I primi giorni di primavera

Adesso è esploso il caldo, un caldo eccessivo, un caldo che fa sì che tutti si diano da fare a tosare o telefonare ai tosatori, augurandosi che arrivino al più presto. Ma nei primissimi giorni di primavera… Sì, c'era erba, ma… Ovviamente non poteva esserci quella gran differenza rispetto alle settimane precedenti.

Il gregge aveva dormito in una stoppia e, una volta aperto il recinto, in ordine sparso cercava di capire dove l'avrebbe condotto il pastore. I pascoli erano non molto lontano, bisognava fare solo un breve tratto di strada, ma le pecore belavano impazienti. Molti dei terreni erano ancora fangosi, zuppi dell'acqua delle piogge che erano cadute così abbondantemente.

Tutto il gregge si era infilato nella stretta stradina per raggiungere i prati verso cui il pastore lo stava conducendo. In questa strettoia il fiume bianco pareva immenso, come quello delle grandi greggi che girano in altre parti della regione. Eppure qui si parla di altri numeri, una quantità di animali più adatta a queste zone fatte di tanti piccoli appezzamenti da pascolare in un infinito lavoro di reti da tirare e da spostare.

Finalmente nel prato, a pascolare sotto un bel sole ed un cielo azzurro che era un piacere per la vista. Per un po' non ci si sarebbe spostati di lì, gli animali avevano di che mangiare, anche se l'erba era ancora bassa. Ogni tanto passava qualcuno lungo la stradina tra i campi, qualche amico o conoscente del pastore si fermava a fare due chiacchiere. Nell'ora di pranzo tre uomini erano arrivati da luoghi diversi, per sfruttare la pausa di mezzogiorno per andare a fare un giro di corsa. E i pastori? Avevano pranzato pure loro, poi c'era uno sgradito compito da fare…

Mentre le pecore continuavano a brucare tranquille, con molta pazienza bisognava dedicarsi ad un po' di burocrazia. Carte e scartoffie, controllare che tutto fosse in regola sui documenti ufficiali… Anche questo è un lavoro da fare! Magari qualcuno non ci pensa, crede che il pascolo vagante sia un mestiere un po' così, all'avventura, ma ormai servirebbe quasi un segretario per ogni gregge, per star dietro a tutte le carte, per andare negli uffici.

Quando i prati lì intorno erano finiti, il pastore aveva chiamato il gregge sulla strada del ritorno, ripercorrendo a ritroso la strettoia. Tutto era filato liscio, quei 2 o 3 agnelli più piccoli erano stati caricati in macchina e nelle retrovie tutti camminavano senza problemi. Non era ancora ora del recinto, si sarebbero trovati altri pascoli, prima di sera.

Una pausa nel pioppeto, mentre uno dei pastori andava avanti a tirare reti sui confini dei prati. Sembrava tutta erba verde, ma una striscia la si poteva pascolare, l'altra no, perchè la proprietaria lì va a spasso con il cane e non vuole doversi trovare a pestare le cacche delle pecore. E dire che quell'erba poi secca in piedi, verrà tagliata quando ormai è gialla come paglia. Pascolato quei quattro fili verdi, gli agnelli (e pure qualche pecora) trovano un bel posto per giocare saltando intorno ad un fosso. E sono i soliti balzi comici che staresti a guardare per ore ed ore…

Il gregge riattraversa la stoppia, adesso è diretto altrove, verso quei prati dove già è stata tirata qualche rete. Il sole si avvia a tramontare, le ombre si allungano. Di lì a qualche giorno ci sarebbe stato il cambio dell'ora… e per i pastori le giornate sarebbero diventate interminabili, con la sera che si allontanava, la fine del lavoro che si spostava più in là nella notte.

Intanto quella sera l'ora del recinto era quasi arrivata, le pecore finivano di pascolare, poi sarebbero state fatte entrare nelle reti. L'aria era ancora fresca, anche se in giornata il sole aveva iniziato a scaldare. Chissà dove avrebbe portato il cammino nei giorni successivi? Angoli di territorio da scoprire nelle quattro stagioni, da queste parti ero già passata in inverno, iniziavo a riconoscere posti, strade, passaggi. Nessuno mai ci pensa, ma dev'essere ben difficile per un pastore costruirsi una propria zona di pascolo. Perchè non è poi così facile conoscere il territorio, avere i giusti contatti con i proprietari, capire dove si può passare e quando.

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