Le giornate che si allungano…

In primavera non bisognerebbe più doversi lamentare: c'è erba da pascolare, si avvicina il momento di salire in alpeggio… Ma chi conosce il mestiere o legge questo blog da anni, sa che qualche imprevisto c'è sempre, ma pure la routine della primavera non è delle più semplici. Alla sera non si finisce mai, si rientra esausti a tarda notte, si corre il rischio di addormentarsi mentre si consuma la cena e poi in un attimo è già ora di alzarsi di nuovo.
 

Le giornate si stanno progressivamente allungando e così anche gli orari di lavoro. Quando tramonta il sole magari stai appena spostando il gregge, che cammina sollevando nuvole di polvere. Vorresti un po' di pioggia, ma sai anche che la pioggia coricherà l'erba già alta di quei prati dove devi ancora andare a pascolare e poi i padroni si lamenteranno perchè le pecore non hanno pulito bene.
 

Ci sono poi anche certe piccole cose che vanno ad influire sulla pastorizia e potrebbero diventare problemi. Certi pastori, in inverno, "salvano" il gregge salendo in collina e andando al pascolo nei boschi in cerca di castagne. Ma quest'anno c'è il rischio che di castagne non ce ne siano affatto, infatti le piante sono infestate da una delle più recenti malattie arrivate dalle nostre parti. Il cinipide galligeno del castagno è originario della Cina e, in Piemonte, è stato segnalato per la prima volta nel 2002. Adesso si sta espandendo in massa e vi sono zone dove, nelle ultime stagioni, non si è vista una castagna, per l'appunto. Chi ha capre nei paesi di collina/bassa montagna, è ancora più preoccupato, visto che era una dieta del tardo autunno particolarmente gradita. Tanti piccoli nemici diretti ed indiretti della pastorizia…
 

In certe zone si pascola tra piccoli prati e boschi, zone dove i privati ti chiedono di "far pulizia". Magari è un prato abbandonato che sta diventando bosco, magari è un ex vigneto, un ex frutteto. Ti spiegano come raggiungerlo, percorri piste nei boschi, scendi lungo vecchie mulattiere su cui gli alberi si stanno chiudendo a formare quasi delle gallerie. A rigor di logica o, per meglio dire, a norma di legge, anche il pascolamento in bosco sarebbe vietato. Altre "grane" per i pastori…
 

E i segni del passaggio del gregge li vedi. Magari sono fili di lana su di un tronco ruvido… Perchè l'erba brucata invece ricresce in fretta, specialmente con il caldo, specialmente se fa qualche temporale alla sera. E' anche difficile pascolare in bosco, rischi che qualche agnello, qualche capretto resti indietro. Ma è utile quando fa caldo, per avere ombra per gli animali, per scendere a bere in qualche ruscello.
 

Le capre ne approfittano subito per compiere qualche scalata, sia per gioco, sia per vizio, sia per avere l'opportunità di mangiare qualche foglia in più, che per loro è ben più appetitosa dell'erba. Si passa, ci si ferma qualche minuto, il gregge avanza tra gli alberi, le pecore conoscono i posti, sanno le strade, vanno avanti verso i prati. Passando tra gli alberi almeno non c'è il rischio dei diserbanti e disseccanti, quelli che continuano ad essere sparsi in gran quantità lungo strade, vigneti e frutteti, quelli che terrorizzano i pastori che girano da queste parti. Bastano poche boccate di quell'erba e gli animali rischiano di morire avvelenati. Chissà noi che mangiamo quella frutta, beviamo quel vino?
 

Le giornate sono lunghe, eppure ci sono sempre così tante cose da fare. Non ti fermi mai, dal mattino alla sera, e maledici l'orario che sei costretto a fare, alla sera gli ultimi lavori li fai con il sonno che ti attanaglia. Non puoi nemmeno fare un pisolino quando sei al pascolo, perchè basta un attimo di disattenzione e le pecore scappano verso un orto, una siepe, un vigneto, una strada. Finita l'erba in un prato, ti sposti verso il successivo, fin quando le pecore sono sazie.
 

In queste belle giornate lunghe di sole o vengono le squadre di tosatori o ci si aiuta tra amici per finire di togliere la lana dalla schiena delle pecore. Certo, in questo modo si risparmia, ma ogni giorno riesci a tosare solo pochi animali e questo lavoro si protrae per lungo tempo, anche in funzione dei capricci meteorologici. L'operazione dev'essere terminata almeno qualche settimana prima di mettersi in cammino verso le montagna e, giorno dopo giorno, è come se il momento della transumanza fosse sempre più vicino.
 

Mentre si tosa, almeno i cani possono riposarsi. Per loro è sempre dura, ma in montagna dovranno correre in salita, scendere sempre di corsa sulle pietraie, condurre le pecore, farle rientrare al recinto. Non a caso è fondamentale avere dei buoni cani, senza di loro il lavoro è quasi impossibile.
 

Quando tramonta il sole la stanchezza è tanta, ma spesso c'è ancora da fare il recinto, medicare qualche animale, controllare gli agnelli, far succhiare il latte a qualche animale che ha qualche problema… Ma c'è anche chi, in questo periodo, sta mungendo i suoi animali, dopo aver venduto gli agnelli per Pasqua. Proprio stamattina ho visto un gregge in un pioppeto, c'era un giovane pastore intento a mungere… Così mi sono fermata per un saluto e tornerò presto ad intervistarlo per il mio libro.
Anch'io ormai alterno i miei lavori alla pastorizia vera e propria e le mie giornate sono sia troppo lunghe per la stanchezza che si accumula, sia troppo brevi per tutte le cose che ci sarebbero da fare. Gli aggiornamenti di questo blog ne stanno risentendo, lo so, ma è tanto più bello viverla davvero, la pastorizia, piuttosto che esserne uno spettatore esterno, un narratore o poco più.

Una risposta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...