Dopo le piogge

Basta poco per dimenticare… Cos'è passata, una settimana? Erano finite le piogge, dopo giorni consecutivi di acqua, freddo, fango, finalmente ci si era svegliati con una parvenza di bel tempo e la speranza della primavera imminente. Adesso sembra tutto così lontano, eppure era solo una settimana fa.

Le pecore erano fradice, la lana intrisa d'acqua, il prato qua e là presentava vere e proprie zone paludose. L'acqua scorreva dalla vigna verso la stradina, che poi scendeva sulla strada asfaltata. In cielo finalmente il sole, qualche sprazzo di azzurro, ma le nuvole ancora non se n'erano andate del tutto. Si riponeva la speranza nelle previsioni, incerte per quella giornata, ma buone per i giorni successivi.

Anche gli animali si godevano il sole, la pioggia non piaceva nemmeno a loro! Il gregge è tornato nelle zone dove l'avevo già incontrato qualche mese fa, così anche per me non è stato difficile trovarlo. C'è qualche agnello neonato, bisognerà caricarlo quando ci si metterà in cammino. Il pastore non è ancora arrivato, come al solito ci sono vari imprevisti di giornata e si fa tardi.

Prima di mettersi in cammino, si va a tirare un po' di reti a protezione di orti, giardini, frutteti. Poi via, con le pecore affamate che belano e corrono veloci. Anche se qui nel bosco sembra ancora inverno, poco più in là si incontrerà l'erba verde, ma oggi non si può andare dappertutto per colpa del fango e del terreno troppo molle in certi prati.

Questo pendio incolto però può essere pascolato senza problemi. Non sono state queste ultime piogge a causare gli smottamenti, ma risalgono a passate precipitazioni. "Una volta era tutto prato, anche lì…", ma adesso invece c'è un frutteto con dei kiwi e bisogna proteggere le piante più piccole con delle reti, se si vuole pascolare anche quell'erba. Non ci si può ancora permettere di lasciarla stare, quindi si prendono le giuste precauzioni e si lascia che le pecore si allarghino tra le fila di piante da frutto.

Mentre le pecore pascolano, i pastori ne approfittano per pranzare, anche perchè si sta facendo sempre più tardi ed il pranzo si sposta sempre più verso l'ora di merenda. Poi si riparte, passando ancora una volta per la stessa stradina, sempre più fangosa, sempre più viscida, scivolosa. Il bosco è ancora completamente spoglio, ci sono pallidi fili di erbetta e qualche anemone che inizia a fiorire, ma niente di più. Il cielo si è nuovamente coperto e non fa caldo, la primavera si fa davvero attendere!

Una piccola transumanza lì tra le colline, per fortuna le pecore camminano senza correre e gli agnelli non restano indietro, così in coda al gregge non c'è da faticare e c'è modo persino di scattare qualche foto in tutta tranquillità. Non è difficile spostarsi lungo queste strade dove non si incontra nessuno, ma non sempre è possibile per greggi e pastori essere così "lontani dal mondo".

La fila si allunga, ormai siamo quasi a destinazione… Gli ultimi agnelli iniziano ad essere stanchi e si è dovuto caricare nell'auto una pecora troppo zoppa per riuscire a camminare da sola. Il pastore la medicherà subito, non appena saremo arrivati nei prati accanto alle case. Il terreno della pianura, il fango, la pioggia hanno lasciato il loro segno e sono numerosi gli animali che zoppicano. Ci sarà lavoro per i prossimi giorni, le mani si macchieranno di spray blu…

Si fa sera, ormai le giornate si sono decisamente allungate, ma con il cielo nuvoloso la sera sembra incombere più rapidamente. Presto verrà cambiata l'ora e così l'orario di lavoro dei pastori si protrarrà sempre di più verso le ore tarde. I prati sono verdi, ci sono fiori che iniziano a sbocciare, è la primavera, la primavera che finalmente è arrivata! Ma non tutti i prati lì intorno possono essere pascolati, ci sono alcuni proprietari che non sono daccordo e quindi… guardare, ma non toccare!

Viene preparato il recinto per la notte, poi gli animali entrano ed all'interno trovano ancora la cena, erba da pascolare prima di coricarsi a dormire. Un'altra giornata di pascolo vagante è arrivata alla fine. Un po' tutti i pastori adesso dovrebbero tirare un sospiro di sollievo, con l'erba che cresce finirà quella litania di lamentele? Non è detto… Perchè c'è sempre di che lamentarsi, ed infatti arrivano telefonate, sms. C'è chi non sa più dove andare perchè hanno tagliato i pioppeti, chi vede i suoi capretti indebolirsi e morire senza sapere come curarli, chi si vede spuntare davanti l'ennesimo divieto di pascolo…

  1. Qua da queste parti i crochi fanno capolino tra l'erba, ancora ingiallita dalle nevi.
    Mentre i cani da pastore si preparano ai lavori primaverili, quelli da slitta si crogiolano al sole, tutt'altro che timido, in relax totale che attraverso i mesi estivi diventerà fin monotono!

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