligo, lui ha subito iniziato a far questo. "A volte viene da dire che sarebbe bello avere un pezzo di carta in più per poterlo sbattere in faccia a qualcuno, ma… Avevo troppa voglia di iniziare a lavorare. La maestra lo diceva a mia madre: <<Non è che non sia intelligente, ma non ha voglia!>>. Lei spiegava ed io disegnavo sul quaderno le mie pecore. Tornassi indietro comunque rifarei le stesse scelte."

Le pecore passano una ad una nel cancelletto. Qualcuna viene fermata e munta, altre vengono lasciate andare avanti. Il cane dietro le spinge se esitano. "Se piove vedo di tirare un po' un telo tra le piante. Mungo tutto l'anno, da quando scendo dalla montagna a quando salgo. Su no, perchè ne prendo parecchie in guardia e quelle non sono abituate, sarebbe impossibile. Ma su mungo le capre. Il latte lo lavoriamo a casa, mia madre e mia sorella. Lo mischiamo con quello di mucca, ma due giorni la settimana lo lavoriamo puro perchè c'è gente che ce lo chiede. Abbiamo il punto vendita, poi forniamo qualche negozio. Solo che adesso non c'è il ponte che porta a casa nostra, l'ha portato via l'alluvione e non l'hanno più ricostruito, è un bel danno per noi come azienda, oltre che per tutta la gente che abita lì. Ho iniziato a venir giù con le pecore anche per quello, portare il fieno con i camion è diventato un problema, un conto è averne per le vacche, un altro anche per il gregge. Così vengo giù, un po' giro, un po' ho affittato una stalla. Le asciutte le tengo sempre fuori, le altre in cascina."

Ma questa è una razza "da latte"? "Me le sono selezionate io, tenendo quelle che ne danno di più. In certi momenti sono arrivato a mungerne ottanta litri!". Parliamo dell'alpeggio, delle prime volte che è stato su lui da solo. "Siamo sempre saliti, poi quando mia mamma aspettava mia sorella siamo stati giù qualche anno, dopo abbiamo ripreso nel 1997. Stavo su io con le vacche, le pecore le davamo in guardia, mio padre era giù a far fieno. A Chiot della Sella la montagna era brutta, troppo chiusa, troppi boschi… Nel 2001 ho iniziato con le pecore, passavo anche dietro verso Ciabraressa. Due montagne e faticare! Adesso al Giulian è tutta un'altra cosa! Spostando i recinti ogni due giorni ho anche migliorato l'erba per le vacche. Un anno non avevamo la montagna e sono andato con le mie pecore da Canton, ma poi volevo fare il mestiere con la mia famiglia. Per fortuna abbiamo preso questa montagna, è buona, solo che mancano le baite. Dicono che quest'anno ne metteranno a posto una per fare un rifugio, poi si spera che il prossimo faranno anche quella per l'alpeggio."

Ivan versa il latte dal secchio al bidone. "Il latte è il mio stipendio giornaliero, la mia entrata fissa che ti permettere di vivere. Bisogna avere un numero di bestie ragionevole per fare il mestiere senza bisogno di ricorrere ad altri. Spero si possa andare avanti senza dover strafare, con la marcia che c'è. Non chiedo altro, non sono di quelli che vogliono avere più bestie degli altri, che fanno a gara. Bisogna lavorare con un sistema un po' umano, visto che questo è già un mestiere che di tempo libero non te ne lascia. Ma si fa con il cuore…".

Non sono in tanti ad aver fatto questa scelta e la maggior parte degli allevamenti ovini sono destinati alla carne. Mungere è impegnativo, ma effettivamente il latte è una risorsa importante ed i prodotti che ne derivano sono di alta qualità. Mai assaggiato una ricotta, anzi, un sarass, di pecora? Non sapete cose vi siete persi…

Lì vicino c'è un campo con una fila di pannelli fotovoltaici. "Pare che l'abbiano bloccato, doveva essere più grande. Ma queste cose dovevano già farle anni fa, trovare delle soluzioni, invece vanno avanti ad avvelenarci tutti." Ivan parla anche del poco rispetto che incontra quando si sposta sulle strade con i suoi animali. "La gente non capisce… I giovani dalle nostre parti vengono su in un altro modo. Chi ha il padre, chi lo zio, chi un amico che ha le pecore e allora sanno cosa vuol dire. Anche per il lupo è lo stesso, quelli che vogliono il lupo sono cresciuti in città non sanno cosa significa! Noi non vogliamo i rimborsi, ma solo fare il nostro mestiere. Con il lupo non puoi più." L'altro grande nemico è la burocrazia che rende tutto più complesso ed incomprensibile, specialmente per un giovane che non chiede chissà cosa dalla vita. Infatti ilpiù grande sogno di questo ragazzo che sta mungendo il suo gregge qui tra i pioppeti, in attesa di spostarsi verso la valle e poi salire in alpeggio, è "solo" quello di poter tramandare a dei figli le conoscenze apprese dal nonno, dal padre e quelle che si è fatto lui giorno per giorno. Una cosa non da poco, al giorno d'oggi…

  1. Auguro a Ivan poter realizzare i suoi progetti. Sono sicuro che ci riuscirà. Buon sangue non mente. Parola di chi ha conosciuto i suoi bisnonni i nonni paterni e materni come pure i genitori. flip.

  2. Grazie Marzia di aver intervistao nuovamente Ivan lo rendi felice e rendi felici noi di essere parte di qst mondo… in bocca al lupo!(quel maledetto!)
    Nadine
    P:S sono la cugina di Ivan fiera orgogliosa e felicissima di esserlo!!!!

  3. CIAO IVAN IO SONO SEMPRE STATO AMANTE DEGLI ANIMALI HO 28 ANNI E SONO SPOSATO MI ANNO OFFERTO QUESTO LAVORO DI MUNCERE LE PECORE E FARE IL FIENO CON IL TRATTORE,VORREI SAPERNE DI PIU SE TI FAREBBE PIACERE DI DARMI QUALCHE LEZIONE PRINCIPANTE X CAPIRE COME SI MUNCE CON LA MUNCITRICE GRAZIE.

  4. Pingback: Ci sarebbe bisogno del doppio del personale… – Di terre, pietre, erbe, bestie e persone

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